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Comunali 2019. Per gli attivisti foggiani il ballottaggio, occasione di discontinuità e necessaria alternanza

Gli attivisti storici riuniti in assemblea, cittadini che si ispirano al M5S, ritengono sia opportuno fare una analisi dei risultati elettorali del 26 maggio scorso.

Preliminarmente rileviamo che se avessimo candidato tutti gli attivisti che i cittadini hanno conosciuto in questi ultimi 5-7 anni il risultato sarebbe stato diverso e, probabilmente, il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto misurarsi al ballottaggio. I cittadini ci hanno conosciuti nelle piazze, nelle strade, sotto i gazebo ma nella lista voluta dai portavoce hanno trovato candidati sconosciuti o conosciuti per le diverse frequentazioni.

In un territorio in cui non è stato possibile ricorrere ad escamotage per raggiungere consensi e in cui c’era il concreto bisogno di attivarsi e spendersi per far capire ai foggiani che il Movimento c’è e che può fare la differenza, sono emerse, invece, le catastrofiche lacune e dilettantistiche scelte dei candidati e dell’entourage predisposto ad hoc per l’occasione. I parlamentari, la consigliera regionale, l’assistente della consigliera regionale (oggi parlamentare europeo) hanno dimostrato a tutti il proprio vero valore senza portare alcun risultato per il territorio della città di Foggia.

Le elezioni comunali hanno evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che quella presentata non era una lista che rispecchiava il M5S e che la cittadinanza ne aveva preso atto.

Dopo il ballottaggio ci saranno dei consiglieri, perfetti sconosciuti all’attivismo foggiano, che entreranno nel Palazzo di Città e che dovranno provare ad ostacolare un sistema marcio e incancrenito.

Il nostro auspicio è che, almeno questi consiglieri (non il candidato sindaco), intraprendano la strada dell’ascolto della cittadinanza, della collaborazione attiva con il territorio con tutti i principi del M5S sui quali noi attivisti abbiamo fondato il nostro impegno.

Cinque anni fa l’esperienza Landella, di centrodestra, partiva già con il piede sbagliato, dovendo fare affidamento sull’appoggio di candidati di centrosinistra e trovandosi ben presto contro proprio i suoi compagni di partito. La consiliatura nasceva, quindi, con i soliti inciuci trasformistici.

Durante la consiliatura l’uomo più fidato, Giuseppe Mainiero, subì un atto intimidatorio insieme all’assessore al bilancio Sergio Lombardi. Quest’ultimo, dimessosi fu assunto dopo pochi mesi come tecnico dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle.

Tra tagli di nastri, defenestramenti ed elezioni politiche il Sindaco è stato molto impegnato a “fare politica”, invece di occuparsi dei problemi della città.

Così, invece di occuparsi dei cittadini ha fatto scivolare Foggia, stabilmente, agli ultimi posti delle classifiche della qualità della vita e dei servizi.

La raccolta differenziata dei rifiuti non ha mai visto la luce; il verde cittadino è stato abbandonato; il Piano Sociale di Zona non è più vicino alle reali esigenze del territorio; il trasporto pubblico è inefficiente e la viabilità praticamente da città in guerra; un risanamento del bilancio che, pur portandoci fuori (probabilmente) dalle condizioni di predissesto deve fare i conti con tante spese inutili (i soldi spesi per rifare parte della già bella zona pedonale ne sono la testimonianza più costosa); un buon passo avanti fu fatto, su nostra sollecitazione (il nostro fiato sul collo), riguardo ai tagli al costo della politica ma evidentemente insufficiente, considerando il costo ancora esorbitante derivante dal funzionamento delle Commissioni Consiliari Permanenti (Il TUEL, Testo unico degli Enti Locali, non prevede un compenso mensile dei Consiglieri Comunali ma solo un gettone di presenza. Ma il sistema creato 30 anni fa non è stato mai smontato); infine i quartieri, lasciati al loro destino invece di avviare con i cittadini uno scambio sinergico utile a migliorarne la vivibilità. Davvero esilarante la garitta militare sul viale della Stazione, così come è curioso che il Sindaco abbia sottoscritto il Manifesto dell’associazione Amici del Viale Foggia che, tra l’altro comprende gran parte dei punti delle proposte, da noi inviate con posta elettronica certificata, alla quale il Sindaco non ha mai dato riscontro.

Gli attivisti, che per tanti anni si sono riferiti sempre al Movimento 5 Stelle, per i motivi suesposti non possono appoggiare il Sindaco uscente né possono mai allinearsi al pensiero unico che drammaticamente viene da alcuni portavoce 5 Stelle che hanno dichiarato “Né con Landella né con cavaliere, facce della stessa medaglia”, un modo pilatesco e gattopardiano per lasciare le cose come stanno.

Il ballottaggio costituisce, invece, l’occasione per creare discontinuità ed operare quell’alternanza che, mai come oggi, si rende necessaria per condurre la città fuori dal baratro in cui è caduta.

L’appoggio, quindi, al candidato alternativo al sindaco uscente è una necessità alla quale non possiamo sottrarci.

Ai nuovi padroni del Movimento diciamo che la libertà, soprattutto quella intellettuale, e il diritto di critica non hanno prezzo.

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FOGGIA CALCIO. I PORTAVOCE 5 STELLE FOGGIANI PER UN EQUO PROCESSO SPORTIVO

No alle “pene esemplari” auspicate dal Procuratore Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio

In merito al processo sportivo in corso davanti al Tribunale Federale Nazionale della F.I.G.C., che ha visto la Procura Federale richiedere la retrocessione del ‘Foggia Calcio 1920’ all’ultimo posto del campionato 2017/18 di serie “B”, con la conseguente retrocessione in serie “C” nella stagione 2018/19, i portavoce del M5S Rosa Barone (Consiglio Regionale Puglia), i deputati Marialuisa Faro, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio e Rosa Menga e i senatori, Gisella Naturale e Marco Pellegrini dichiarano:

<<Ci aspettiamo che alla società Foggia Calcio 1920 venga comminata, dal Tribunale Federale Nazionale, una pena commisurata agli illeciti eventualmente commessi ed accertati, una pena afflittiva calcolata secondo il Codice di Giustizia Sportiva, che tenga anche conto della pluridecennale giurisprudenza e del buon senso.

Rimaniamo, di contro, perplessi nel leggere alcune dichiarazioni del Procuratore Federale che ha auspicato “pene esemplari” per il Foggia Calcio, atteso che le pene devono sempre essere informate a criteri di equità e di logica, anche quando riguardano società calcistiche non di prima fascia, non seguite da milioni di tifosi.

La Giustizia, sia essa ordinaria o sportiva, è forte e credibile quando applica con fermezza esemplare le sue regole, non quando vuole essere “esemplare”.

Auspichiamo, anzi, siamo certi, che il Tribunale Federale e eventualmente la Corte d’Appello Federale e, se occorrerà, il Collegio di Garanzia del Coni, applichino i regolamenti e vogliano giudicare con la massima serenità e imparzialità>>.

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MOVIMENTO 5 STELLE FOGGIA. GIU’ LE MANI DAL PATRIMONIO VERDE

Gli attivisti per lo stop al taglio indiscriminato di alberi e piante. Individuare le responsabilità

L’Amministrazione comunale di Foggia continua la sua azione demolitrice del patrimonio arboreo cittadino con il taglio indiscriminato di decine e decine di alberi in spregio del buon senso e persino in contrasto con il Regolamento del Verde, di cui Foggia si è dotata alcuni anni fa, e del parere degli stessi tecnici comunali.

Questa volta a rimetterci sono stati ben 13 pini, di oltre 40 anni di età, presenti in un’aiuola all’angolo tra Viale Michelangelo e Viale Ofanto.

 

Gli ultimi alberi tagliati a Foggia – viale Michelangelo angolo viale Ofanto

Per la riqualificazione di quell’area la società SIEM, partecipando ad un bando del Comune di Foggia per la sponsorizzazione di aree verdi, aveva presentato un progetto con il quale, tra l’altro, proponeva la sostituzione dei sempreverdi.

Al riguardo, la Commissione comunale dell’Area Tecnica – Servizio Ambiente e Sviluppo Sostenibile, nel Verbale dell’11 dicembre 2017, nel rilevare “perplessità inerenti l’abbattimento di tutti gli alberi”, consigliava l’abbattimento di 8 alberi (quelli dalla conformazione più sbilanciata, le cui radici davano origine a pericolose sconnessioni della pavimentazione) “avendo cura di salvaguardare i restanti 5 pini” per i quali era sufficiente una “potatura di rimonda” (cioè l’eliminazione di tutte le parti secche o ammalate presenti sulla chioma, per la messa in sicurezza e l’eliminazione del rischio di schianto).

Foggia. I pini abbattuti

Prescindendo dal progetto complessivo che modifica e snatura sostanzialmente l’area interessata con la riduzione dell’area verde e la posa in opera di strutture in cemento di dubbia utilità ed effetto estetico, gli attivisti foggiani del Meetup Unico ‘A riveder le stelle’, rilevano che:

1)    continua l’azione di depauperamento del patrimonio verde, in particolare quello arboreo, da parte dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Landella;

2)    si realizzano lavori, su aree pubbliche, senza esporre il ‘Cartello di cantiere’ con le segnalazioni/indicazioni, prescritte dalla Legge in relazione al progetto, alla sicurezza e ai responsabili dell’intervento;

3)    non si riscontra alcun cenno ad una quantificazione oggettiva del reintegro ambientale, necessario ai fini del bilancio ecologico dell’intervento, cioè in che misura le nuove alberature possano sopperire alla rimozione dei 13 pini adulti abbattuti, che dalle foto precedenti al taglio apparivano dotati di notevole chioma e quindi di forti capacità di disinquinamento ambientale ed acustico, oltre che di mitigazione delle temperature, specie alle soglie dei torridi mesi estivi.

Foggia. Il girotondo, organizzato da FareAmbiente il 21.6.2018, con la partecipazione degli attivisti 5 Stelle

Gli alberi sono un patrimonio naturalistico e capitale prezioso dell’intera città e come tali vanno salvaguardati e tutelati, per le molteplici funzioni ecologiche e sociali, perché generano importanti benefici per la qualità dell’ambiente urbano e per la vita dei cittadini. “In questo caso – ci hanno detto i residenti della zona – i pini quarantennali abbattuti costituivano una barriera antinquinamento, specie contro le polveri sottili e i gas sprigionati dalle migliaia di autovetture che impegnano ogni giorno quell’incrocio, oltre che creare ombra e frescura d’estate” .

Per questo gli Attivisti pentastellati del Meetup Unico ‘A riveder le stelle’ di Foggia, chiedono:

–      di sospendere tutti i lavori di taglio indiscriminato del patrimonio arboreo cittadino;

–      la redazione di un piano organico di azioni che tengano conto delle priorità, delle urgenze (a tutela della pubblica incolumità) e della possibilità di salvaguardare e recuperare le piante che hanno bisogno di un semplice intervento manutentivo.

“Capitolo a parte meriterebbe l’analisi di quanto sta accadendo nel resto della città” – commentano i pentastellati – “ci si domanda infatti come sia stato possibile che decine di giovani querce, piantate solo qualche mese fa in via Scillitani, siano state lasciate seccare o perché numerose aree verdi versino in profondo stato di degrado per l’assenza di manutenzione, pur in presenza di una convenzione che affida, con grande esborso economico per i foggiani, la manutenzione del verde alla Società ‘Foggia più verde’”.

I più attenti si chiedono, inoltre, come vengano smaltite le tonnellate di rami e arbusti tagliati. Ma questa è un’altra storia.

Gli attivisti 5 Stelle vogliono “che venga fatta chiarezza sull’accaduto, senza nascondersi dietro le perizie tecniche”. “E soprattutto che venga rivisto il progetto individuato con la piantumazione di più alberi e la eliminazione di zone da cementificare”.

“Resta da chiedersi – dicono ancora i 5 Stelle –  per quale motivo non sia stato rispettato il vigente ‘Regolamento comunale del verde pubblico e privato’ che individua in modo puntuale le cause che giustificano gli abbattimenti”.  Così come non si può non annotare che “pur apprezzando l’intervento privato, che si affianca a quello dell’Amministrazione Comunale per la riqualificazione della città, bisogna dire che tale supporto prescinde da una visione personalistica della realizzazione degli interventi”.

I pentastellati foggiani si riservano ogni ulteriore azione volta a denunciare i danni causati, nella circostanza, al patrimonio arboreo e a individuare le responsabilità delle azioni messe in campo, sia in fase di realizzazione che di controllo.

FOGGIA. GLI ATTIVISTI 5 STELLE CONDANNANO L’ATTO VANDALICO SUBITO

L’unità dei Meetup preoccupa i manovratori della campagna elettorale di primavera

Gli attivisti 5 stelle foggiani condannano l’atto vandalico subito dalla sede del Meetup Unico di piazza Federico II.

Chi ha imbrattato le serrande del locale, che è diventato il cuore pulsante dei pentastellati del Capoluogo Dauno, non ha fatto altro che riproporre vigliaccamente temi la cui soluzione è temporaneamente sospesa ma che resta obiettivo importante per il Movimento 5 Stelle, contro le opere inutili e a favore dell’ambiente e della salute degli italiani.

Foggia. Imbrattate le serrande del Meetup 5 Stelle

E’ evidente, però, che gli autori del gesto barbaro ed infantile, in realtà, hanno voluto inviare un segnale forte e chiaro alla imminente campagna elettorale che nella prossima primavera chiamerà alle urne i foggiani per il rinnovo del Consiglio Comunale e che vedrà i pentastellati protagonisti.

E’ ovvio che l’unità di tutti gli ex Meetup preoccupa i manovratori, quelli che si apprestano ad allestire liste elettorali nel tentativo di raccogliere centinaia di candidati per frammentare il voto e sottrarre consensi alla lista 5 Stelle.

I mandanti degli imbrattatori sappiano, come d’altronde abbiamo già chiarito, che a Foggia correrà una lista 5 Stelle, da sola.

Intendiamo sostituire quella classe politica che ha fallito ogni possibile obiettivo di buona amministrazione facendo sprofondare la città nelle zone più basse delle classifiche della qualità della vita.

I cittadini del capoluogo dauno avranno una concreta possibilità di riscatto. Le premesse ci sono tutte.

Pertanto, rimandiamo al mittente le intenzioni degli imbrattatori, ai quali diciamo di stare tranquilli e di mettersi l’animo in pace perché l’impegno degli attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle è quello di portare giovani, donne e uomini ad amministrare la città di Foggia con impegno, dedizione ed entusiasmo.

                                                                                                                                                      Per il Meetup Unico

                                                                                                                                 Lo Staff Comunicazione degli attivisti M5S

FOGGIA. I PENTASTELLATI ADERISCONO A IO SONO PLASTIC FREE

I parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste in plastica

Si è tenuto stamattina, a Foggia, l’evento del Movimento 5 Stelle #IoSonoPlasticfree. Tra le strade centrali del Capoluogo Dauno, tra l’isola pedonale e la villa comunale, i parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti, hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste di plastica.

Foggia. Plastic Free

Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento del pianeta, soffocato dalla plastica, sulla cultura della riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dell’utilizzo di oggetti monouso e l’utilizzo di materiale non inquinante e pluriuso.

“150 milioni di tonnellate di plastica nei nostri oceani – ha dichiarato l’onorevole Rosa Menga – non è un semplice numero, ma un’emergenza ambientale che non è più possibile ignorare e che produce pesantissime conseguenze non solo sulle specie marine e sugli ecosistemi, ma anche sulla salute dell’uomo e sulle sue attività produttive (dal turismo alla pesca e all’acquacoltura)”.

Attivisti 5 Stelle Foggia

 

 

IL MINISTRO DEL LAVORO DI MAIO A FOGGIA, DICHIARA GUERRA AL CAPORALATO

Dal tavolo tecnico-istituzionale, al quale hanno partecipato 14 regioni, parte un cronoprogramma triennale con l’obiettivo di riportare legalità nel mondo del lavoro agricolo

Questo pomeriggio, nella Prefettura di Foggia, il tavolo tecnico-istituzionale sulla lotta al caporalato, voluto dal Ministro del Lavoro, il pentastellato Luigi Di Maio.

Hanno preso parte alla riunione anche i parlamentari pentastellati, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio e Francesca Troiano, i senatori Marco Pellegrini e il lucano Saverio De Bonis e la consigliera regionale Rosa Barone.

Si è trattato di un incontro affollato, di oltre quattro ore (un “arricchimento”, lo ha definito il leader dei 5 Stelle), al quale hanno partecipato i rappresentanti di 14 regioni italiane, le organizzazioni sindacali, i rappresentati di categoria, un vertice nazionale sul contrasto alle illegalità in agricoltura.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

Questi i capisaldi di un articolato ragionamento sviluppato dal Ministro, dopo aver ascoltato tutti gli interventi: la nomina del nuovo direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, “che farà parlare e che darà un segnale sulla direzione che prenderà l’importante Agenzia”; l’utilizzo dei Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro per le questioni rilevanti nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno (ma anche la Guardia di Finanza, che sarà determinante grazie alla convenzione con l’Ispettorato) “che non è localizzato in Puglia o Calabria ma in tutto il Paese”; aggredire l’illegalità tutelando gli imprenditori che rispettano le leggi; realizzare un cronoprogramma con verifiche triennali, con tutti gli attori regionali, sindacali, di categoria intervenuti al tavolo tecnico-istituzionale; rifinanziare e potenziare i centri per l’impiego, che dovranno funzionare facendo terra bruciata intorno al sistema di reclutamento illegale in agricoltura (la gran parte di chi cerca lavoro in Italia dovrà rivolgersi ai centri per l’impiego”, ha detto in proposito Di Maio); realizzare un sistema dei trasporti locali in grado di sottrarre i braccianti al ricatto delle organizzazioni malavitose, aiutandoli a raggiungere il posto di lavoro (Mi ha colpito molto un assessore, durante i lavori del tavolo tecnico-istituzionale, che ha affermato che il caporale è uno che chiavi in mano ti dà trasporto e lavoro e in poche ore ti porta sul luogo di lavoro e ti riporta indietro”); far emergere le aziende sane rendendo trasparenti i loro comportamenti, nello stesso tempo tutelandole e aiutandole a smarcarsi dal sistema criminale dal quale dobbiamo proteggerle; porre fine alla “gelosia dei dati” tra Enti e Istituzioni per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Ma deve essere una operazione al termine della quale il paziente deve sopravvivere.

Per questo occorre porre grande attenzione alla formazione del prezzo dei prodotti agricoli, altrimenti le nostre aziende corrono il rischio di non riuscire a stare sul mercato.

Guerra, quindi anche agli accordi scellerati come il Ceta ‘Comprehensive Economic and Trade Agreement’, tradotto ‘Accordo economico e commerciale globale’, un trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea da ratificare da parte dei singoli stati UE, che penalizzerebbe ulteriormente i nostri agricoltori.

Attenzione anche al modus operandi per un piano di sgomberi degli agglomerati nei quali si sono organizzati i braccianti irregolari. Dovrà essere fatto senza creare disordini. Accetterò i consigli delle istituzioni”, ha dichiarato in proposito Di Maio.

Intanto “La legge sul caporalato c’è e va fatta funzionare”, ha aggiunto il Ministro che in proposito ha concluso dicendo “cominciamo ad applicarla bene prima di partorire altre norme”.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

FOGGIA, RIONE PANTANELLA. GLI ATTIVISTI 5 STELLE PER IL RIPRISTINO DELL’AREA FITNESS

Ieri sera i cittadini hanno organizzato un presidio per accendere un faro sul degrado della zona, frequentata da tantissime famiglie

“La Foggia che vogliamo” aveva titolato così, un anno fa, una sua dichiarazione il Primo Cittadino in occasione dell’inaugurazione dell’area fitness all’aperto di via Mons. Cavotta, al rione Pantanella, un modo alternativo per fruire gli spazi verdi.

Si tratta di un’area dedicata allo sport, dotata di 12 attrezzi, funi per arrampicata, piani inclinati, pedane per il salto, spalliere, parallele, tutti regolarmente vandalizzati e resi inservibili dai soliti balordi che agiscono indisturbati. Continua a mancare il controllo del territorio urbano da parte del Comune di Foggia.

Ieri sera gli attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle, hanno organizzato un presidio al quale hanno partecipato i residenti della zona. Tantissime le famiglie che ogni sera animano il parco.E la rabbia dei cittadini, stufi di dover registrare un altro fallimento dell’Amministrazione Comunale, non si è fatta attendere.

Singolare la coincidenza che nell’imminenza della manifestazione, programmata pubblicamente attraverso i social network, il Comune abbia provveduto a pulire l’area dai rifiuti e tagliare il manto erboso. Un altro effetto benefico a riprova che quando i cittadini attivi si muovono si possono ottenere risultati.

Curioso anche il fatto che parte dei materiali (soprattutto assi e componenti in legno) divelti dagli attrezzi restino nelle vicinanze del parco in attesa che si decidano interventi di ripristino della funzionalità degli strumenti per gli esercizi fisici, tutti inagibili e pericolosi nelle condizioni in cui sono ridotti.

“Vogliamo accendere un faro sul degrado della intera città di Foggia e di questa bellissima area attrezzata ma anche sull’ambiente che lo ospita, caratterizzato da alberi privi di manutenzione e sicurezza e strade divenute impraticabili”, dicono gli attivisti 5 Stelle accompagnati, per l’occasione, dalla consigliera regionale Rosa Barone.

La Consigliera Regionale 5 Stelle Rosa Barone intervistata

Le strade e il parcheggio che costeggiano e delimitano il parco sono fortemente degradate, pericolose per chi le percorre in auto, sulle due ruote e anche a piedi.

“In un ambiente così degradato i balordi agiscono indisturbati, favoriti dalla scarsa presenza di cittadini che, ormai, evitano di frequentare il luogo nelle ore della tarda serata”, ci hanno detto nell’occasione i residenti.

Tutti i parchi pubblici sono presidiati da guardie giurate ma sappiamo benissimo che la vigilanza ha un costo che, in questo momento, il Comune di Foggia non può sostenere.

Non basta il senso civico dei cittadini per salvaguardare i nostri parchi cittadini. Occorre vigilanza e una buona illuminazione con punti luce posizionati su piloni alti e non raggiungibili dai vandali.

Se non possiamo più permetterci di sprecare risorse pubbliche e la sorveglianza, allora bisogna cercare nuove strade. Per esempio organizzando e favorendo l’attività di vigilanza dei residenti, pronti a fare la propria parte.

“Bisogna favorire le segnalazioni dei cittadini – dicono gli attivisti 5 Stelle – alle quali deve corrispondere un pronto intervento della Polizia Municipale, quando richiesto dalle circostanze”.

FOGGIA E LE SUE RADIO LIBERE DEGLI ANNI ‘70

Ieri sera si sono incontrati gli artefici della storia dell’emittenza radiofonica in Capitanata. Appassionati gli interventi di Michele Campanaro e Maurizio De Tullio. Tante le testimonianze

Rivissute, ieri sera, nell’ambito del ciclo di conferenze di storia locale (curatore è Vito Cristino, responsabile della sezione ‘Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale ‘La Magna Capitana’ di Foggia), le vicende delle prime radio private foggiane (“libere” dicevano orgogliosamente all’epoca), nate nel 1976, anno in cui si sanciva che la Rai non dovesse più avere il monopolio dell’etere.

C’era una volta la radio privata. Conversazioni sull’emittenza foggiana, questo il tema sviluppato dal giornalista di Deliceto, trapiantato a Foggia, Michele Campanaro, con la collaborazione del brasiliano adottato dal Capoluogo dauno, Maurizio De Tullio, che all’interno della Biblioteca si occupa de ‘La Meravigliosa Capitanata’, archivio di informazioni dedicato ai personaggi e alla storia del territorio provinciale. Molto interessanti le esperienze maturate all’interno delle radio con le quali Campanaro e De Tullio collaborarono, raccontate con passione dai due animatori della conferenza.

Da sx Vito Cristino, Michele Campanaro, Maurizio De Tullio

Erano anni di grande inquietudine culturale e sociale. Il fermento, molto vivo nella città di Foggia, dava vita a tante iniziative. Sport,  musica, intrattenimento, informazione, politica, cambiavano pagina e si esprimevano con un nuovo entusiasmo.

Negli anni ’60 – ’70 nacquero una miriade di testate giornalistiche. Gaetano Matrella dirigeva la rivista ‘Risveglio’, Matteo Vigilante ‘Il progresso dauno’, Carlo Mitoli una testata socialista. Poi c’erano ‘Il gazzettino dauno’,  ‘Cronache daune’ di Michele Abbatescianni, ‘Sud Express’ di Peppino Garofalo, ‘Il sole del Mezzogiorno’ di Salvatore De Angelis, ‘Il corriere delle Puglie’, ‘Ogni giorno Sport’ di Luca Cicolella, ‘Daunia Sport’, creatura di Tatarella.

L’era delle radio locali che trasmettevano in FM ‘Modulazione di Frequenza’ (mentre Rai e Radio Montecarlo in AM ‘Modulazione di Ampiezza’) veniva favorita da una storica sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, apriva all’assalto dell’etere. Nel giro di pochi mesi sorgevano a Foggia ben cinque emittenti. ‘Radio Luna’, ‘Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in ‘Radio Centrale’, ‘Radio Foggia 101’, ‘Radio Foggia Sud’.

La prima emittente foggiana fu ‘Radio Luna’. Nacque nel marzo 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano. Poi, con la successiva gestione, avviata nel settembre 1979, cambiò numerose sedi. Il trasmettitore era stato prelevato da un vecchio carro armato della seconda Guerra Mondiale.

Tra i suoi artefici più noti, il cantante Ninni Maina e il Direttore artistico, Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito autore e collaboratore, negli anni Ottanta, di alcune popolarissime trasmissioni Rai di Renzo Arbore, che ripresero diverse gag e idee proprio dallo staff dell’emittente radio.

Da ricordare il giovane disc jockey, Enzo Mottola, che al mattino salutava così: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”

Il 2 maggio 1976 trasmise la prima radiocronaca, che vedeva il Foggia protagonista, fatta da Antonio Troisi.

Bello il ricordo dell’appello realizzato in occasione del terremoto del Friuli. I foggiani raccolsero davanti al Teatro ‘Giordano’ una montagna di indumenti e cose utili da portare in soccorso delle sfortunate popolazioni colpite dal sisma.

La proprietà dell’emittente, la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, garantiva un’ottima programmazione, non solo musicale.

Durante le ore notturne andava in onda una giovanissima ragazza ungherese dall’evidente accento straniero, Ilona Staller, poi più nota come ‘Cicciolina’. Da Roma, le sue trasmissioni radiofoniche notturne agitavano gli animi dei giovani foggiani che, convinti che il suo programma fosse diffuso dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del fabbricato in attesa di poterla incontrare, fino al punto da creare problemi di ordine pubblico.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Radio Luna

La nuova gestione di ‘Teleradio Luna’ (nuova denominazione che successivamente lasciò il posto a ‘Radio Luna del Gargano’) cominciò nell’estate del 1979 sotto forma di cooperativa. Tra i suoi animatori, solo per citarne alcuni, i giovani Tonio Sepa, Mario De Vivo, Piero Paciello, Michele Carelli, Maurizio De Tullio, che si occupa dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, “Radio Città” e il settimanale di satira spinta “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera).

Tonio Sepa

“‘Radio Luna’ – racconta Maurizio De Tullio – rappresentò la colonna sonora di una intera generazione, attraverso una produzione musicale scelta e di qualità, con grande attenzione agli eventi che seguivamo e organizzavamo (come il concerto di Pino Daniele nel 1981 allo stadio ‘Zaccheria’, seguito subito dopo da quello dei Pooh)”.

L’esperienza di ‘Radio Luna’ si concluse con la chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984.

Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione, poi denominata ‘Radio Centrale’, dove mosse i primi passi il popolare Pino Campagna, che all’epoca preferiva farsi chiamare Josef. ‘Radio Foggia Sud’ ebbe sede in Via Matteotti. Nel 1977 nacque la radio di Telefoggia.

‘Radio Foggia 101’ era di proprietà di un ragioniere e giornalista cerignolano, Matteo Tatarella, fratello di Pinuccio (anche lui giornalista ma più noto come politico di spicco.

La redazione era inizialmente ospitata a Foggia in un piccolo pianterreno di Viale G. Di Vittorio, 115, la radio, invece, aveva gli studi in Via Matteotti.

Le sue trasmissioni ebbero inizio il 1° maggio 1976 con Pino Cotrufo, gran musicista e conduttore. Il radiogiornale – il primo andato in onda in una emittente privata foggiana – era condotto con voce professionale da Gino Caiafa. Tra i redattori, citiamo Michele Campanaro, Gino Scauzillo e il compianto Enzo Ciampi.

Gino Caiafa nella foto d’epoca

Uno dei programmi di successo, “Ore 12”, condotto da Maurizio De Tullio (programma che propose al pubblico radiofonico foggiano anche quando approdò a Teleradioerre), andava in onda da mezzogiorno alle 13.00, ebbe il merito di mettere a contatto i cittadini, con le loro denunce, “sbattendo” in diretta telefonica i responsabili della Cosa Pubblica nel momento in cui i cittadini li chiamavano in causa per le loro responsabilità e competenze, talvolta mandando  in onda le risposte dei pubblici amministratori  a loro insaputa.

La Rai produsse un format simile solo 20 anni dopo con Oliviero Beha e Emanuela Falcetti.

Le altre radio mandavano in onda solo musica, dediche a richiesta, sport e argomenti di minore impatto e importanza.

Ma Radio Foggia 101 si caratterizzò anche per il calcio, con un grande radiocronista: Michele Chiariello.

Singolare la testimonianza audio dell’epoca, relativa a una versione comica di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, mandata in onda da ‘Radio Foggia 101’. Così come quella di ‘Giallo quiz’, che “andava a scopiazzare la Settimana Enigmistica.

Simpatico il ricordo della pubblicità che aveva come slogan “Ogni pollo ha la sua storia, dipende da quello che mangia” , che all’epoca furoreggiò.

Infine ‘Teleradioerre’, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, inizialmente operò nella sola versione radiofonica, successivamente dal 1977 divenne anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda in bianco e nero,  storica concorrente di ‘Telefoggia’, la prima emittente televisiva di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.

Curioso il fatto che per le trasmissioni musicali il conduttore portasse con se i brani registrati dai propri dischi in vinile.

In sala, presenti alla conferenza molti degli attori radiofonici di quel periodo. Tra i tanti, Davide Leccese e Gino Caiafa (Radio 101 e Teleradioerre); Pio D’Orta, Tonio Sereno e Gabriele Arminio (Teleradioerre); Mimmo Voto (Radio Foggia Sud), Michele Chiariello, Gino Scauzillo e Aurelio Miraglia (Radio Foggia 101); Marcello Cavallo e Angelo Castelluccio (Radio Luna); Tonio Sepa, Gabriele e Nicola Palazzo (Teleradioerre e Telefoggia radio); Edmondo Di Loreto (Radio Luna e Telefoggia Radio); Leandro Cimaduomo (Canale 93), Geppe Inserra, Carmine Pecorella e tanti altri protagonisti di quel memorabile pezzo di storia foggiana.

FOGGIA. I MEETUP PER LA SICUREZZA DELLE STRADE CITTADINE

‘FoVea’, ‘I grilli di Foggia’, ‘Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ per l’adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’. Intanto avviano monitoraggio e segnalazioni delle criticità

Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia
Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia

L’Associazione ‘Il Portavoce’, i meetup ‘I grilli di Foggia’, ‘FoVea’, Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ hanno avviato una serie di attività connesse alla proposta di adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’, inviata nei giorni scorsi al Sindaco di Foggia.

Le premesse sono collegate allo stato di degrado e la grave assenza di sicurezza e igiene in cui versano le strade del Capoluogo dauno e partono dal presupposto che una alleanza tra cittadini e Istituzioni può determinare un positivo effetto sinergico.

Questo il contenuto della proposta consegnata al Primo Cittadino.

“Il decoro di una città complessa come Foggia, dipende anche dalla civiltà di chi ci vive, oltre che dalla gestione della Cosa Pubblica. Se si riuscisse a mettere in sinergia le attenzioni e la collaborazione dei cittadini con gli strumenti della Amministrazione che Lei presiede, si potrebbe porre rimedio ai problemi del territorio urbano, che compromettono il decoro delle nostre strade, piazze e spazi pubblici, con interventi tempestivi ed efficaci.

Sul territorio comunale si registrano ogni giorno discariche abusive, strade in condizioni di dissesto con buche dannose e pericolose per gli automobilisti, aree verdi lasciate all’incuria, danni causati da atti di vandalismo, segnaletica stradale e illuminazione latente o priva di manutenzione, affissioni abusive e quant’altro. Si tratta di situazioni, giornalmente sotto gli occhi di tutti, talmente radicate che non solo ci abbiamo fatto l’abitudine ma che hanno causato anche un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la Cosa Pubblica.

Ma il sentimento di sfiducia può lasciare spazio a una sana reazione popolare e un rigurgito di orgoglio, specie se accompagnati da una iniziativa del Comune di Foggia.

Segnalare significa partecipare. E il comune di Foggia può chiedere ai suoi amministrati di rendersi parte attiva per fornire informazioni puntuali sulle criticità del territorio urbano.
Oggi è possibile utilizzare un canale diretto con la Pubblica Amministrazione attraverso il social network denominato ‘Decoro Urbano’.

E’ un servizio che vanta la collaborazione dell’AGICOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) e che trova applicazione gratuitamente per i cittadini e per la Pubblica Amministrazione.
Gli strumenti per il servizio si possono trovare all’indirizzo internet decorourbano.org, che ha il suo punto di forza in una applicazione per smartphone trasparente, open data ed open source. Funziona in maniera molto semplice: si vede qualcosa che non va, la si fotografa e si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. Occorre solo essere registrati al sito www.decorourbano.org.
Attualmente si possono inviare segnalazioni su: rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo, incuria, segnaletica e affissioni abusive; prossimamente sarà possibile fare segnalazioni anche su randagismo, barriere architettoniche ed inquinamento acustico.

La segnalazione, dopo una veloce moderazione, verrà pubblicata su Decoro Urbano e rappresentata su una mappa del territorio, con possibilità di tracciare lo stato di attuazione dei lavori.
Il social network www.decorourbano.org, la cui adesione è gratuita sia per il cittadino che per il Comune, è uno strumento di partecipazione che consente di creare una mappa interattiva delle segnalazioni che il Comune può gestire tramite un pannello di controllo attraverso il quale potrà comunicare lo status della segnalazione, che sarà visualizzata come ‘in attesa’, ‘in carico’ e ‘risolta’, cioè fino all’avvenuta risoluzione del problema. 

Con ‘Decoro Urbano’, al momento, è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie: rifiuti (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.);vandalismo / incuria (panchine rotte, graffiti);  dissesto stradale (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore); zone verdi (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni); segnaletica (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante); affissioni abusive (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione).

I possessori di smartphone potranno ricercare tra le App ‘We Du’ per aderire al network e cominciare da subito a fare la propria segnalazione. Il meccanismo studiato crea un circolo virtuoso, si autoalimenta e, oltre a facilitare gli interventi gestendo le segnalazioni in modo informatizzato, ha un impatto positivo anche sull’educazione civica, responsabilizzando i cittadini. 

Considerando che si tratta di un servizio a costo ZERO, con la presente si chiede, pertanto, al Comune di Foggia di aderire al servizio ‘Decoro Urbano’ (www.decorourbano.org) contattando i riferimenti sul portale web ad esso dedicato e attivando la procedura per rendere Foggia un Comune sul sito internet segnalato.”

In attesa di risposta gli attivisti, che si ispirano al Movimento 5 Stelle, hanno aperto una pagina Facebook, denominata ‘Decoro Urbano – Foggia’ con la quale intendono raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Le più significative e quelle che mettono in evidenza gravi criticità saranno girate al Comune di Foggia con comunicazioni di posta elettronica certificata.

Lo scopo è quello di fare fiato sul collo dell’Amministrazione Comunale, consentendo la partecipazione dei cittadini e creando il presupposto affinché gli uffici municipali non potranno mai dire di non saperne niente. I cittadini avranno una sponda, uno strumento per eventuali azioni legali in caso di danni subiti a cose e persone a causa dello stato di degrado delle nostre strade (e non solo).
Non dimentichiamo che il parco macchine dei cittadini foggiani subisce continuamente danni, che si scaricano sui bilanci delle famiglie foggiane, a causa delle gravi condizioni in cui versa la viabilità; gli utenti più indifesi, i pedoni, continuano, da anni, a non essere assistiti da una corretta segnaletica che, spesso assente (specie le strisce pedonali), determina situazioni di grave rischio per l’incolumità personale; l’assenza di illuminazione lascia al buio ampi tratti di strada, creando vere e proprie zone di pericolo che, potenzialmente, possono favorire aggressioni e incidenti stradali; la mancanza di manutenzione degli alberi crea gravi problemi sia dall’alto, con il pericolo di cadute dei rami, che dal basso, con la deformazione del manto stradale; i circa 20.000 pali della luce della città di Foggia hanno bisogno di revisione e controlli perché numerosi sono quelli in condizioni di precaria stabilità, quindi potenzialmente pericolosi (nel recente passato sono numerosi i casi di cadute).

Gli attivisti dei Meetup segnaleranno tutte le criticità. L’Amministrazione Comunale è avvisata.

QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.