FOGGIA. I MEETUP PER LA SICUREZZA DELLE STRADE CITTADINE

‘FoVea’, ‘I grilli di Foggia’, ‘Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ per l’adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’. Intanto avviano monitoraggio e segnalazioni delle criticità

Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia
Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia

L’Associazione ‘Il Portavoce’, i meetup ‘I grilli di Foggia’, ‘FoVea’, Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ hanno avviato una serie di attività connesse alla proposta di adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’, inviata nei giorni scorsi al Sindaco di Foggia.

Le premesse sono collegate allo stato di degrado e la grave assenza di sicurezza e igiene in cui versano le strade del Capoluogo dauno e partono dal presupposto che una alleanza tra cittadini e Istituzioni può determinare un positivo effetto sinergico.

Questo il contenuto della proposta consegnata al Primo Cittadino.

“Il decoro di una città complessa come Foggia, dipende anche dalla civiltà di chi ci vive, oltre che dalla gestione della Cosa Pubblica. Se si riuscisse a mettere in sinergia le attenzioni e la collaborazione dei cittadini con gli strumenti della Amministrazione che Lei presiede, si potrebbe porre rimedio ai problemi del territorio urbano, che compromettono il decoro delle nostre strade, piazze e spazi pubblici, con interventi tempestivi ed efficaci.

Sul territorio comunale si registrano ogni giorno discariche abusive, strade in condizioni di dissesto con buche dannose e pericolose per gli automobilisti, aree verdi lasciate all’incuria, danni causati da atti di vandalismo, segnaletica stradale e illuminazione latente o priva di manutenzione, affissioni abusive e quant’altro. Si tratta di situazioni, giornalmente sotto gli occhi di tutti, talmente radicate che non solo ci abbiamo fatto l’abitudine ma che hanno causato anche un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la Cosa Pubblica.

Ma il sentimento di sfiducia può lasciare spazio a una sana reazione popolare e un rigurgito di orgoglio, specie se accompagnati da una iniziativa del Comune di Foggia.

Segnalare significa partecipare. E il comune di Foggia può chiedere ai suoi amministrati di rendersi parte attiva per fornire informazioni puntuali sulle criticità del territorio urbano.
Oggi è possibile utilizzare un canale diretto con la Pubblica Amministrazione attraverso il social network denominato ‘Decoro Urbano’.

E’ un servizio che vanta la collaborazione dell’AGICOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) e che trova applicazione gratuitamente per i cittadini e per la Pubblica Amministrazione.
Gli strumenti per il servizio si possono trovare all’indirizzo internet decorourbano.org, che ha il suo punto di forza in una applicazione per smartphone trasparente, open data ed open source. Funziona in maniera molto semplice: si vede qualcosa che non va, la si fotografa e si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. Occorre solo essere registrati al sito www.decorourbano.org.
Attualmente si possono inviare segnalazioni su: rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo, incuria, segnaletica e affissioni abusive; prossimamente sarà possibile fare segnalazioni anche su randagismo, barriere architettoniche ed inquinamento acustico.

La segnalazione, dopo una veloce moderazione, verrà pubblicata su Decoro Urbano e rappresentata su una mappa del territorio, con possibilità di tracciare lo stato di attuazione dei lavori.
Il social network www.decorourbano.org, la cui adesione è gratuita sia per il cittadino che per il Comune, è uno strumento di partecipazione che consente di creare una mappa interattiva delle segnalazioni che il Comune può gestire tramite un pannello di controllo attraverso il quale potrà comunicare lo status della segnalazione, che sarà visualizzata come ‘in attesa’, ‘in carico’ e ‘risolta’, cioè fino all’avvenuta risoluzione del problema. 

Con ‘Decoro Urbano’, al momento, è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie: rifiuti (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.);vandalismo / incuria (panchine rotte, graffiti);  dissesto stradale (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore); zone verdi (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni); segnaletica (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante); affissioni abusive (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione).

I possessori di smartphone potranno ricercare tra le App ‘We Du’ per aderire al network e cominciare da subito a fare la propria segnalazione. Il meccanismo studiato crea un circolo virtuoso, si autoalimenta e, oltre a facilitare gli interventi gestendo le segnalazioni in modo informatizzato, ha un impatto positivo anche sull’educazione civica, responsabilizzando i cittadini. 

Considerando che si tratta di un servizio a costo ZERO, con la presente si chiede, pertanto, al Comune di Foggia di aderire al servizio ‘Decoro Urbano’ (www.decorourbano.org) contattando i riferimenti sul portale web ad esso dedicato e attivando la procedura per rendere Foggia un Comune sul sito internet segnalato.”

In attesa di risposta gli attivisti, che si ispirano al Movimento 5 Stelle, hanno aperto una pagina Facebook, denominata ‘Decoro Urbano – Foggia’ con la quale intendono raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Le più significative e quelle che mettono in evidenza gravi criticità saranno girate al Comune di Foggia con comunicazioni di posta elettronica certificata.

Lo scopo è quello di fare fiato sul collo dell’Amministrazione Comunale, consentendo la partecipazione dei cittadini e creando il presupposto affinché gli uffici municipali non potranno mai dire di non saperne niente. I cittadini avranno una sponda, uno strumento per eventuali azioni legali in caso di danni subiti a cose e persone a causa dello stato di degrado delle nostre strade (e non solo).
Non dimentichiamo che il parco macchine dei cittadini foggiani subisce continuamente danni, che si scaricano sui bilanci delle famiglie foggiane, a causa delle gravi condizioni in cui versa la viabilità; gli utenti più indifesi, i pedoni, continuano, da anni, a non essere assistiti da una corretta segnaletica che, spesso assente (specie le strisce pedonali), determina situazioni di grave rischio per l’incolumità personale; l’assenza di illuminazione lascia al buio ampi tratti di strada, creando vere e proprie zone di pericolo che, potenzialmente, possono favorire aggressioni e incidenti stradali; la mancanza di manutenzione degli alberi crea gravi problemi sia dall’alto, con il pericolo di cadute dei rami, che dal basso, con la deformazione del manto stradale; i circa 20.000 pali della luce della città di Foggia hanno bisogno di revisione e controlli perché numerosi sono quelli in condizioni di precaria stabilità, quindi potenzialmente pericolosi (nel recente passato sono numerosi i casi di cadute).

Gli attivisti dei Meetup segnaleranno tutte le criticità. L’Amministrazione Comunale è avvisata.

QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.

L’ESITO REFERENDARIO, L’EREDITA’ DEL RENZUSCONISMO E L’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

di Nunzio Lops

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico, secondo il quale il ‘No’ ha trionfato ma non troppo

Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell'Interno)
Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell’Interno)

La Carta Costituzionale ha retto l’urto dei suoi detrattori e la democrazia è ancora salva, anche se ammaccata. Hanno vinto i cittadini che hanno potuto ragionare con la propria testa, quelli che si sono informati, che non hanno ceduto agli slogan di partito, che hanno valutato con senso critico tutte le informazioni ricevute e che, infine, hanno catalogato come falsità la propaganda di regime.

Il popolo italiano ha ribadito, partecipando al voto, la propria sovranità. Ma ha rischiato davvero un salto nel buio, quello di non lontana memoria, con un solo uomo al comando.

Applicare la Costituzione, è questa la strada maestra. Ma per qualcuno è scomodo sottostare alle regole democratiche, alla volontà popolare, alle decisioni equilibrate e prese nell’interesse dei cittadini.

Ora bisogna resettare il sistema. Come? Con nuove elezioni. Auspicabili ma al momento difficilmente realizzabili, almeno finché gli eletti in Parlamento, di nuova nomina, non matureranno il diritto al vitalizio (una vera e propria droga istituzionale, senza la quale il sistema dei partiti non reggerebbe).

Le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri potrebbero essere un primo passo. Ma è difficile resettare questo sistema di governo concepito, utilizzato e abusato da Renzi, Boschi, Verdini e da tutti i protagonisti del governo e del sottogoverno, quelli regionali, dei comuni, degli enti e dei boiardi di Stato, di marca Pd come di Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d’Italia e di tutte le sigle di partito che si sono alternate nell’appoggiare i governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni, comprese forze sociali come i sindacati Cgil, Cisl e Uil e altre sigle minori.

D’altronde, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un Paese in macerie, con un debito pubblico spaventoso. Un Paese nel quale la compravendita dei voti è stata sdoganata come pratica corrente, nel quale banche e petrolieri dettano l’agenda del governo di turno. Un Paese in balia degli speculatori internazionali, che agiscono imponendo le scelte strategiche su tutto quanto fa business. Un Paese che dismette e delocalizza le attività industriali (tenendo, invece, in vita quelle che avvelenano l’acqua, l’aria, la terra), depotenzia il sistema-Giustizia, depaupera il sistema della Formazione e della Ricerca, disincentiva le famiglie creando un grave scompenso demografico, affama i pensionati, non riesce a creare posti di lavoro perché continua a sprecare invece di concentrare le risorse in attività produttive e veramente capaci di rilanciare l’economia, toglie il futuro alle giovani generazioni.

Ecco cosa ci lasciano Renzi, Boschi e Verdini, Monti e Fornero, Berlusconi e Bossi (con Meloni e Salvini).

Allora non ci resta che una speranza, rappresentata dai ragazzi che animano il Movimento 5 Stelle. Per impedire che si possa consumare l’ultimo atto del patto scellerato rappresentato dal renzusconesimo, occorre andare a nuove elezioni.

Abbiamo una  brutta legge elettorale, l’Italicum, per la quale Renzi ha preteso e ottenuto la fiducia. E’ da quella che bisogna partire. Ma bisogna fare presto, altrimenti avremo un nuovo governo tecnico che andrà a sostituire quello attuale, illegittimo perché nominato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una continuità da scongiurare, in nome del popolo italiano.

“Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”, dice Beppe Grillo, che rilancia: “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile”.

In questa campagna referendaria il MoVimento 5 Stelle, con i suoi portavoce e i suoi attivisti si è mobilitato in tutta Italia per informare i cittadini. E continuerà a farlo attraverso il contatto diretto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

I tempi sono maturi per una rinascita. La politica italiana può ancora essere sconvolta. Questa volta in positivo, con una grande partecipazione popolare. Saranno i cittadini, infatti, a costruire il programma e la squadra di governo targati 5 Stelle. Dalla prossima settimana gli iscritti al Movimento li voteranno online. E nessuno potrà impedirlo.

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico secondo il quale, almeno da questo punto di vista, il ‘No’ ha trionfato ma non troppo.

In realtà Renzi paga la scelta di aver personalizzato il referendum, trasformandolo in un giudizio sull’operato del suo governo, non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud, non solo per la scelta di personalizzare la consultazione ma soprattutto per non aver mai mantenuto le promesse dei suoi roboanti annunci e per essersi piegato (e aver piegato il Paese) alle pretese delle lobby delle banche, dei petrolieri, dei mercati, della finanza, dell’Europa dei nazionalismi forti.

SERATA CON MARCO TRAVAGLIO E ‘IL PORTAVOCE’

Ultimo giorno per dire NO alle modifiche costituzionali  della riforma Boschi

Domani, 2 dicembre, nel Meetup de ‘Il Portavoce’ di via Dogali 3/B a Foggia, sarà possibile guardare insieme lo spettacolo in diretta dal Teatro ‘Italia’ di Roma.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale per il NO, il Fatto Quotidiano trasmetterà in diretta l’intervento di Marco Travaglio. Al centro dell’evento la Boschi. Sarà una vera e propria festa, per sollecitare i cittadini a una profonda riflessione, all’insegna dello slogan “La Costituzione è NOstra”. Tra gli ospiti della serata: Anna Falcone, Sabrina Ferilli, Ficarra e Picone, Carlo Freccero, Peter Gomez, Monica Guerritore, J-Ax, Maurizio Landini, Ivano Marescotti, Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Antonio Padellaro, Piero Pelù, Giorgia Salari, Andrea Scanzi, Amalia Signorelli, Bebo Storti, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti,Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Borgonzoni, Dado, la Sora Cesira, la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Claudio Gioè e altri ospiti a sorpresa.

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FOGGIA. ‘IL PORTAVOCE’ RACCOGLIE FIRME PER LA DIA

Tanti gli attivisti che sostengono l’istituzione della Direzione Investigativa Antimafia

la presentazione del progetto di raccolta firme in Capitanata, per chiedere l’istituzione, presso la Procura del Tribunale di Foggia, di una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia.

Mafiafritta. Firma anche tu
Mafiafritta. Firma anche tu

Si è partiti da quel comune il cui Consiglio risulta oggi sciolto per infiltrazioni mafiose.

Capofila del progetto l’Associazione Populus, il gruppo di cittadini e attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle che fanno capo a Dauniattiva e l’Associazione ‘Il Portavoce’.

Il progetto prevede, durante l’arco di tre mesi, una costante attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta firme sull’intero territorio della Daunia, per il coinvolgimento delle cittadinanze sul problema “mafia” in Capitanata e sulle possibili soluzioni, tra le quali sicuramente figura uno strumento operativo specifico di indagine sui delitti e sull’attività mafiosa, qual è una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia della quale pertanto si chiede l’istituzione a Foggia.

Il progetto si articola su più livelli, uno istituzionale, che vede e vuole coinvolte tutte le realtà, sia pubbliche che private, che combattono i sistemi mafiosi (Enti, Associazioni e quanto altro), quello della raccolta firme, con l’ausilio di gazebo, punti di ascolto e incontri di sensibilizzazione e quello conclusivo di Foggia, durante il quale ci sarà la consegna pubblica da parte dei promotori dell’iniziativa ai membri delle prime Commissioni Parlamentari di Camera e Senato, delle firme raccolte nel corso delle attività sul territorio dauno, perché possano spenderle per richiedere a gran voce al Ministero dell’interno, quale unico organo competente in materia, l’istituzione a Foggia di una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia di Bari.

Il gazebo del Meetup e dell'Associazione 'Il Portavoce'
Il gazebo del Meetup e dell’Associazione ‘Il Portavoce’

I prossimi gazebo per la raccolta firme a Foggia sono programmati dall’11.12.2016 al 17.12.2016, dalle ore 18.00 alle 21.00, nell’isola pedonale del Capoluogo Dauno, corso Vittorio Emanuele.

L’ASSOCIAZIONE E GIORNALE ‘IL PORTAVOCE’

La partecipazione dei cittadini alla vita politica attiva parte dall’informazione

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Nasce ‘Il Portavoce’, libera associazione di cittadini che non si riconosce in alcuna ideologia né di sinistra né di destra, ma che coagula e favorisce la produzione e circolazione di idee, realizza un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. In tale ottica si colloca al fianco del Movimento 5 Stelle avendone in comune i suoi iscritti.

Il logo dell'associazione Il Portavoce
Il logo dell’associazione Il Portavoce

Il Portavoce si pone come interlocutore propositivo accrescendo le forme di inclusione e di coinvolgimento dei cittadini nonché di stimolare l’attivazione di nuove procedure di partecipazione diretta ove creare le condizioni per una democrazia partecipativa e deliberativa diretta al coinvolgimento della popolazione.

Tra gli strumenti, l’attivazione di iniziative popolari quali, a solo titolo di esempio, le Petizioni, i Referendum e quant’altro, nell’interesse dell’intera comunità; l’attivazione di iniziative popolari, come attività rionali e di quartiere (condominio allargato), Forum (riunioni pubbliche per discutere problemi sociali, politici e culturali del Territorio), Giurie di Cittadini (assemblee di discussione pubblica deliberativa), Citizen Panels (comitati di cittadini statisticamente rappresentativi della popolazione), Focus Group (gruppi di persone selezionate per la loro competenza allo scopo di determinare le idee e gli orientamenti nella discussione di un determinato argomento), Sondaggi di opinione e altri strumenti idonei da individuare caso per caso. Sono previsti anche Gruppi di lavoro tematici.

Il sodalizio partecipa alla Rete di comitati e associazioni denominata ‘Galassia Populus’, per l’interscambio della conoscenza e della comunicazione, con lo scopo di incoraggiare l’impegno in nuove forme di cooperazione dal basso, in forma apartitica e conservando la propria autonomia operativa secondo il proprio statuto.

Gli associati utilizzano ogni strumento/piattaforma condivisa sul web e si dotano di un organo di informazione esterno, rivolta ai cittadini, un vero e proprio giornale (in versione cartacea e online), utile a far conoscere le attività de ‘Il Portavoce’ e dei suoi attivisti.

Una parte del gruppo Il Portavoce
Una parte del gruppo Il Portavoce

Presidente pro tempore è Nunzio Lops. Componenti: Fabio Correale, Michele Lella, Vincenzo Piserchia, Carmela Signoriello, Michelangelo Torraco e  Giuseppe Vero. La sede del sodalizio è  in via Dogali 3/B a Foggia.

Per comunicare con l’Associazione e la Redazione  i cittadini possono scrivere a posta@ilportavoce.eu.

FOGGIA. CITTADINI DAL PREFETTO E QUESTORE PER IL QUARTIERE ‘FERROVIA’

Piazza Vittorio Veneto - Il Meetup Il Portavoce e Rosa Barone
Piazza Vittorio Veneto – Il Meetup IL PORTAVOCE con cittadini e la consigliera regionale 5 Stelle Rosa Barone

All’incontro, che segue l’iniziativa del gruppo di cittadini del Meetup ‘Il  Portavoce’ e che ha coinvolto l’associazione Amici del Viale, ha partecipato la consigliera regionale M5S Rosa Barone

“Grande soddisfazione e gratitudine”. E’ questo il sentimento espresso da Nunzio Lops, organizer del Meetup ‘Il Portavoce’ e di Roberta Apicella, presidente dell’associazione ‘Amici del Viale’ a margine dell’incontro avuto giovedì pomeriggio con il Prefetto, Maria Tirone, e il Questore, Piernicola Silvis. Presente anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che ha voluto esprimere l’interessamento ai gravi problemi di quella zona della città di Foggia.

Al centro delle attenzioni, l’iniziativa che da febbraio ha animato non solo i residenti del quartiere ma anche i concittadini che a fine febbraio e nella prima decade di marzo hanno dato vita a due passeggiate per le strade che, partendo dal piazzale della Stazione Ferroviaria, si sviluppano in un percorso che storicamente è stato caratterizzato dalla presenza dei migliori negozi del capoluogo dauno ma che, oggi, offre una immagine altamente degradata. La situazione ha spinto gli attivisti vicini al Movimento 5 Stelle (poi condiviso dagli Amici del Viale e da centinaia di cittadini), a formulare quattordici proposte, inviate al Prefetto, Questore e Sindaco di Foggia. La sollecitazione ha trovato subito riscontro, per la propria parte di competenze, nelle numerose azioni messe in campo sul territorio del quartiere ‘Ferrovia’ da Prefettura e Questura. “Ma dal Sindaco, a distanza di quasi due mesi – dichiara Nunzio Lops – non è giunto alcun cenno di risposta”.

“In occasione dell’incontro con Prefetto e Questore abbiamo evidenziato un quadro allarmante della situazione – avvalorate dalla testimonianza di Roberta Apicella – concentrandoci sugli aspetti che richiedono interventi e attenzioni di competenza delle Forze dell’Ordine. Ma le evidenti connessioni con le responsabilità del Comune di Foggia ci hanno indotto a tracciare un quadro complessivo all’interno del quale, però, i cittadini possono agire offrendo una preziosa collaborazione a tutte le Istituzioni”.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, il contrasto alla criminalità e la prevenzione dei reati, l’azione programmata, frutto di attenta analisi del tavolo operativo della Prefettura e Questura con la collaborazione delle forze di Polizia Municipale, ha già prodotto risultati tangibili e positivi sul campo. Ma rimangono i disagi e le paure dei residenti, collegati al commercio irregolare, alla prostituzione, alla concentrazione di attività che favoriscono pericolosi assembramenti di soggetti poco rispettosi delle più elementari regole di convivenza, che danno luogo anche ad atti di vandalismo, di vera e propria inciviltà, di disturbo della quiete pubblica e liti furibonde.

Tutto questo, accompagnato dalla chiusura dei negozi storici, dalla corsa a vendere gli appartamenti (che, conseguentemente, perdono valore) dalla perdita dei clienti degli studi professionali, dal degrado dello stato dei luoghi, privi anche dei servizi igienici pubblici, essenziali per i migranti nostri ospiti, crea grande insicurezza e disagio nei cittadini residenti.

Ma qualcosa si può fare, sicuramente con la collaborazione dei cittadini ma anche con interventi di prevenzione, programmazione territoriale, pianificazione, recupero e riqualificazione urbana per i quali le competenze sono tutte comunali.

L’attenzione e le iniziative dei cittadini si spostano, pertanto, sulle attività e competenze comunali. “Sono in gioco il ripristino delle regole di convivenza civile e la sicurezza delle famiglie, dei residenti e dei foggiani che hanno sempre frequentato il quartiere ‘Ferrovia’”, ha dichiarato Nunzio Lops, che conclude: “Siamo determinati ad utilizzare ogni strumento legale per spronare le Istituzioni ad adottare ogni azione tesa a raggiungere l’obiettivo”.

FOGGIA. QUATTORDICI PROPOSTE PER SALVARE IL QUARTIERE ‘FERROVIA’

Martedì 8 marzo 2016, dalla Villa Comunale, i cittadini dei Meetup ‘Il Portavoce’, con la consigliera regionale Rosa Barone, hanno dato vita alla Seconda passeggiata 5 Stelle per tenere accesi i riflettori sul degrado dello storico quartiere

Dopo la ‘Passeggiata 5 Stelle nel Quartiere ‘Ferrovia’ di Foggia di domenica 21.2.2016, si è replicato martedì sera 8.3.2016. Organizzati dagli iscritti al Movimento 5 Stelle del Meetup ‘Il Portavoce’, con la partecipazione della consigliera regionale Rosa Barone, cittadini foggiani si sono recati nelle strade, parlando con i negozianti, scattando foto tra le strade che si diramano dal Viale XXIV Maggio e piazza Vittorio Veneto per tenere ancora accesi i riflettori sul degrado in cui versa lo storico quartiere. A conferma del sentimento popolare, rispetto al problema, circa 250 le firme dei foggiani, residenti e non, raccolte in meno di dodici ore.

Banchetto Il Portavoce
Banchetto raccolta firme del Meetup IL PORTAVOCE

Un tempo, il viale e le strade che da esso si diramano ospitavano i migliori negozi del Capoluogo dauno. Oggi, isolate dal resto del centro cittadino, offrono una immagine altamente degradata, caratterizzata da prostituzione, latrine a cielo aperto, luoghi di spaccio, liti furibonde fra immigrati.

Numerosi gli interventi delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale.

La gente ha paura, soprattutto (ma non solo) nelle ore serali, i negozi degli italiani chiudono e vengono regolarmente soppiantati da attività gestite da stranieri. Si vedono anche appartamenti a luci rosse, così come si concedono in affitto alloggi che ospitano un numero indefinito di persone di ogni provenienza, con conseguenti problemi igienici e sanitari.

Tra le conseguenze, non solo la chiusura dei negozi storici ma anche la corsa a vendere gli appartamenti che, conseguentemente, hanno perso gran parte del loro valore; studi professionali in difficoltà perché perdono clienti che, impauriti (specie nelle ore della sera), preferiscono cambiare consulenti piuttosto che continuare a frequentare le strade limitrofe a quelle di viale XXIV Maggio; grande insicurezza dei cittadini residenti, che evitano di lasciar andare i figli da soli per strada.

I cittadini del Meetup ‘Il Portavoce’, insieme ai residenti della zona, chiedono di ripristinare nel Quartiere ‘Ferrovia’ di Foggia condizioni ambientali rispettose del vivere civile, con strade pulite, servizi adeguati, senza prostituzione, con normali standard di sicurezza e di uscire dall’isolamento e dal degrado e formulano 14 proposte, indirizzate, ciascuna per la propria parte di competenze, al Prefetto, Questore e Sindaco di Foggia per:

  • varare una moratoria per le nuove licenze commerciali, in attesa di un Piano del Commercio;
  • formulare un Piano del Commercio che metta tra i suoi obiettivi il bilanciamento del rapporto tra attività gestite da italiani e stranieri, a tutela dell’identità del quartiere e che  definisca le diverse tipologie di attività insediabili;
  • istituire un incentivo, un bonus sotto forma di sgravi sui tributi locali, per l’apertura di attività commerciali legate al territorio e alle nostre tradizioni, che potrebbe  fornire un’utile spinta alla riqualificazione del quartiere;
  • stilare un protocollo d’intesa tra Comune di Foggia, Agenzia delle Entrate e Amministratori Condominiali per controllare la registrazione e il contenuto dei contratti di locazione degli appartamenti ceduti a stranieri comunitari ed extra-comunitari, accertando, inoltre, se siano rispettate le norme relative alla cessione di fabbricato e il numero effettivo degli occupanti;
  • emettere una Ordinanza sindacale per limitare il numero di occupanti degli appartamenti affittati nel quartiere (rapporto vani/occupanti), evitare il sovraffollamento abusivo negli appartamenti dati in affitto e prevenire i casi e le situazioni di illegalità;
  • controllare condizioni igieniche e licenze relative alle attività degli esercizi commerciali;
  • decentrare, ove possibile, i phone center di nuova apertura;
  • creare e distribuire un volantino informativo illustrante l’ubicazione  dei vari servizi igienici pubblici esistenti nella città di Foggia. Il Volantino dovrà prevedere il testo in almeno tre lingue, Inglese, Francese e Italiano per esprimere la massima efficacia comunicativa;
  • controllare provenienza e permessi di soggiorno degli stranieri che si rendono artefici di atti di inciviltà lungo le strade del quartiere Ferrovia;
  • svolgere attività di educazione civica, integrazione  e informazione in favore degli ospiti del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Borgo Mezzanone – Manfredonia (FG), stessa attività da svolgere anche per i cittadini foggiani a favore dell’integrazione;
  • creare una postazione fissa, dotata di agenti delle Forze dell’Ordine e/o della Polizia Municipale con mezzi di locomozione per il pronto intervento e per attuare una efficace, frequente attività di controllo itinerante nelle strade in cui si consumano le attività illegali, soprattutto nella fascia oraria dalle 20:00 alle 02:00;
  • offrire il servizio gratuito di toilette per gli stranieri presso il nuovo terminal dei bus di piazza Vittorio Veneto e ampliare l’offerta di servizi igienici in generale. In questa direzione è auspicabile il ripristino della funzionalità dei servizi esistenti in piazza Marconi e la realizzazione di nuovi servizi in altre zone della città;
  • incentivare iniziative a sfondo culturale, con l’obiettivo di riattivare il quartiere;
  • tenere aperto un tavolo di verifica Comune, Prefettura, Questura, cittadini per seguire gli sviluppi degli interventi da mettere in campo.
Piazza Vittorio Veneto - Il Meetup Il Portavoce e Rosa Barone
Piazza Vittorio Veneto – Il Meetup IL PORTAVOCE con cittadini e la consigliera regionale 5 Stelle Rosa Barone

I firmatari della lettera hanno chiesto, inoltre, di essere ricevuti in delegazione (meglio se in presenza contemporanea di tutte le Istituzioni in indirizzo o loro Funzionari) per un colloquio utile a cercare un modus operandi per una proficua collaborazione.

Seguono 250 firme dei cittadini

SAN SEVERO. CONSIGLIO COMUNALE PER SICUREZZA, ORDINE PUBBLICO E LEGALITA’

Il teatro Giuseppe Verdi ha ospitato un incontro istituzionale con il vice ministro Filippo Bubbico e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tra gli interventi più significativi del dibattito quelli del sindaco Francesco Miglio, di Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, e della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone

Si è tenuta ieri sera, presso il teatro ‘G. Verdi’ di San severo, l’adunanza aperta del Consiglio Comunale sul tema ‘Sicurezza, ordine pubblico e legalità’.

L'intervento della consigliera regionale Rosa Barone
L’intervento della consigliera regionale Rosa Barone

Ospiti d’onore il vice ministro Filippo Bubbico e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tra gli interventi più significativi quelli di Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, e della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone. Presenti tutte le Autorità militari che si occupano di presidio del territorio e contrasto alla criminalità.

Doverosa l’apertura dei lavori da parte del padrone di casa Francesco Miglio, che nell’introduzione ha parlato di San Severo, città “con una tradizione storica culturale nobilissima, terra di valori, lavoro, sacrificio. Principalmente contadina ma nel rispetto delle regole e della legalità. E’ questa la San Severo che vogliamo raccontare”, ha dichiarato il Primo Cittadino e presidente dell’Amministrazione Provinciale, che successivamente ha introdotto l’argomento oggetto del Consiglio Comunale.

Elevata e diffusa la percezione di insicurezza nel territorio cittadino. Ma in un anno e mezzo di sindacatura Miglio ha potuto constatare l’interesse e l’impegno delle Forze dell’Ordine locali e provinciali. “Non siamo soli – ha dichiarato il Primo Cittadino – ma occorre aggiungere al raccordo interistituzionale anche quello tra Istituzioni e cittadini, prime sentinelle della legalità”. “Dobbiamo fare in modo che cresca la cultura della denuncia, così come il nostro Questore che disse <<denuncio chi non denuncia>>. Quindi massima priorità all’agenda per la legalità”. Tra le attività da porre in essere la prevenzione attraverso le scuole e il corpo docenti per educare le nuove generazioni al rispetto della legalità, combattere il racket dell’usura, eliminare il cosiddetto ghetto di Rignano, una vergogna che in realtà è in agro di San Severo.

“In qualità di presidente della Provincia di Foggia, chiedo di istituire il reparto prevenzione e crimine della Polizia di Stato anche in provincia di Foggia. Noi ci candidiamo ad ospitarlo a San Severo. Esso rappresenterebbe risorsa aggiuntiva ai dispositivi locali dell’ordine e sicurezza. Abbiamo bisogno di un maggiore controllo del territorio”. Chiesta anche nuova caserma di Polizia, progetto previsto dal Comune di San Severo in una zona difficile della città.

Tra le iniziative per il controllo del territorio urbano, ci saranno a breve 14 telecamere per la videosorveglianza “che non solo disincentiverà le attività criminose ma creerà sicurezza per i cittadini”.

La programmazione economico finanziaria della Regione, secondo Miglio, deve pensare alla sicurezza,  incentivare la video sorveglianza privata di esercenti e imprenditori, deve pensare a misure di incentivazione al contrasto dell’usura e del Racket. Il Primo Cittadino si riferisce alla Legge Regionale n. 25 del 2015, “che attende attuazione e guarda anche a piani coordinati di controllo, all’Osservatorio sulla legalità e sicurezza urbana ma anche all’attivazione di strumenti per ampliare la partecipazione dei cittadini”.

Rosa Barone, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, la prima ad intervenire nel dibattito.

“Renzi vuole eliminare alcune sedi della Corte di Appello. Noi la vogliamo a Foggia o almeno ci facciano avere la DIA, la Direzione Investigativa Antimafia. Lo Stato da queste parti è totalmente assente. Non abbiamo un solo pentito pur in presenza di ben 7 gruppi mafiosi organizzati”. “Chiediamo concretezza”, ha concluso Rosa Barone, ricordando che Emiliano “ci ha già dato disponibilità ad affrontare la discussione in Regione”.

Giuseppe Clemente, vice presidente Ance (Associazione nazionale comuni italiani), ha riferito che “come imprenditori siamo già schierati dalla parte della legalità. Ma occorrono maggiori risorse per le Forze dell’Ordine, per la sicurezza e per la stessa legalità”, la cui debolezza tiene lontani gli investitori.

Pubblico
Pubblico

Gabriele Taranto, segretario Generale dell’UGL di Foggia ha posto l’accento su legalità ed educazione alla legalità, disoccupazione sui ragazzi che non hanno possibilità di fare sport in strutture pubbliche perché tutte a pagamento. Ha poi ricordato il problema del caporalato, per il quale “occorre garantire agli operai stranieri un trasporto pubblico sicuro”. “Ma qui il caporalato non è più solo agricolo, è anche nell’edilizia”, ha concluso Taranto.

Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, ha subito messo le cose in chiaro dicendo: “Non si può  essere cittadini a intermittenza ma responsabili ogni giorno qui ed ora”. Affermazione alla base di iniziative come i cantieri civici permanenti, “nell’ambito dei quali abbiamo inserito la scuola e la questione culturale, che sono fondamentali”.

“Abbiamo slot machine diffuse sul territorio comunale per le quali si spendono 70 milioni euro l’anno che vanno in gioco d’azzardo, quindi un territorio ricco”. “Fondamentale sottrarre manovalanza alla malavita. Occorre il reddito di cittadinanza”.

Ma per D’Angelo occorre valutare anche una altro aspetto. “Tante le persone che si sono ammalate a causa di problemi economici e della povertà, che sta deprivando le famiglie”.

“Riguardo ai ghetti Di Vittorio avrebbe detto che sui problemi dell’agricoltura dobbiamo impegnarci tutti. Occorre investire in risposta all’esigenza di legalità”.

Francesco Arcuri, di Confesercenti, ha detto che “la questione criminalità non è solo compito della Magistratura e della Polizia ma anche dei cittadini. Il racket estorsioni lo paghiamo tutti. Le minacce agli imprenditori e ai politici le paghiamo tutti, così come i danni derivanti dai furti di rame. Il problema è che li arrestano ma il giorno dopo sono di nuovo fuori. Possono rubare impunemente. Dallo Stato sci aspettiamo di più”.

Intervenuto anche il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Sant’Angelo, che ha esordito dicendo “questo non è un posto qualunque, è una zona di emergenza”. “In Senato giace una nostra interrogazione dal mese di settembre. Spesso mancano risposte in Parlamento, che servono anche ai cittadini per capire cosa accade. Così come servono gli strumenti di partecipazione e le Iniziative da fare con i cittadini”.

“Domani alle 19.00 (oggi ndr), a San Severo, tratteremo il tema del gioco d’azzardo per il quale è in programma un convegno del Movimento 5 Stelle”.

Successivamente il dibattito ha avuto seguito con l’intervento dei consiglieri comunali Dino Marino, che tra le altre cose ha auspicato un maggior coordinamento, potenziamento e presenza delle Forze dell’Ordine, Francesco D’Amone, che auspica maggiore sinergia tra le Istituzioni,  Leonardo Lallo, per il quale è vitale l’azione delle politiche del lavoro sul territorio.

Atteso l’intervento del presidente della Giunta Regionale, Michele Emiliano, che ha fatto una serie di considerazioni utilizzando la sua esperienza di magistrato.

“Questo è uno dei primi territori in cui è entrata la criminalità organizzata, capace di costruire legami con il Nord e di sviluppare le attività collegate al traffico di stupefacenti; la pressione estorsiva, non si abbassa se le persone non collaborano e se le Forze dell’ordine non hanno informazioni non possono intervenire”.

“Non esistono criminali di successo. Prima o poi vanno al cimitero o in carcere. Lo Stato, prima o poi ha la meglio”.

“I sindaci hanno poteri modestissimi. Ma il Comune di San Severo ha fatto molto, insieme alle Forze dell’Ordine e al Prefetto. La provincia di Foggia è la più complicata a causa delle capacità organizzative della criminalità organizzata. La RP nella lotta non repressiva al crimine, l’antimafia sociale di don Luigi Ciotti, sta lavorando insieme a tutte le istituzioni e alla collettività”.

Pubblico
Pubblico

Conclusivo l’intervento di Filippo Bubbico, vice Ministro degli Interni.

“Le proposte di natura operativa del Sindaco, da inserire nel documento del Consiglio Comunale, saranno esaminate dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per restituire serenità economica e civile alla cittadinanza”.

“La provincia di Foggia non è stata dimenticata dal Governo”.

“Ma bisogna valutare la misura del risultato conseguibile nella situazione data considerando le risorse pubbliche disponibili e le situazioni come il terrorismo, il Giubileo. Insomma, occorre massimizzare le risorse disponibili, così come serve migliorare e rafforzare l’attività investigativa e gli strumenti per colpire le organizzazioni criminali”.

“Le confische dei beni illecitamente costituiti sono tra gli strumenti più efficaci per combattere il radicamento della criminalità organizzata”.

“Ma dov’è la società civile e la responsabilità dei cittadini? Quando un cittadino denuncia una estorsione e una violenza subita non viene mai lasciato solo. Chi rinuncia a denunciare e si piega alle estorsioni perde dignità e libertà. Perciò occorre stimolare un fronte comune perché le persone vessate possano sentirsi più forti”.

“I capitoli di bilancio per il ristoro derivante dall’usura hanno costantemente una copertura garantita. Non creiamoci alibi. Troviamo un modo di realizzare un fronte comune di resistenza. I cittadini devono fare la propria parte”.

“Ma dobbiamo agire sul tema della sicurezza urbana. Aprire un tavolo di cooperazione con le regioni basata sulla leale cooperazione tra le istituzioni”.

“Il Programma operativo nazionale per la legalità strumento di promozione della cultura della legalità. Ma occorre correggere le esperienze che vanno corrette”.

Annunciato, in chiusura, un documento della Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Comunale Di San Severo. Documento approvato all’unanimità.

A MANFREDONIA LE RAGIONI DEL POPOLO NO TRIV. CON QUALCHE SORPRESA

L’incontro di questa mattina con il presidente della Regione Puglia, il mondo politico provinciale e l’associazionismo che si occupa di ambiente per scongiurare le trivellazioni in Adriatico e vicino alle Isole Tremiti. Confermata l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che apre molte falle prestando il fianco alla realizzazione di impianti pericolosi come quello di Energas. La sferzata finale dei Cinque Stelle

Si è svolto stamattina, presso l’Aula consiliare del Comune di Manfredonia, il previsto incontro, promosso dalla rete ‘No Triv’, per ribadire l’assoluta contrarietà di una intera comunità provinciale alla ricerca del petrolio nel mare delle Tremiti.

L'intervento di Raffaele Vigilante
L’intervento di Raffaele Vigilante (No Triv)

Al centro delle attenzioni l’autorizzazione del 22 dicembre scorso, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, alla Petroceltic Italia srl che potrà procedere, con  la tecnica invasiva dell’air-gun,  alle prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca di depositi di idrocarburi.

L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini che serve per capire cosa c’è sotto i fondali. Fortissime e continue esplosioni, ogni 5-10 minuti, di aria compressa mandano onde riflesse che consentono di estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, queste onde sonore sono dannose per i pesci, perché possono causare lesioni e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche si orientano con l’udito, che gli serve per tante funzioni vitali, compresa quella di trovare cibo.

Ma non è tutto. Lo hanno ricordato in molti: le ricerche porteranno le trivellazioni e l’estrazione di petrolio. L’Adriatico è, quindi, in grave pericolo.

“Il nostro mare che è la vera bellezza del nostro territorio”, ha detto il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi ricordando la battaglia portata avanti dall’indimenticabile Lucio Dalla. “E’ un affronto gravissimo quello di fare le trivellazioni a 12 km dalle Isole Tremiti. Per questo motivo c’è un fronte compatto delle regioni. Metteremo in campo tutte le ipotesi di azione possibili, anche il referendum” ha detto il Primo cittadino Manfredoniano in chiusura di intervento.

A seguire, l’organizzatore dell’incontro, Raffaele Vigilante (No Triv), che tra l’altro ha detto:

“Le geoispezioni sono l’anticamera delle trivellazioni. Novantaquattro fisici statunitensi hanno provato i danni di queste ispezioni. C’è correlazione tra gli spiaggiamenti di capodogli di Vasto e Manfredonia. Un territorio come il nostro vive di pesca e turismo. Ma con queste tecniche il pesce fugge”.

 “Anche il turismo ne sarebbe danneggiato: sono 27.000 gli operatori impegnati in provincia di Foggia. Su una piattaforma petrolifera lavorano pochissime persone”.

 “Questa assemblea proporrà, insieme al Parco Nazionale del Gargano, un documento che dia forza alle azioni per bloccare questo scempio”.

 “La Basilicata, che è la regione più perforata d’Italia, ha il reddito pro capite più basso d’Italia”, ha aggiunto Vigilante per sottolineare le scarse ricadute economiche sul territorio.

Ma ci sono anche problemi di equilibrio del sottosuolo. “Secondo fisici della California University c’è correlazione tra estrazioni petrolifere e terremoti. Ieri in Molise uno sciame sismico. A Foggia c’è il fenomeno della subsidenza. Se da una caverna gassosa, dal sottosuolo estraiamo ciò che spinge verso l’alto è logico che avremo dei crolli”.

Non poteva mancare, ovviamente, il ricordo di quanto avvenuto nel Golfo del Messico. La fuoriuscita incontrollata di petrolio da una piattaforma della British Petroleum provocò 300 miliardi di dollari di danni e la contaminazione di una vasta zona di mare e di coste con conseguenze incalcolabili per l’ecosistema.

 “Oggi siamo qui per le Isole Tremiti ma è interessato tutto l’Adriatico. Dobbiamo far ritirare il decreto, arrivare al Parlamento Europeo”.

Subito dopo l’intervento del Sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini

 “A Pianosa c’è un’ordinanza che vieta qualsiasi intervento perché ci sono le bombe, residuati bellici per i quali Governo non riesce a trovare i fondi per la bonifica. Figuriamoci come farebbero a trovare i soldi per far fronte a eventuali problemi che dovessero causare le trivellazioni”.

 “Tutti abbiamo investito nel turismo. Ora ci vediamo azzerare i nostri sforzi. Al centro dell’area marina protetta ci vogliono mettere questa piattaforma petrolifera. Per fare i tuffi?”

“E’ una battaglia di tutto il territorio”, ha detto il Sindaco Polignano a Mare, Domenico Vitto, che ha aggiunto: “la nostra economia è quella del turismo. E’ il settore che abbiamo imposto, la nuova economia che abbiamo sviluppato. No al petrolio nella nostra Regione”.

“Il Governo si rimangi il decreto” (quello di autorizzazione alla Petroceltic, ndr) ha detto il parlamentare Angelo Cera.

Subito dopo il consigliere comunale di Foggia, Vincenzo Rizzi (Centro studi Naturalistici), per il quale “non possiamo continuare a difenderci con i ricorsi al Tar. Bisogna incalzare in maniera forte questo Governo”. “E’ un mare che ha già grandi problemi (pressione antropica, calo del pescato), non possiamo dare il colpo di grazia”.

Atteso l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Il Primo Cittadino della Puglia ha posto l’accento sulla necessità di affrontare seriamente una discussione sulla politica energetica nazionale, che passi anche attraverso una maggiore chiarezza sul da farsi in tema di emissione di Co2 e di estrazione di combustibili fossili.

Il presidente Michele Emiliano
L’arrivo del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

“Nelle mappe dei ministeri sanno benissimo cosa c’è nell’Adriatico, nel quale ci sono già moltissime concessioni. Quindi, dietro questo impulso alle nuove ricerche c’è una nuova strategia?”. “Le regioni hanno dato tante autorizzazioni in passato. Ma adesso non si capisce perché bisogna dare impulso a queste estrazioni”.

Emiliano si interroga evidenziando che nello ‘Sblocca Italia’ (il decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”), nel quale “c’è un generico alleggerimento nel rapporto costituzionale tra Regioni e Governo”.

Secondo Emiliano la richiesta dei parlamentari pugliesi del PD di revocare il decreto autorizzativo delle trivellazioni è stato un atto di coraggio ma anche un inizio di dialogo, al termine del quale “il Governo ci deve dire qual è la sua politica energetica”.

 “Noi abbiamo già dato le nostre indicazioni sulla decarbonizzazione, sul gasdotto Tap, sulle trivellazioni, però depuriamo ancora male le acque e dobbiamo essere più credibili sul ciclo dei rifiuti” ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia che con questa autocritica ha voluto evidenziare che c’è ancora qualche problema di coerenza tra le rivendicazioni e le azioni messe in campo sul territorio.

“Nel 2012 da sindaco di Bari sentii il dovere di essere qui per una grande manifestazione No-triv. Oggi torno da presidente della Regione chiedendo al Governo quale sia la sua politica energetica e, soprattutto, chiedendo di ascoltare il nostro punto di vista. La mancanza di una strategia comune rende infatti impossibile ogni tipo di valutazione. L’Italia a livello internazionale si impegna per la riduzione del Co2, per ridurre l’estrazione di combustibili fossili, per abbassare i livelli di inquinamento che determinano il riscaldamento globale e per scongiurare rischi ambientali che potrebbero verificarsi non tra duemila ma tra cinquant’anni. Chiediamo al Governo quale risultato intende ottenere con questa spinta alle autorizzazioni a ricercare petrolio, visto che nell’Adriatico ce ne sono già molte”.

 “Ma il mio è un dramma: come fare a non mettermi in contrasto con il presidente del Consiglio dei Ministri?” ha detto Emiliano ribadendo di essere a fianco al Governo ma deciso a difendere le ragioni del territorio regionale.

Dopo gli elogi ai  No Triv  “che rappresentano l’ambientalismo intelligente”, Emiliano ha lanciato la proposta “di sfidare in modo costruttivo la Regione Puglia e il Governo a trovare una intesa sulla complessiva politica energetica in Puglia”.

“Le trivellazioni petrolifere – ha aggiunto il Governatore pugliese – sono una minaccia e non una opportunità. La ricerca di idrocarburi, inoltre, non ha senso dal punto di vista capitalistico, visto l’andamento del mercato del petrolio”.

Una stoccata, infine, alle autorizzazioni per le ricerche rilasciate a piccole società dotate di scarsa capitalizzazione. “Viene il dubbio – ha dichiarato Emiliano – che possano essere società che con queste autorizzazione ottengono credito nel circuito bancario”.

 “La Puglia è al fianco del Governo – ha ribadito Emiliano – ma abbiamo il dovere di tutelare lo spirito della Costituzione e i diritti dei cittadini”.

Telegrafico ma significativo l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che in chiusura ha voluto ricordare la questione Energas, il mega impianto di GPL che dovrebbe essere realizzato a ridosso della cittadina manfredoniana. Una struttura di enorme dimensione e pericolosità che, proprio nella città sipontina, desta preoccupazioni rilanciando quanto i deputati M5S sostengono dal 2013, ossia l’assenza di un vero piano di politica energetica nazionale. Una grave carenza, all’interno della quale può avvenire qualsiasi scempio del nostro ambiente e del territorio con grave danno per la salute dei cittadini.

 “Bisogna ricordare anche la questione dell’impianto Energas”, ha fatto notare Rosa Barone. “Ne avevo già parlato a rai tre pochi minuti prima. L’avevo rimosso dalle cose da dire”, la risposta di Emiliano.

Striscione No Triv e Energas
Striscione No Energas, No Triv Manfredonia

Raffaele Vigilante (No Triv), in chiusura ha letto il comunicato congiunto Rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Parco Nazionale del Gargano, dei Comuni della Capitanata in difesa dell’Adriatico e delle Isole Tremiti.

Onofrio Introna, ex presidente consiglio Regionale ha voluto ribadire la necessità che il Governo nazionale debba aprire un dialogo con le regioni sulle politiche energetiche del Paese.

Maria Luisa D’Ippolito, vice Presidente nazionale FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha proposto (proposta accolta, ndr) una integrazione del documento finale teso a “chiedere una moratoria per tutte le nuove autorizzazioni in attesa di un confronto sulla piattaforma programmatica e concordata sulle zone dove poter attivare le piattaforme petrolifere”.