POLITICHE 2018. GLI ATTIVISTI 5 STELLE SI PROPONGONO

Ieri sera le prime autocandidature. Tra qualche giorno le ‘parlamentarie’, primarie online dei pentastellati

 

Si sono concluse ieri alle 17,00, con successo, le operazioni di adesione degli iscritti al Movimento 5 Stelle che si sono proposti per una candidatura per il rinnovo del Parlamento Italiano. In tanti si sono messi a disposizione partecipando a questa grande prova di democrazia dell’unica forza politica che si apre ai cittadini facendoli votare online dai suoi aderenti. Subito dopo  si è tenuto ad Ascoli Satriano, presso la sede della Cooperativa agricola ‘Palazzo Piccolo’, l’incontro tra alcun aspiranti candidati in Parlamento e i cittadini che seguono il M5S.

E’ stata una bella occasione per conoscere gli aspiranti a una candidatura, che sarà decisa nelle imminenti votazioni online aperta a tutti gli iscritti al Movimento.

L’evento, introdotto dal portavoce consigliere comunale pentastellato Potito Antolino e condotto da Lorenzo Malgieri, momento di incontro tranquillo e distensivo, è servito a conoscere meglio alcuni candidabili come prossimi Portavoce in Parlamento.

Per la Camera (i cui candidati, secondo le regole M5S non possono avere più di 40 anni, esclusi i parlamentari uscenti) si sono presentati, nell’ordine:

Sacha De Giovanni, 39 anni – di San Marco in Lamis, insegnante; Mario Giampietro, foggiano (il più giovane tra i candidati della serata con i suoi 25 anni), studente universitario;  Francesca Troiano, 32 anni – psicologa e psicoterapeuta; Silvia Di Lella, foggiana, trapiantata a Manfredonia, laureata in scienze naturali; Giorgio Sernia, di San Severo, 34 anni – ingegnere biomedico e titolare di azienda che opera nel settore Ambiente.

Per il Senato, nell’ordine:

Pio Giorgio Di Leo, 49 anni – avvocato, libero professionista; Gianluca Iaconeta, 42 anni – di Manfredonia, area manager di una azienda agroalimentare; Luigi La Riccia, di San Marco in Lamis, impiegato regione Marche; Mauro Marzocco, avvocato, libero professionista; Gisella Naturale, di Torremaggiore, laureata in DAMS presso Lettere e Filosofia di Bologna; Emilio Sansone, 49 anni – commerciante di Foggia; Antonio Ercole Santarella, ristoratore di Candela; Alessandra Augelli, 41 anni, di Castelluccio dei Sauri, architetto libera professionista; Domenico Caputo, docente di Manfredonia in pensione; Luigi Starace, giornalista scientifico di Manfredonia.

Prossimo appuntamento, questa sera, ore 20,00, a Foggia in piazza Federico II presso la sede dell’ex Singer, dove sarà possibile incontrare gli attivisti per questioni organizzative legate alla imminente campagna elettorale.

CRITICITA’ AMBIENTALI E POTENZIALITA’ DEL TERRITORIO AL VAGLIO DEI MEETUP

Nel convegno di ieri sera a Foggia in evidenza le gravi scelte operate in Italia e le ricadute sulla nostra regione e in Capitanata. Una analisi impietosa ma con le ricette del Movimento 5 Stelle

I Meetup ‘Attivisti cinque stelle di Capitanata’, ‘Fovea’, ‘Foggia Libera’ e l’associazione ‘Il Portavoce’ che, nel Capoluogo dauno si ispirano al Movimento 5 Stelle hanno affrontato ieri sera, nella sala ‘Mazza’ del Museo Civico di Foggia, il tema  ‘Energia, ambiente, analisi, strategie per il territorio pugliese’.

Relatori, in ordine di intervento, il dott. Sergio Pelosi (ricercatore CNR-ISMAR), il prof. Sacha De Giovanni (docente di Geografia Economica),  il dott. Antonio Trevisi (Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e componente della V Commissione Ambiente – Assetto ed utilizzazione del territorio) e l’avv. Gianni Fiore (Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Manfredonia) che hanno aperto una finestra sulle criticità e le opportunità della nostra terra legate ai temi ecologici e del territorio. Moderatore l’avv. Mauro Marzocco. Collaborazione tecnica di Mario Giampietro.

Mario Nigro, Mauro Marzocco, Sergio Pelosi, Mario Giampietro

I lavori sono stati introdotti da Mario Nigro (imprenditore), che ha portato la testimonianza di una importante attività di riciclo di materiali di grande consumo, avviata con successo (sia sotto il profilo economico che occupazionale) e successivamente naufragata a causa delle leggi italiane intervenute a favore dei prodotti cinesi.

Sul tema non sono mancati cenni polemici sul Comune di Foggia sulla inesistenza della raccolta differenziata, sulla spesa di 50.000 euro sostenuta per un impianto destinato alla raccolta di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o materiali semidurevoli, realizzato e poi abbandonato, costituendo, così, un altro esempio di spreco di fondi pubblici.

La piattaforma abbandonata

Nel settore ambientale, abbiamo enti strumentali non indipendenti. Invece di potenziare il CNR, il più grande istituto di ricerca in Italia, si preferisce controllare gli enti che dovrebbero vigilare sull’ambiente. Questa la denuncia di Sergio Pelosi, che ha colto l’occasione per evidenziare le grandi potenzialità offerte dal nostro ricchissimo ecosistema regionale e di Capitanata.

“L’Ambiente può essere una fucina di posti di lavoro – ha dichiarato il ricercatore facendo riferimento alle zone umide dei laghi di Lesina e Varano e al Lago Salso – va trattato con estrema cura. Si possono ricavare sostanze preziosissime. Avremmo prospettive incredibili se ci dedicassimo al nostro territorio ma siamo irrispettosi”. L’esponente del CNR ha parlato delle risorse ittiche e della mitilicoltura, minacciate da mercurio, idrocarburi policiclici aromatici, plastiche e inquinanti che rompono l’equilibrio dell’ecosistema e favoriscono il proliferare di specie aliene che attaccano e distruggono le nostre produzioni.

“La  Capitanata la dobbiamo amare per le enormi potenzialità ma ognuno deve fare la sua parte”, il monito conclusivo del ricercatore.

Sacha De Giovanni, Antonio Trevisi, Mauro Marzocco, Gianni Fiore, Mario Giampietro

Concentrato sugli aspetti di geografia economica l’intervento di Sacha De Giovanni, che ha evidenziato le potenzialità del territorio di Capitanata, ricordando il fenomeno dell’economia sommersa che sottrae risorse allo sviluppo del territorio e ponendo due domande alla platea e ai pugliesi, chiedendo se siamo consapevoli della ricchezza delle nostre risorse territoriali e del fatto che la Puglia rimane una delle regioni in cui avvengono gravi reati ambientali e quale impatto abbiamo sul territorio per il gasdotto TAP del Salento e  l’impianto di GPL Energas a Manfredonia.

“I problemi ambientali vanno a braccetto di quelli sanitari. Da qui la necessità per un ambiente pulito”. Ha avuto inizio con questa affermazione l’intervento di Antonio Trevisi, secondo il quale “la Regione Puglia per l’ambiente non sta facendo nulla e sta smantellando il già obsoleto sistema sanitario”.

Sacha De Giovanni, Antonio Trevisi, Mauro Marzocco, Gianni Fiore

Eppure, esiste un modello di sviluppo capace di tutelare ambiente e salute. Il gruppo Regionale 5 Stelle pugliese ha presentato una proposta di legge ‘Rifiuti zero’, basata sul principio che i cittadini che hanno comportamenti virtuosi deve avere dei vantaggi economici, basata sulla fiscalità ambientale e sul principio secondo il quale “meno inquini meno paghi”.

In Puglia non abbiamo impiantistica pubblica e i pochi impianti funzionano male e fanno cartello lucrando sulle emergenze.

Occorre recuperare i materiali: plastica e alluminio soprattutto perché anno un valore e perché sono rifiuti che si possono rigenerare continuamente, creando economia circolare. Ma sono importanti anche la carta e l’umido per il compostaggio (anche contro la desertificazione). Oggi la Regione Puglia è piena di discariche abusive ma se si recuperassero i materiali, i rifiuti non sarebbero più abbandonati.

Anche sull’energia abbiamo detto la nostra, con una proposta di legge su reddito energetico. Andremmo ad aiutare le famiglie in difficoltà con una importante detrazione fiscale .

La proposta è quella di istituire un fondo di rotazione regionale per assegnare in comodato d’uso ai cittadini meno abbienti impianti fotovoltaici da installare nelle proprie abitazioni. L’utente non pagherà la bolletta energetica e la Regione incasserà l’incentivo per l’energia immessa nella rete. Entro il 2050 la Regione Puglia potrebbe dare energia pulita a più di 600 mila famiglie pugliesi e guadagnerebbe 60 milioni di euro all’anno.

Se entro il 2050 il 100% del fabbisogno energetico italiano provenisse da fonti rinnovabili, ogni cittadino risparmierebbe 6.500 euro all’anno, morirebbero 50 mila persone in meno per cause ambientali e avremmo 500 mila posti di lavoro in più.

Chi ci perderebbe? Quelli che oggi ci vendono l’energia. Basterebbe non fare più gli interessi delle lobby che hanno sempre lucrato a nostro danno!

Trevisi non ha mancato, ovviamente, di accennare al gasdotto TAP, un impianto che rappresenta una grossa speculazione, un’opera che produrrà solo grossi guadagni alle aziende che ci venderanno il gas e che, per il momento, sta determinando la distruzione di alberi millenari.

E tutto questo ben sapendo che Enel non vuole riconvertire le centrali che producono energia elettrica utilizzando il fossile con nuove turbine a gas.

D’altronde quando Emiliano si candidò per la guida della Regione Puglia, disse che non era pensabile governare senza accordarsi con le grandi aziende che si occupano di rifiuti e di energia.

“Infatti, Emiliano non ostacola la realizzazione del gasdotto TAP perché non si vuole mettere contro SNAM”, la stoccata finale di Trevisi.

Pubblico. In primo piano, da sinistra, Antonio Trevisi e Gianni Fiore
Pubblico

In conclusione non poteva mancare l’intervento di Gianni Fiore sul deposito GPL della Energas a Manfredonia, 6.000 metri cubi di GPL e 200 mc in bombole per uso casalingo da stoccare nel territorio manfredoniano che sarà attraversato dal gasdotto che interesserà anche la zona archeologica oltre che quella balneare.

Le navi che attraccheranno costituiranno un grosso rischio. Il gasdotto attraverserà il golfo di Manfredonia trivellando, bucando il terreno sottotraccia e polverizzando tutto ciò che si incontra, distruggendo testimonianze storiche e inserendosi sotto costa.

Dietro Energas c’è la Q8 che attraverso il consueto ricatto occupazionale promette 137 posti di lavoro in un territorio in cui si raccoglie il fallimento del Contratto d’Area, voluto dalla politica miope, che ha creato il deserto.

Sarà un fallimento anche questo progetto faraonico che dopo Enichem viene a distruggere quanto resta del golfo di Manfredonia. Ma senza portare valore aggiunto, perché ai pochi posti promessi corrisponderà un decremento di quelli legati al turismo. E non c’è da sperare neanche nell’indotto, visto che non siamo attrezzati neppure per l’autotrasporto di GPL su gomma. Così verranno i padroncini napoletani con le loro autocisterne a caricare il gas. Quindi i risultati saranno occupazione zero e ambiente irrimediabilmente compromesso, con tutte le conseguenze per le potenzialità turistiche.

Ci accontentiamo così della sponsorizzazione della squadra di calcio, di qualche panettone, di contributi per le campagne elettorali ma non rispettiamo i risultati del referendum con i quali i cittadini si sono espressi contro l’impianto Energas e scarichiamo sulle future generazioni manfredoniane l’onere della bonifica.

E’ possibile, invece, invertire la rotta e creare un circuito economico virtuoso, rispettoso della vocazione del territorio con il nostro progetto di rigenerazione urbana, che consente di sfruttare le potenzialità dello scenario naturale nell’industria cinematografica e valorizza le zone archeologiche, creando posti di lavoro stabili e sostenibili nel tempo.

ENERGIA, AMBIENTE, ANALISI, STRATEGIE PER IL TERRITORIO PUGLIESE

Venerdì prossimo, a Foggia, le riflessioni di Meetup di cittadini, esperti e Portavoce 5 Stelle

L’incontro del 24.11.2017 ore 17.00

Nell’ambito di una serie di conferenze, itineranti nella provincia di Foggia, si svolgerà venerdì prossimo, 24.11.2017 alle ore 17.00, presso la sala ‘Mazza’ del Museo Civico di Foggia – in piazza Nigri 1, il convegno dal titolo ‘Energia e ambiente nella Puglia del futuro. Analisi e strategie per il territorio’.

L’incontro è organizzato dai Meetup ‘Attivisti cinque stelle di Capitanata’, ‘Fovea’, ‘Foggia Libera’ e l’associazione ‘Il Portavoce’ che nel Capoluogo dauno si ispirano al Movimento 5 Stelle.

Interverranno esperti come il dott. Sergio Pelosi e il prof. Sacha De Giovanni, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Manfredonia, l’avv. Gianni Fiore e il consigliere alla Regione Puglia, dott. Antonio Trevisi, del gruppo M5S, Componente della Commissione V Ambiente – Assetto ed utilizzazione del territorio.

L’obiettivo è quello di mantenere viva l’attenzione sulle tematiche ambientali e sullo sviluppo della Capitanata, la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle risorse, il gasdotto TAP e il deposito di GPL della Energas di Manfredonia.

Non mancheranno riflessioni sul futuro di Acquedotto Pugliese, sulla Proposta di Legge Regionale del Gruppo consiliare 5 Stelle ‘Verso un’economia circolare a rifiuti zero’, della proposta di legge che introduce in Puglia il cosiddetto “Reddito energetico” e tanto altro ancora.

Nell’ambito del convegno è previsto l’intervento dei cittadini che potranno intervenire con proprie testimonianze e ponendo domande ai relatori.

FOGGIA E LE SUE RADIO LIBERE DEGLI ANNI ‘70

Ieri sera si sono incontrati gli artefici della storia dell’emittenza radiofonica in Capitanata. Appassionati gli interventi di Michele Campanaro e Maurizio De Tullio. Tante le testimonianze

Rivissute, ieri sera, nell’ambito del ciclo di conferenze di storia locale (curatore è Vito Cristino, responsabile della sezione ‘Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale ‘La Magna Capitana’ di Foggia), le vicende delle prime radio private foggiane (“libere” dicevano orgogliosamente all’epoca), nate nel 1976, anno in cui si sanciva che la Rai non dovesse più avere il monopolio dell’etere.

C’era una volta la radio privata. Conversazioni sull’emittenza foggiana, questo il tema sviluppato dal giornalista di Deliceto, trapiantato a Foggia, Michele Campanaro, con la collaborazione del brasiliano adottato dal Capoluogo dauno, Maurizio De Tullio, che all’interno della Biblioteca si occupa de ‘La Meravigliosa Capitanata’, archivio di informazioni dedicato ai personaggi e alla storia del territorio provinciale. Molto interessanti le esperienze maturate all’interno delle radio con le quali Campanaro e De Tullio collaborarono, raccontate con passione dai due animatori della conferenza.

Da sx Vito Cristino, Michele Campanaro, Maurizio De Tullio

Erano anni di grande inquietudine culturale e sociale. Il fermento, molto vivo nella città di Foggia, dava vita a tante iniziative. Sport,  musica, intrattenimento, informazione, politica, cambiavano pagina e si esprimevano con un nuovo entusiasmo.

Negli anni ’60 – ’70 nacquero una miriade di testate giornalistiche. Gaetano Matrella dirigeva la rivista ‘Risveglio’, Matteo Vigilante ‘Il progresso dauno’, Carlo Mitoli una testata socialista. Poi c’erano ‘Il gazzettino dauno’,  ‘Cronache daune’ di Michele Abbatescianni, ‘Sud Express’ di Peppino Garofalo, ‘Il sole del Mezzogiorno’ di Salvatore De Angelis, ‘Il corriere delle Puglie’, ‘Ogni giorno Sport’ di Luca Cicolella, ‘Daunia Sport’, creatura di Tatarella.

L’era delle radio locali che trasmettevano in FM ‘Modulazione di Frequenza’ (mentre Rai e Radio Montecarlo in AM ‘Modulazione di Ampiezza’) veniva favorita da una storica sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, apriva all’assalto dell’etere. Nel giro di pochi mesi sorgevano a Foggia ben cinque emittenti. ‘Radio Luna’, ‘Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in ‘Radio Centrale’, ‘Radio Foggia 101’, ‘Radio Foggia Sud’.

La prima emittente foggiana fu ‘Radio Luna’. Nacque nel marzo 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano. Poi, con la successiva gestione, avviata nel settembre 1979, cambiò numerose sedi. Il trasmettitore era stato prelevato da un vecchio carro armato della seconda Guerra Mondiale.

Tra i suoi artefici più noti, il cantante Ninni Maina e il Direttore artistico, Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito autore e collaboratore, negli anni Ottanta, di alcune popolarissime trasmissioni Rai di Renzo Arbore, che ripresero diverse gag e idee proprio dallo staff dell’emittente radio.

Da ricordare il giovane disc jockey, Enzo Mottola, che al mattino salutava così: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”

Il 2 maggio 1976 trasmise la prima radiocronaca, che vedeva il Foggia protagonista, fatta da Antonio Troisi.

Bello il ricordo dell’appello realizzato in occasione del terremoto del Friuli. I foggiani raccolsero davanti al Teatro ‘Giordano’ una montagna di indumenti e cose utili da portare in soccorso delle sfortunate popolazioni colpite dal sisma.

La proprietà dell’emittente, la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, garantiva un’ottima programmazione, non solo musicale.

Durante le ore notturne andava in onda una giovanissima ragazza ungherese dall’evidente accento straniero, Ilona Staller, poi più nota come ‘Cicciolina’. Da Roma, le sue trasmissioni radiofoniche notturne agitavano gli animi dei giovani foggiani che, convinti che il suo programma fosse diffuso dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del fabbricato in attesa di poterla incontrare, fino al punto da creare problemi di ordine pubblico.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Radio Luna

La nuova gestione di ‘Teleradio Luna’ (nuova denominazione che successivamente lasciò il posto a ‘Radio Luna del Gargano’) cominciò nell’estate del 1979 sotto forma di cooperativa. Tra i suoi animatori, solo per citarne alcuni, i giovani Tonio Sepa, Mario De Vivo, Piero Paciello, Michele Carelli, Maurizio De Tullio, che si occupa dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, “Radio Città” e il settimanale di satira spinta “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera).

Tonio Sepa

“‘Radio Luna’ – racconta Maurizio De Tullio – rappresentò la colonna sonora di una intera generazione, attraverso una produzione musicale scelta e di qualità, con grande attenzione agli eventi che seguivamo e organizzavamo (come il concerto di Pino Daniele nel 1981 allo stadio ‘Zaccheria’, seguito subito dopo da quello dei Pooh)”.

L’esperienza di ‘Radio Luna’ si concluse con la chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984.

Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione, poi denominata ‘Radio Centrale’, dove mosse i primi passi il popolare Pino Campagna, che all’epoca preferiva farsi chiamare Josef. ‘Radio Foggia Sud’ ebbe sede in Via Matteotti. Nel 1977 nacque la radio di Telefoggia.

‘Radio Foggia 101’ era di proprietà di un ragioniere e giornalista cerignolano, Matteo Tatarella, fratello di Pinuccio (anche lui giornalista ma più noto come politico di spicco.

La redazione era inizialmente ospitata a Foggia in un piccolo pianterreno di Viale G. Di Vittorio, 115, la radio, invece, aveva gli studi in Via Matteotti.

Le sue trasmissioni ebbero inizio il 1° maggio 1976 con Pino Cotrufo, gran musicista e conduttore. Il radiogiornale – il primo andato in onda in una emittente privata foggiana – era condotto con voce professionale da Gino Caiafa. Tra i redattori, citiamo Michele Campanaro, Gino Scauzillo e il compianto Enzo Ciampi.

Gino Caiafa nella foto d’epoca

Uno dei programmi di successo, “Ore 12”, condotto da Maurizio De Tullio (programma che propose al pubblico radiofonico foggiano anche quando approdò a Teleradioerre), andava in onda da mezzogiorno alle 13.00, ebbe il merito di mettere a contatto i cittadini, con le loro denunce, “sbattendo” in diretta telefonica i responsabili della Cosa Pubblica nel momento in cui i cittadini li chiamavano in causa per le loro responsabilità e competenze, talvolta mandando  in onda le risposte dei pubblici amministratori  a loro insaputa.

La Rai produsse un format simile solo 20 anni dopo con Oliviero Beha e Emanuela Falcetti.

Le altre radio mandavano in onda solo musica, dediche a richiesta, sport e argomenti di minore impatto e importanza.

Ma Radio Foggia 101 si caratterizzò anche per il calcio, con un grande radiocronista: Michele Chiariello.

Singolare la testimonianza audio dell’epoca, relativa a una versione comica di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, mandata in onda da ‘Radio Foggia 101’. Così come quella di ‘Giallo quiz’, che “andava a scopiazzare la Settimana Enigmistica.

Simpatico il ricordo della pubblicità che aveva come slogan “Ogni pollo ha la sua storia, dipende da quello che mangia” , che all’epoca furoreggiò.

Infine ‘Teleradioerre’, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, inizialmente operò nella sola versione radiofonica, successivamente dal 1977 divenne anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda in bianco e nero,  storica concorrente di ‘Telefoggia’, la prima emittente televisiva di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.

Curioso il fatto che per le trasmissioni musicali il conduttore portasse con se i brani registrati dai propri dischi in vinile.

In sala, presenti alla conferenza molti degli attori radiofonici di quel periodo. Tra i tanti, Davide Leccese e Gino Caiafa (Radio 101 e Teleradioerre); Pio D’Orta, Tonio Sereno e Gabriele Arminio (Teleradioerre); Mimmo Voto (Radio Foggia Sud), Michele Chiariello, Gino Scauzillo e Aurelio Miraglia (Radio Foggia 101); Marcello Cavallo e Angelo Castelluccio (Radio Luna); Tonio Sepa, Gabriele e Nicola Palazzo (Teleradioerre e Telefoggia radio); Edmondo Di Loreto (Radio Luna e Telefoggia Radio); Leandro Cimaduomo (Canale 93), Geppe Inserra, Carmine Pecorella e tanti altri protagonisti di quel memorabile pezzo di storia foggiana.

FOGGIA. I MEETUP PER LA SICUREZZA DELLE STRADE CITTADINE

‘FoVea’, ‘I grilli di Foggia’, ‘Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ per l’adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’. Intanto avviano monitoraggio e segnalazioni delle criticità

Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia
Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia

L’Associazione ‘Il Portavoce’, i meetup ‘I grilli di Foggia’, ‘FoVea’, Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ hanno avviato una serie di attività connesse alla proposta di adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’, inviata nei giorni scorsi al Sindaco di Foggia.

Le premesse sono collegate allo stato di degrado e la grave assenza di sicurezza e igiene in cui versano le strade del Capoluogo dauno e partono dal presupposto che una alleanza tra cittadini e Istituzioni può determinare un positivo effetto sinergico.

Questo il contenuto della proposta consegnata al Primo Cittadino.

“Il decoro di una città complessa come Foggia, dipende anche dalla civiltà di chi ci vive, oltre che dalla gestione della Cosa Pubblica. Se si riuscisse a mettere in sinergia le attenzioni e la collaborazione dei cittadini con gli strumenti della Amministrazione che Lei presiede, si potrebbe porre rimedio ai problemi del territorio urbano, che compromettono il decoro delle nostre strade, piazze e spazi pubblici, con interventi tempestivi ed efficaci.

Sul territorio comunale si registrano ogni giorno discariche abusive, strade in condizioni di dissesto con buche dannose e pericolose per gli automobilisti, aree verdi lasciate all’incuria, danni causati da atti di vandalismo, segnaletica stradale e illuminazione latente o priva di manutenzione, affissioni abusive e quant’altro. Si tratta di situazioni, giornalmente sotto gli occhi di tutti, talmente radicate che non solo ci abbiamo fatto l’abitudine ma che hanno causato anche un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la Cosa Pubblica.

Ma il sentimento di sfiducia può lasciare spazio a una sana reazione popolare e un rigurgito di orgoglio, specie se accompagnati da una iniziativa del Comune di Foggia.

Segnalare significa partecipare. E il comune di Foggia può chiedere ai suoi amministrati di rendersi parte attiva per fornire informazioni puntuali sulle criticità del territorio urbano.
Oggi è possibile utilizzare un canale diretto con la Pubblica Amministrazione attraverso il social network denominato ‘Decoro Urbano’.

E’ un servizio che vanta la collaborazione dell’AGICOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) e che trova applicazione gratuitamente per i cittadini e per la Pubblica Amministrazione.
Gli strumenti per il servizio si possono trovare all’indirizzo internet decorourbano.org, che ha il suo punto di forza in una applicazione per smartphone trasparente, open data ed open source. Funziona in maniera molto semplice: si vede qualcosa che non va, la si fotografa e si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. Occorre solo essere registrati al sito www.decorourbano.org.
Attualmente si possono inviare segnalazioni su: rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo, incuria, segnaletica e affissioni abusive; prossimamente sarà possibile fare segnalazioni anche su randagismo, barriere architettoniche ed inquinamento acustico.

La segnalazione, dopo una veloce moderazione, verrà pubblicata su Decoro Urbano e rappresentata su una mappa del territorio, con possibilità di tracciare lo stato di attuazione dei lavori.
Il social network www.decorourbano.org, la cui adesione è gratuita sia per il cittadino che per il Comune, è uno strumento di partecipazione che consente di creare una mappa interattiva delle segnalazioni che il Comune può gestire tramite un pannello di controllo attraverso il quale potrà comunicare lo status della segnalazione, che sarà visualizzata come ‘in attesa’, ‘in carico’ e ‘risolta’, cioè fino all’avvenuta risoluzione del problema. 

Con ‘Decoro Urbano’, al momento, è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie: rifiuti (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.);vandalismo / incuria (panchine rotte, graffiti);  dissesto stradale (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore); zone verdi (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni); segnaletica (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante); affissioni abusive (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione).

I possessori di smartphone potranno ricercare tra le App ‘We Du’ per aderire al network e cominciare da subito a fare la propria segnalazione. Il meccanismo studiato crea un circolo virtuoso, si autoalimenta e, oltre a facilitare gli interventi gestendo le segnalazioni in modo informatizzato, ha un impatto positivo anche sull’educazione civica, responsabilizzando i cittadini. 

Considerando che si tratta di un servizio a costo ZERO, con la presente si chiede, pertanto, al Comune di Foggia di aderire al servizio ‘Decoro Urbano’ (www.decorourbano.org) contattando i riferimenti sul portale web ad esso dedicato e attivando la procedura per rendere Foggia un Comune sul sito internet segnalato.”

In attesa di risposta gli attivisti, che si ispirano al Movimento 5 Stelle, hanno aperto una pagina Facebook, denominata ‘Decoro Urbano – Foggia’ con la quale intendono raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Le più significative e quelle che mettono in evidenza gravi criticità saranno girate al Comune di Foggia con comunicazioni di posta elettronica certificata.

Lo scopo è quello di fare fiato sul collo dell’Amministrazione Comunale, consentendo la partecipazione dei cittadini e creando il presupposto affinché gli uffici municipali non potranno mai dire di non saperne niente. I cittadini avranno una sponda, uno strumento per eventuali azioni legali in caso di danni subiti a cose e persone a causa dello stato di degrado delle nostre strade (e non solo).
Non dimentichiamo che il parco macchine dei cittadini foggiani subisce continuamente danni, che si scaricano sui bilanci delle famiglie foggiane, a causa delle gravi condizioni in cui versa la viabilità; gli utenti più indifesi, i pedoni, continuano, da anni, a non essere assistiti da una corretta segnaletica che, spesso assente (specie le strisce pedonali), determina situazioni di grave rischio per l’incolumità personale; l’assenza di illuminazione lascia al buio ampi tratti di strada, creando vere e proprie zone di pericolo che, potenzialmente, possono favorire aggressioni e incidenti stradali; la mancanza di manutenzione degli alberi crea gravi problemi sia dall’alto, con il pericolo di cadute dei rami, che dal basso, con la deformazione del manto stradale; i circa 20.000 pali della luce della città di Foggia hanno bisogno di revisione e controlli perché numerosi sono quelli in condizioni di precaria stabilità, quindi potenzialmente pericolosi (nel recente passato sono numerosi i casi di cadute).

Gli attivisti dei Meetup segnaleranno tutte le criticità. L’Amministrazione Comunale è avvisata.

QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.

L’ESITO REFERENDARIO, L’EREDITA’ DEL RENZUSCONISMO E L’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

di Nunzio Lops

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico, secondo il quale il ‘No’ ha trionfato ma non troppo

Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell'Interno)
Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell’Interno)

La Carta Costituzionale ha retto l’urto dei suoi detrattori e la democrazia è ancora salva, anche se ammaccata. Hanno vinto i cittadini che hanno potuto ragionare con la propria testa, quelli che si sono informati, che non hanno ceduto agli slogan di partito, che hanno valutato con senso critico tutte le informazioni ricevute e che, infine, hanno catalogato come falsità la propaganda di regime.

Il popolo italiano ha ribadito, partecipando al voto, la propria sovranità. Ma ha rischiato davvero un salto nel buio, quello di non lontana memoria, con un solo uomo al comando.

Applicare la Costituzione, è questa la strada maestra. Ma per qualcuno è scomodo sottostare alle regole democratiche, alla volontà popolare, alle decisioni equilibrate e prese nell’interesse dei cittadini.

Ora bisogna resettare il sistema. Come? Con nuove elezioni. Auspicabili ma al momento difficilmente realizzabili, almeno finché gli eletti in Parlamento, di nuova nomina, non matureranno il diritto al vitalizio (una vera e propria droga istituzionale, senza la quale il sistema dei partiti non reggerebbe).

Le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri potrebbero essere un primo passo. Ma è difficile resettare questo sistema di governo concepito, utilizzato e abusato da Renzi, Boschi, Verdini e da tutti i protagonisti del governo e del sottogoverno, quelli regionali, dei comuni, degli enti e dei boiardi di Stato, di marca Pd come di Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d’Italia e di tutte le sigle di partito che si sono alternate nell’appoggiare i governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni, comprese forze sociali come i sindacati Cgil, Cisl e Uil e altre sigle minori.

D’altronde, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un Paese in macerie, con un debito pubblico spaventoso. Un Paese nel quale la compravendita dei voti è stata sdoganata come pratica corrente, nel quale banche e petrolieri dettano l’agenda del governo di turno. Un Paese in balia degli speculatori internazionali, che agiscono imponendo le scelte strategiche su tutto quanto fa business. Un Paese che dismette e delocalizza le attività industriali (tenendo, invece, in vita quelle che avvelenano l’acqua, l’aria, la terra), depotenzia il sistema-Giustizia, depaupera il sistema della Formazione e della Ricerca, disincentiva le famiglie creando un grave scompenso demografico, affama i pensionati, non riesce a creare posti di lavoro perché continua a sprecare invece di concentrare le risorse in attività produttive e veramente capaci di rilanciare l’economia, toglie il futuro alle giovani generazioni.

Ecco cosa ci lasciano Renzi, Boschi e Verdini, Monti e Fornero, Berlusconi e Bossi (con Meloni e Salvini).

Allora non ci resta che una speranza, rappresentata dai ragazzi che animano il Movimento 5 Stelle. Per impedire che si possa consumare l’ultimo atto del patto scellerato rappresentato dal renzusconesimo, occorre andare a nuove elezioni.

Abbiamo una  brutta legge elettorale, l’Italicum, per la quale Renzi ha preteso e ottenuto la fiducia. E’ da quella che bisogna partire. Ma bisogna fare presto, altrimenti avremo un nuovo governo tecnico che andrà a sostituire quello attuale, illegittimo perché nominato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una continuità da scongiurare, in nome del popolo italiano.

“Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”, dice Beppe Grillo, che rilancia: “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile”.

In questa campagna referendaria il MoVimento 5 Stelle, con i suoi portavoce e i suoi attivisti si è mobilitato in tutta Italia per informare i cittadini. E continuerà a farlo attraverso il contatto diretto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

I tempi sono maturi per una rinascita. La politica italiana può ancora essere sconvolta. Questa volta in positivo, con una grande partecipazione popolare. Saranno i cittadini, infatti, a costruire il programma e la squadra di governo targati 5 Stelle. Dalla prossima settimana gli iscritti al Movimento li voteranno online. E nessuno potrà impedirlo.

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico secondo il quale, almeno da questo punto di vista, il ‘No’ ha trionfato ma non troppo.

In realtà Renzi paga la scelta di aver personalizzato il referendum, trasformandolo in un giudizio sull’operato del suo governo, non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud, non solo per la scelta di personalizzare la consultazione ma soprattutto per non aver mai mantenuto le promesse dei suoi roboanti annunci e per essersi piegato (e aver piegato il Paese) alle pretese delle lobby delle banche, dei petrolieri, dei mercati, della finanza, dell’Europa dei nazionalismi forti.

SERATA CON MARCO TRAVAGLIO E ‘IL PORTAVOCE’

Ultimo giorno per dire NO alle modifiche costituzionali  della riforma Boschi

Domani, 2 dicembre, nel Meetup de ‘Il Portavoce’ di via Dogali 3/B a Foggia, sarà possibile guardare insieme lo spettacolo in diretta dal Teatro ‘Italia’ di Roma.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale per il NO, il Fatto Quotidiano trasmetterà in diretta l’intervento di Marco Travaglio. Al centro dell’evento la Boschi. Sarà una vera e propria festa, per sollecitare i cittadini a una profonda riflessione, all’insegna dello slogan “La Costituzione è NOstra”. Tra gli ospiti della serata: Anna Falcone, Sabrina Ferilli, Ficarra e Picone, Carlo Freccero, Peter Gomez, Monica Guerritore, J-Ax, Maurizio Landini, Ivano Marescotti, Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Antonio Padellaro, Piero Pelù, Giorgia Salari, Andrea Scanzi, Amalia Signorelli, Bebo Storti, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti,Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Borgonzoni, Dado, la Sora Cesira, la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Claudio Gioè e altri ospiti a sorpresa.

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FOGGIA. ‘IL PORTAVOCE’ RACCOGLIE FIRME PER LA DIA

Tanti gli attivisti che sostengono l’istituzione della Direzione Investigativa Antimafia

la presentazione del progetto di raccolta firme in Capitanata, per chiedere l’istituzione, presso la Procura del Tribunale di Foggia, di una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia.

Mafiafritta. Firma anche tu
Mafiafritta. Firma anche tu

Si è partiti da quel comune il cui Consiglio risulta oggi sciolto per infiltrazioni mafiose.

Capofila del progetto l’Associazione Populus, il gruppo di cittadini e attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle che fanno capo a Dauniattiva e l’Associazione ‘Il Portavoce’.

Il progetto prevede, durante l’arco di tre mesi, una costante attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta firme sull’intero territorio della Daunia, per il coinvolgimento delle cittadinanze sul problema “mafia” in Capitanata e sulle possibili soluzioni, tra le quali sicuramente figura uno strumento operativo specifico di indagine sui delitti e sull’attività mafiosa, qual è una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia della quale pertanto si chiede l’istituzione a Foggia.

Il progetto si articola su più livelli, uno istituzionale, che vede e vuole coinvolte tutte le realtà, sia pubbliche che private, che combattono i sistemi mafiosi (Enti, Associazioni e quanto altro), quello della raccolta firme, con l’ausilio di gazebo, punti di ascolto e incontri di sensibilizzazione e quello conclusivo di Foggia, durante il quale ci sarà la consegna pubblica da parte dei promotori dell’iniziativa ai membri delle prime Commissioni Parlamentari di Camera e Senato, delle firme raccolte nel corso delle attività sul territorio dauno, perché possano spenderle per richiedere a gran voce al Ministero dell’interno, quale unico organo competente in materia, l’istituzione a Foggia di una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia di Bari.

Il gazebo del Meetup e dell'Associazione 'Il Portavoce'
Il gazebo del Meetup e dell’Associazione ‘Il Portavoce’

I prossimi gazebo per la raccolta firme a Foggia sono programmati dall’11.12.2016 al 17.12.2016, dalle ore 18.00 alle 21.00, nell’isola pedonale del Capoluogo Dauno, corso Vittorio Emanuele.

L’ASSOCIAZIONE E GIORNALE ‘IL PORTAVOCE’

La partecipazione dei cittadini alla vita politica attiva parte dall’informazione

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Nasce ‘Il Portavoce’, libera associazione di cittadini che non si riconosce in alcuna ideologia né di sinistra né di destra, ma che coagula e favorisce la produzione e circolazione di idee, realizza un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. In tale ottica si colloca al fianco del Movimento 5 Stelle avendone in comune i suoi iscritti.

Il logo dell'associazione Il Portavoce
Il logo dell’associazione Il Portavoce

Il Portavoce si pone come interlocutore propositivo accrescendo le forme di inclusione e di coinvolgimento dei cittadini nonché di stimolare l’attivazione di nuove procedure di partecipazione diretta ove creare le condizioni per una democrazia partecipativa e deliberativa diretta al coinvolgimento della popolazione.

Tra gli strumenti, l’attivazione di iniziative popolari quali, a solo titolo di esempio, le Petizioni, i Referendum e quant’altro, nell’interesse dell’intera comunità; l’attivazione di iniziative popolari, come attività rionali e di quartiere (condominio allargato), Forum (riunioni pubbliche per discutere problemi sociali, politici e culturali del Territorio), Giurie di Cittadini (assemblee di discussione pubblica deliberativa), Citizen Panels (comitati di cittadini statisticamente rappresentativi della popolazione), Focus Group (gruppi di persone selezionate per la loro competenza allo scopo di determinare le idee e gli orientamenti nella discussione di un determinato argomento), Sondaggi di opinione e altri strumenti idonei da individuare caso per caso. Sono previsti anche Gruppi di lavoro tematici.

Il sodalizio partecipa alla Rete di comitati e associazioni denominata ‘Galassia Populus’, per l’interscambio della conoscenza e della comunicazione, con lo scopo di incoraggiare l’impegno in nuove forme di cooperazione dal basso, in forma apartitica e conservando la propria autonomia operativa secondo il proprio statuto.

Gli associati utilizzano ogni strumento/piattaforma condivisa sul web e si dotano di un organo di informazione esterno, rivolta ai cittadini, un vero e proprio giornale (in versione cartacea e online), utile a far conoscere le attività de ‘Il Portavoce’ e dei suoi attivisti.

Una parte del gruppo Il Portavoce
Una parte del gruppo Il Portavoce

Presidente pro tempore è Nunzio Lops. Componenti: Fabio Correale, Michele Lella, Vincenzo Piserchia, Carmela Signoriello, Michelangelo Torraco e  Giuseppe Vero. La sede del sodalizio è  in via Dogali 3/B a Foggia.

Per comunicare con l’Associazione e la Redazione  i cittadini possono scrivere a posta@ilportavoce.eu.