FOGGIA. GLI ATTIVISTI 5 STELLE CONDANNANO L’ATTO VANDALICO SUBITO

L’unità dei Meetup preoccupa i manovratori della campagna elettorale di primavera

Gli attivisti 5 stelle foggiani condannano l’atto vandalico subito dalla sede del Meetup Unico di piazza Federico II.

Chi ha imbrattato le serrande del locale, che è diventato il cuore pulsante dei pentastellati del Capoluogo Dauno, non ha fatto altro che riproporre vigliaccamente temi la cui soluzione è temporaneamente sospesa ma che resta obiettivo importante per il Movimento 5 Stelle, contro le opere inutili e a favore dell’ambiente e della salute degli italiani.

Foggia. Imbrattate le serrande del Meetup 5 Stelle

E’ evidente, però, che gli autori del gesto barbaro ed infantile, in realtà, hanno voluto inviare un segnale forte e chiaro alla imminente campagna elettorale che nella prossima primavera chiamerà alle urne i foggiani per il rinnovo del Consiglio Comunale e che vedrà i pentastellati protagonisti.

E’ ovvio che l’unità di tutti gli ex Meetup preoccupa i manovratori, quelli che si apprestano ad allestire liste elettorali nel tentativo di raccogliere centinaia di candidati per frammentare il voto e sottrarre consensi alla lista 5 Stelle.

I mandanti degli imbrattatori sappiano, come d’altronde abbiamo già chiarito, che a Foggia correrà una lista 5 Stelle, da sola.

Intendiamo sostituire quella classe politica che ha fallito ogni possibile obiettivo di buona amministrazione facendo sprofondare la città nelle zone più basse delle classifiche della qualità della vita.

I cittadini del capoluogo dauno avranno una concreta possibilità di riscatto. Le premesse ci sono tutte.

Pertanto, rimandiamo al mittente le intenzioni degli imbrattatori, ai quali diciamo di stare tranquilli e di mettersi l’animo in pace perché l’impegno degli attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle è quello di portare giovani, donne e uomini ad amministrare la città di Foggia con impegno, dedizione ed entusiasmo.

                                                                                                                                                      Per il Meetup Unico

                                                                                                                                 Lo Staff Comunicazione degli attivisti M5S

FOGGIA. I PENTASTELLATI ADERISCONO A IO SONO PLASTIC FREE

I parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste in plastica

Si è tenuto stamattina, a Foggia, l’evento del Movimento 5 Stelle #IoSonoPlasticfree. Tra le strade centrali del Capoluogo Dauno, tra l’isola pedonale e la villa comunale, i parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti, hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste di plastica.

Foggia. Plastic Free

Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento del pianeta, soffocato dalla plastica, sulla cultura della riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dell’utilizzo di oggetti monouso e l’utilizzo di materiale non inquinante e pluriuso.

“150 milioni di tonnellate di plastica nei nostri oceani – ha dichiarato l’onorevole Rosa Menga – non è un semplice numero, ma un’emergenza ambientale che non è più possibile ignorare e che produce pesantissime conseguenze non solo sulle specie marine e sugli ecosistemi, ma anche sulla salute dell’uomo e sulle sue attività produttive (dal turismo alla pesca e all’acquacoltura)”.

Attivisti 5 Stelle Foggia

 

 

IL MINISTRO DEL LAVORO DI MAIO A FOGGIA, DICHIARA GUERRA AL CAPORALATO

Dal tavolo tecnico-istituzionale, al quale hanno partecipato 14 regioni, parte un cronoprogramma triennale con l’obiettivo di riportare legalità nel mondo del lavoro agricolo

Questo pomeriggio, nella Prefettura di Foggia, il tavolo tecnico-istituzionale sulla lotta al caporalato, voluto dal Ministro del Lavoro, il pentastellato Luigi Di Maio.

Hanno preso parte alla riunione anche i parlamentari pentastellati, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio e Francesca Troiano, i senatori Marco Pellegrini e il lucano Saverio De Bonis e la consigliera regionale Rosa Barone.

Si è trattato di un incontro affollato, di oltre quattro ore (un “arricchimento”, lo ha definito il leader dei 5 Stelle), al quale hanno partecipato i rappresentanti di 14 regioni italiane, le organizzazioni sindacali, i rappresentati di categoria, un vertice nazionale sul contrasto alle illegalità in agricoltura.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

Questi i capisaldi di un articolato ragionamento sviluppato dal Ministro, dopo aver ascoltato tutti gli interventi: la nomina del nuovo direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, “che farà parlare e che darà un segnale sulla direzione che prenderà l’importante Agenzia”; l’utilizzo dei Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro per le questioni rilevanti nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno (ma anche la Guardia di Finanza, che sarà determinante grazie alla convenzione con l’Ispettorato) “che non è localizzato in Puglia o Calabria ma in tutto il Paese”; aggredire l’illegalità tutelando gli imprenditori che rispettano le leggi; realizzare un cronoprogramma con verifiche triennali, con tutti gli attori regionali, sindacali, di categoria intervenuti al tavolo tecnico-istituzionale; rifinanziare e potenziare i centri per l’impiego, che dovranno funzionare facendo terra bruciata intorno al sistema di reclutamento illegale in agricoltura (la gran parte di chi cerca lavoro in Italia dovrà rivolgersi ai centri per l’impiego”, ha detto in proposito Di Maio); realizzare un sistema dei trasporti locali in grado di sottrarre i braccianti al ricatto delle organizzazioni malavitose, aiutandoli a raggiungere il posto di lavoro (Mi ha colpito molto un assessore, durante i lavori del tavolo tecnico-istituzionale, che ha affermato che il caporale è uno che chiavi in mano ti dà trasporto e lavoro e in poche ore ti porta sul luogo di lavoro e ti riporta indietro”); far emergere le aziende sane rendendo trasparenti i loro comportamenti, nello stesso tempo tutelandole e aiutandole a smarcarsi dal sistema criminale dal quale dobbiamo proteggerle; porre fine alla “gelosia dei dati” tra Enti e Istituzioni per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Ma deve essere una operazione al termine della quale il paziente deve sopravvivere.

Per questo occorre porre grande attenzione alla formazione del prezzo dei prodotti agricoli, altrimenti le nostre aziende corrono il rischio di non riuscire a stare sul mercato.

Guerra, quindi anche agli accordi scellerati come il Ceta ‘Comprehensive Economic and Trade Agreement’, tradotto ‘Accordo economico e commerciale globale’, un trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea da ratificare da parte dei singoli stati UE, che penalizzerebbe ulteriormente i nostri agricoltori.

Attenzione anche al modus operandi per un piano di sgomberi degli agglomerati nei quali si sono organizzati i braccianti irregolari. Dovrà essere fatto senza creare disordini. Accetterò i consigli delle istituzioni”, ha dichiarato in proposito Di Maio.

Intanto “La legge sul caporalato c’è e va fatta funzionare”, ha aggiunto il Ministro che in proposito ha concluso dicendo “cominciamo ad applicarla bene prima di partorire altre norme”.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

FOGGIA, RIONE PANTANELLA. GLI ATTIVISTI 5 STELLE PER IL RIPRISTINO DELL’AREA FITNESS

Ieri sera i cittadini hanno organizzato un presidio per accendere un faro sul degrado della zona, frequentata da tantissime famiglie

“La Foggia che vogliamo” aveva titolato così, un anno fa, una sua dichiarazione il Primo Cittadino in occasione dell’inaugurazione dell’area fitness all’aperto di via Mons. Cavotta, al rione Pantanella, un modo alternativo per fruire gli spazi verdi.

Si tratta di un’area dedicata allo sport, dotata di 12 attrezzi, funi per arrampicata, piani inclinati, pedane per il salto, spalliere, parallele, tutti regolarmente vandalizzati e resi inservibili dai soliti balordi che agiscono indisturbati. Continua a mancare il controllo del territorio urbano da parte del Comune di Foggia.

Ieri sera gli attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle, hanno organizzato un presidio al quale hanno partecipato i residenti della zona. Tantissime le famiglie che ogni sera animano il parco.E la rabbia dei cittadini, stufi di dover registrare un altro fallimento dell’Amministrazione Comunale, non si è fatta attendere.

Singolare la coincidenza che nell’imminenza della manifestazione, programmata pubblicamente attraverso i social network, il Comune abbia provveduto a pulire l’area dai rifiuti e tagliare il manto erboso. Un altro effetto benefico a riprova che quando i cittadini attivi si muovono si possono ottenere risultati.

Curioso anche il fatto che parte dei materiali (soprattutto assi e componenti in legno) divelti dagli attrezzi restino nelle vicinanze del parco in attesa che si decidano interventi di ripristino della funzionalità degli strumenti per gli esercizi fisici, tutti inagibili e pericolosi nelle condizioni in cui sono ridotti.

“Vogliamo accendere un faro sul degrado della intera città di Foggia e di questa bellissima area attrezzata ma anche sull’ambiente che lo ospita, caratterizzato da alberi privi di manutenzione e sicurezza e strade divenute impraticabili”, dicono gli attivisti 5 Stelle accompagnati, per l’occasione, dalla consigliera regionale Rosa Barone.

La Consigliera Regionale 5 Stelle Rosa Barone intervistata

Le strade e il parcheggio che costeggiano e delimitano il parco sono fortemente degradate, pericolose per chi le percorre in auto, sulle due ruote e anche a piedi.

“In un ambiente così degradato i balordi agiscono indisturbati, favoriti dalla scarsa presenza di cittadini che, ormai, evitano di frequentare il luogo nelle ore della tarda serata”, ci hanno detto nell’occasione i residenti.

Tutti i parchi pubblici sono presidiati da guardie giurate ma sappiamo benissimo che la vigilanza ha un costo che, in questo momento, il Comune di Foggia non può sostenere.

Non basta il senso civico dei cittadini per salvaguardare i nostri parchi cittadini. Occorre vigilanza e una buona illuminazione con punti luce posizionati su piloni alti e non raggiungibili dai vandali.

Se non possiamo più permetterci di sprecare risorse pubbliche e la sorveglianza, allora bisogna cercare nuove strade. Per esempio organizzando e favorendo l’attività di vigilanza dei residenti, pronti a fare la propria parte.

“Bisogna favorire le segnalazioni dei cittadini – dicono gli attivisti 5 Stelle – alle quali deve corrispondere un pronto intervento della Polizia Municipale, quando richiesto dalle circostanze”.

FOGGIA E LE SUE RADIO LIBERE DEGLI ANNI ‘70

Ieri sera si sono incontrati gli artefici della storia dell’emittenza radiofonica in Capitanata. Appassionati gli interventi di Michele Campanaro e Maurizio De Tullio. Tante le testimonianze

Rivissute, ieri sera, nell’ambito del ciclo di conferenze di storia locale (curatore è Vito Cristino, responsabile della sezione ‘Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale ‘La Magna Capitana’ di Foggia), le vicende delle prime radio private foggiane (“libere” dicevano orgogliosamente all’epoca), nate nel 1976, anno in cui si sanciva che la Rai non dovesse più avere il monopolio dell’etere.

C’era una volta la radio privata. Conversazioni sull’emittenza foggiana, questo il tema sviluppato dal giornalista di Deliceto, trapiantato a Foggia, Michele Campanaro, con la collaborazione del brasiliano adottato dal Capoluogo dauno, Maurizio De Tullio, che all’interno della Biblioteca si occupa de ‘La Meravigliosa Capitanata’, archivio di informazioni dedicato ai personaggi e alla storia del territorio provinciale. Molto interessanti le esperienze maturate all’interno delle radio con le quali Campanaro e De Tullio collaborarono, raccontate con passione dai due animatori della conferenza.

Da sx Vito Cristino, Michele Campanaro, Maurizio De Tullio

Erano anni di grande inquietudine culturale e sociale. Il fermento, molto vivo nella città di Foggia, dava vita a tante iniziative. Sport,  musica, intrattenimento, informazione, politica, cambiavano pagina e si esprimevano con un nuovo entusiasmo.

Negli anni ’60 – ’70 nacquero una miriade di testate giornalistiche. Gaetano Matrella dirigeva la rivista ‘Risveglio’, Matteo Vigilante ‘Il progresso dauno’, Carlo Mitoli una testata socialista. Poi c’erano ‘Il gazzettino dauno’,  ‘Cronache daune’ di Michele Abbatescianni, ‘Sud Express’ di Peppino Garofalo, ‘Il sole del Mezzogiorno’ di Salvatore De Angelis, ‘Il corriere delle Puglie’, ‘Ogni giorno Sport’ di Luca Cicolella, ‘Daunia Sport’, creatura di Tatarella.

L’era delle radio locali che trasmettevano in FM ‘Modulazione di Frequenza’ (mentre Rai e Radio Montecarlo in AM ‘Modulazione di Ampiezza’) veniva favorita da una storica sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, apriva all’assalto dell’etere. Nel giro di pochi mesi sorgevano a Foggia ben cinque emittenti. ‘Radio Luna’, ‘Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in ‘Radio Centrale’, ‘Radio Foggia 101’, ‘Radio Foggia Sud’.

La prima emittente foggiana fu ‘Radio Luna’. Nacque nel marzo 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano. Poi, con la successiva gestione, avviata nel settembre 1979, cambiò numerose sedi. Il trasmettitore era stato prelevato da un vecchio carro armato della seconda Guerra Mondiale.

Tra i suoi artefici più noti, il cantante Ninni Maina e il Direttore artistico, Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito autore e collaboratore, negli anni Ottanta, di alcune popolarissime trasmissioni Rai di Renzo Arbore, che ripresero diverse gag e idee proprio dallo staff dell’emittente radio.

Da ricordare il giovane disc jockey, Enzo Mottola, che al mattino salutava così: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”

Il 2 maggio 1976 trasmise la prima radiocronaca, che vedeva il Foggia protagonista, fatta da Antonio Troisi.

Bello il ricordo dell’appello realizzato in occasione del terremoto del Friuli. I foggiani raccolsero davanti al Teatro ‘Giordano’ una montagna di indumenti e cose utili da portare in soccorso delle sfortunate popolazioni colpite dal sisma.

La proprietà dell’emittente, la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, garantiva un’ottima programmazione, non solo musicale.

Durante le ore notturne andava in onda una giovanissima ragazza ungherese dall’evidente accento straniero, Ilona Staller, poi più nota come ‘Cicciolina’. Da Roma, le sue trasmissioni radiofoniche notturne agitavano gli animi dei giovani foggiani che, convinti che il suo programma fosse diffuso dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del fabbricato in attesa di poterla incontrare, fino al punto da creare problemi di ordine pubblico.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Radio Luna

La nuova gestione di ‘Teleradio Luna’ (nuova denominazione che successivamente lasciò il posto a ‘Radio Luna del Gargano’) cominciò nell’estate del 1979 sotto forma di cooperativa. Tra i suoi animatori, solo per citarne alcuni, i giovani Tonio Sepa, Mario De Vivo, Piero Paciello, Michele Carelli, Maurizio De Tullio, che si occupa dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, “Radio Città” e il settimanale di satira spinta “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera).

Tonio Sepa

“‘Radio Luna’ – racconta Maurizio De Tullio – rappresentò la colonna sonora di una intera generazione, attraverso una produzione musicale scelta e di qualità, con grande attenzione agli eventi che seguivamo e organizzavamo (come il concerto di Pino Daniele nel 1981 allo stadio ‘Zaccheria’, seguito subito dopo da quello dei Pooh)”.

L’esperienza di ‘Radio Luna’ si concluse con la chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984.

Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione, poi denominata ‘Radio Centrale’, dove mosse i primi passi il popolare Pino Campagna, che all’epoca preferiva farsi chiamare Josef. ‘Radio Foggia Sud’ ebbe sede in Via Matteotti. Nel 1977 nacque la radio di Telefoggia.

‘Radio Foggia 101’ era di proprietà di un ragioniere e giornalista cerignolano, Matteo Tatarella, fratello di Pinuccio (anche lui giornalista ma più noto come politico di spicco.

La redazione era inizialmente ospitata a Foggia in un piccolo pianterreno di Viale G. Di Vittorio, 115, la radio, invece, aveva gli studi in Via Matteotti.

Le sue trasmissioni ebbero inizio il 1° maggio 1976 con Pino Cotrufo, gran musicista e conduttore. Il radiogiornale – il primo andato in onda in una emittente privata foggiana – era condotto con voce professionale da Gino Caiafa. Tra i redattori, citiamo Michele Campanaro, Gino Scauzillo e il compianto Enzo Ciampi.

Gino Caiafa nella foto d’epoca

Uno dei programmi di successo, “Ore 12”, condotto da Maurizio De Tullio (programma che propose al pubblico radiofonico foggiano anche quando approdò a Teleradioerre), andava in onda da mezzogiorno alle 13.00, ebbe il merito di mettere a contatto i cittadini, con le loro denunce, “sbattendo” in diretta telefonica i responsabili della Cosa Pubblica nel momento in cui i cittadini li chiamavano in causa per le loro responsabilità e competenze, talvolta mandando  in onda le risposte dei pubblici amministratori  a loro insaputa.

La Rai produsse un format simile solo 20 anni dopo con Oliviero Beha e Emanuela Falcetti.

Le altre radio mandavano in onda solo musica, dediche a richiesta, sport e argomenti di minore impatto e importanza.

Ma Radio Foggia 101 si caratterizzò anche per il calcio, con un grande radiocronista: Michele Chiariello.

Singolare la testimonianza audio dell’epoca, relativa a una versione comica di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, mandata in onda da ‘Radio Foggia 101’. Così come quella di ‘Giallo quiz’, che “andava a scopiazzare la Settimana Enigmistica.

Simpatico il ricordo della pubblicità che aveva come slogan “Ogni pollo ha la sua storia, dipende da quello che mangia” , che all’epoca furoreggiò.

Infine ‘Teleradioerre’, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, inizialmente operò nella sola versione radiofonica, successivamente dal 1977 divenne anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda in bianco e nero,  storica concorrente di ‘Telefoggia’, la prima emittente televisiva di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.

Curioso il fatto che per le trasmissioni musicali il conduttore portasse con se i brani registrati dai propri dischi in vinile.

In sala, presenti alla conferenza molti degli attori radiofonici di quel periodo. Tra i tanti, Davide Leccese e Gino Caiafa (Radio 101 e Teleradioerre); Pio D’Orta, Tonio Sereno e Gabriele Arminio (Teleradioerre); Mimmo Voto (Radio Foggia Sud), Michele Chiariello, Gino Scauzillo e Aurelio Miraglia (Radio Foggia 101); Marcello Cavallo e Angelo Castelluccio (Radio Luna); Tonio Sepa, Gabriele e Nicola Palazzo (Teleradioerre e Telefoggia radio); Edmondo Di Loreto (Radio Luna e Telefoggia Radio); Leandro Cimaduomo (Canale 93), Geppe Inserra, Carmine Pecorella e tanti altri protagonisti di quel memorabile pezzo di storia foggiana.

FOGGIA. I MEETUP PER LA SICUREZZA DELLE STRADE CITTADINE

‘FoVea’, ‘I grilli di Foggia’, ‘Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ per l’adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’. Intanto avviano monitoraggio e segnalazioni delle criticità

Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia
Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia

L’Associazione ‘Il Portavoce’, i meetup ‘I grilli di Foggia’, ‘FoVea’, Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ hanno avviato una serie di attività connesse alla proposta di adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’, inviata nei giorni scorsi al Sindaco di Foggia.

Le premesse sono collegate allo stato di degrado e la grave assenza di sicurezza e igiene in cui versano le strade del Capoluogo dauno e partono dal presupposto che una alleanza tra cittadini e Istituzioni può determinare un positivo effetto sinergico.

Questo il contenuto della proposta consegnata al Primo Cittadino.

“Il decoro di una città complessa come Foggia, dipende anche dalla civiltà di chi ci vive, oltre che dalla gestione della Cosa Pubblica. Se si riuscisse a mettere in sinergia le attenzioni e la collaborazione dei cittadini con gli strumenti della Amministrazione che Lei presiede, si potrebbe porre rimedio ai problemi del territorio urbano, che compromettono il decoro delle nostre strade, piazze e spazi pubblici, con interventi tempestivi ed efficaci.

Sul territorio comunale si registrano ogni giorno discariche abusive, strade in condizioni di dissesto con buche dannose e pericolose per gli automobilisti, aree verdi lasciate all’incuria, danni causati da atti di vandalismo, segnaletica stradale e illuminazione latente o priva di manutenzione, affissioni abusive e quant’altro. Si tratta di situazioni, giornalmente sotto gli occhi di tutti, talmente radicate che non solo ci abbiamo fatto l’abitudine ma che hanno causato anche un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la Cosa Pubblica.

Ma il sentimento di sfiducia può lasciare spazio a una sana reazione popolare e un rigurgito di orgoglio, specie se accompagnati da una iniziativa del Comune di Foggia.

Segnalare significa partecipare. E il comune di Foggia può chiedere ai suoi amministrati di rendersi parte attiva per fornire informazioni puntuali sulle criticità del territorio urbano.
Oggi è possibile utilizzare un canale diretto con la Pubblica Amministrazione attraverso il social network denominato ‘Decoro Urbano’.

E’ un servizio che vanta la collaborazione dell’AGICOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) e che trova applicazione gratuitamente per i cittadini e per la Pubblica Amministrazione.
Gli strumenti per il servizio si possono trovare all’indirizzo internet decorourbano.org, che ha il suo punto di forza in una applicazione per smartphone trasparente, open data ed open source. Funziona in maniera molto semplice: si vede qualcosa che non va, la si fotografa e si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. Occorre solo essere registrati al sito www.decorourbano.org.
Attualmente si possono inviare segnalazioni su: rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo, incuria, segnaletica e affissioni abusive; prossimamente sarà possibile fare segnalazioni anche su randagismo, barriere architettoniche ed inquinamento acustico.

La segnalazione, dopo una veloce moderazione, verrà pubblicata su Decoro Urbano e rappresentata su una mappa del territorio, con possibilità di tracciare lo stato di attuazione dei lavori.
Il social network www.decorourbano.org, la cui adesione è gratuita sia per il cittadino che per il Comune, è uno strumento di partecipazione che consente di creare una mappa interattiva delle segnalazioni che il Comune può gestire tramite un pannello di controllo attraverso il quale potrà comunicare lo status della segnalazione, che sarà visualizzata come ‘in attesa’, ‘in carico’ e ‘risolta’, cioè fino all’avvenuta risoluzione del problema. 

Con ‘Decoro Urbano’, al momento, è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie: rifiuti (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.);vandalismo / incuria (panchine rotte, graffiti);  dissesto stradale (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore); zone verdi (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni); segnaletica (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante); affissioni abusive (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione).

I possessori di smartphone potranno ricercare tra le App ‘We Du’ per aderire al network e cominciare da subito a fare la propria segnalazione. Il meccanismo studiato crea un circolo virtuoso, si autoalimenta e, oltre a facilitare gli interventi gestendo le segnalazioni in modo informatizzato, ha un impatto positivo anche sull’educazione civica, responsabilizzando i cittadini. 

Considerando che si tratta di un servizio a costo ZERO, con la presente si chiede, pertanto, al Comune di Foggia di aderire al servizio ‘Decoro Urbano’ (www.decorourbano.org) contattando i riferimenti sul portale web ad esso dedicato e attivando la procedura per rendere Foggia un Comune sul sito internet segnalato.”

In attesa di risposta gli attivisti, che si ispirano al Movimento 5 Stelle, hanno aperto una pagina Facebook, denominata ‘Decoro Urbano – Foggia’ con la quale intendono raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Le più significative e quelle che mettono in evidenza gravi criticità saranno girate al Comune di Foggia con comunicazioni di posta elettronica certificata.

Lo scopo è quello di fare fiato sul collo dell’Amministrazione Comunale, consentendo la partecipazione dei cittadini e creando il presupposto affinché gli uffici municipali non potranno mai dire di non saperne niente. I cittadini avranno una sponda, uno strumento per eventuali azioni legali in caso di danni subiti a cose e persone a causa dello stato di degrado delle nostre strade (e non solo).
Non dimentichiamo che il parco macchine dei cittadini foggiani subisce continuamente danni, che si scaricano sui bilanci delle famiglie foggiane, a causa delle gravi condizioni in cui versa la viabilità; gli utenti più indifesi, i pedoni, continuano, da anni, a non essere assistiti da una corretta segnaletica che, spesso assente (specie le strisce pedonali), determina situazioni di grave rischio per l’incolumità personale; l’assenza di illuminazione lascia al buio ampi tratti di strada, creando vere e proprie zone di pericolo che, potenzialmente, possono favorire aggressioni e incidenti stradali; la mancanza di manutenzione degli alberi crea gravi problemi sia dall’alto, con il pericolo di cadute dei rami, che dal basso, con la deformazione del manto stradale; i circa 20.000 pali della luce della città di Foggia hanno bisogno di revisione e controlli perché numerosi sono quelli in condizioni di precaria stabilità, quindi potenzialmente pericolosi (nel recente passato sono numerosi i casi di cadute).

Gli attivisti dei Meetup segnaleranno tutte le criticità. L’Amministrazione Comunale è avvisata.

QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.

L’ESITO REFERENDARIO, L’EREDITA’ DEL RENZUSCONISMO E L’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

di Nunzio Lops

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico, secondo il quale il ‘No’ ha trionfato ma non troppo

Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell'Interno)
Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell’Interno)

La Carta Costituzionale ha retto l’urto dei suoi detrattori e la democrazia è ancora salva, anche se ammaccata. Hanno vinto i cittadini che hanno potuto ragionare con la propria testa, quelli che si sono informati, che non hanno ceduto agli slogan di partito, che hanno valutato con senso critico tutte le informazioni ricevute e che, infine, hanno catalogato come falsità la propaganda di regime.

Il popolo italiano ha ribadito, partecipando al voto, la propria sovranità. Ma ha rischiato davvero un salto nel buio, quello di non lontana memoria, con un solo uomo al comando.

Applicare la Costituzione, è questa la strada maestra. Ma per qualcuno è scomodo sottostare alle regole democratiche, alla volontà popolare, alle decisioni equilibrate e prese nell’interesse dei cittadini.

Ora bisogna resettare il sistema. Come? Con nuove elezioni. Auspicabili ma al momento difficilmente realizzabili, almeno finché gli eletti in Parlamento, di nuova nomina, non matureranno il diritto al vitalizio (una vera e propria droga istituzionale, senza la quale il sistema dei partiti non reggerebbe).

Le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri potrebbero essere un primo passo. Ma è difficile resettare questo sistema di governo concepito, utilizzato e abusato da Renzi, Boschi, Verdini e da tutti i protagonisti del governo e del sottogoverno, quelli regionali, dei comuni, degli enti e dei boiardi di Stato, di marca Pd come di Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d’Italia e di tutte le sigle di partito che si sono alternate nell’appoggiare i governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni, comprese forze sociali come i sindacati Cgil, Cisl e Uil e altre sigle minori.

D’altronde, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un Paese in macerie, con un debito pubblico spaventoso. Un Paese nel quale la compravendita dei voti è stata sdoganata come pratica corrente, nel quale banche e petrolieri dettano l’agenda del governo di turno. Un Paese in balia degli speculatori internazionali, che agiscono imponendo le scelte strategiche su tutto quanto fa business. Un Paese che dismette e delocalizza le attività industriali (tenendo, invece, in vita quelle che avvelenano l’acqua, l’aria, la terra), depotenzia il sistema-Giustizia, depaupera il sistema della Formazione e della Ricerca, disincentiva le famiglie creando un grave scompenso demografico, affama i pensionati, non riesce a creare posti di lavoro perché continua a sprecare invece di concentrare le risorse in attività produttive e veramente capaci di rilanciare l’economia, toglie il futuro alle giovani generazioni.

Ecco cosa ci lasciano Renzi, Boschi e Verdini, Monti e Fornero, Berlusconi e Bossi (con Meloni e Salvini).

Allora non ci resta che una speranza, rappresentata dai ragazzi che animano il Movimento 5 Stelle. Per impedire che si possa consumare l’ultimo atto del patto scellerato rappresentato dal renzusconesimo, occorre andare a nuove elezioni.

Abbiamo una  brutta legge elettorale, l’Italicum, per la quale Renzi ha preteso e ottenuto la fiducia. E’ da quella che bisogna partire. Ma bisogna fare presto, altrimenti avremo un nuovo governo tecnico che andrà a sostituire quello attuale, illegittimo perché nominato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una continuità da scongiurare, in nome del popolo italiano.

“Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”, dice Beppe Grillo, che rilancia: “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile”.

In questa campagna referendaria il MoVimento 5 Stelle, con i suoi portavoce e i suoi attivisti si è mobilitato in tutta Italia per informare i cittadini. E continuerà a farlo attraverso il contatto diretto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

I tempi sono maturi per una rinascita. La politica italiana può ancora essere sconvolta. Questa volta in positivo, con una grande partecipazione popolare. Saranno i cittadini, infatti, a costruire il programma e la squadra di governo targati 5 Stelle. Dalla prossima settimana gli iscritti al Movimento li voteranno online. E nessuno potrà impedirlo.

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico secondo il quale, almeno da questo punto di vista, il ‘No’ ha trionfato ma non troppo.

In realtà Renzi paga la scelta di aver personalizzato il referendum, trasformandolo in un giudizio sull’operato del suo governo, non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud, non solo per la scelta di personalizzare la consultazione ma soprattutto per non aver mai mantenuto le promesse dei suoi roboanti annunci e per essersi piegato (e aver piegato il Paese) alle pretese delle lobby delle banche, dei petrolieri, dei mercati, della finanza, dell’Europa dei nazionalismi forti.

SERATA CON MARCO TRAVAGLIO E ‘IL PORTAVOCE’

Ultimo giorno per dire NO alle modifiche costituzionali  della riforma Boschi

Domani, 2 dicembre, nel Meetup de ‘Il Portavoce’ di via Dogali 3/B a Foggia, sarà possibile guardare insieme lo spettacolo in diretta dal Teatro ‘Italia’ di Roma.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale per il NO, il Fatto Quotidiano trasmetterà in diretta l’intervento di Marco Travaglio. Al centro dell’evento la Boschi. Sarà una vera e propria festa, per sollecitare i cittadini a una profonda riflessione, all’insegna dello slogan “La Costituzione è NOstra”. Tra gli ospiti della serata: Anna Falcone, Sabrina Ferilli, Ficarra e Picone, Carlo Freccero, Peter Gomez, Monica Guerritore, J-Ax, Maurizio Landini, Ivano Marescotti, Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Antonio Padellaro, Piero Pelù, Giorgia Salari, Andrea Scanzi, Amalia Signorelli, Bebo Storti, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti,Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Borgonzoni, Dado, la Sora Cesira, la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Claudio Gioè e altri ospiti a sorpresa.

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FOGGIA. ‘IL PORTAVOCE’ RACCOGLIE FIRME PER LA DIA

Tanti gli attivisti che sostengono l’istituzione della Direzione Investigativa Antimafia

la presentazione del progetto di raccolta firme in Capitanata, per chiedere l’istituzione, presso la Procura del Tribunale di Foggia, di una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia.

Mafiafritta. Firma anche tu
Mafiafritta. Firma anche tu

Si è partiti da quel comune il cui Consiglio risulta oggi sciolto per infiltrazioni mafiose.

Capofila del progetto l’Associazione Populus, il gruppo di cittadini e attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle che fanno capo a Dauniattiva e l’Associazione ‘Il Portavoce’.

Il progetto prevede, durante l’arco di tre mesi, una costante attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta firme sull’intero territorio della Daunia, per il coinvolgimento delle cittadinanze sul problema “mafia” in Capitanata e sulle possibili soluzioni, tra le quali sicuramente figura uno strumento operativo specifico di indagine sui delitti e sull’attività mafiosa, qual è una sezione operativa distaccata della Direzione investigativa antimafia della quale pertanto si chiede l’istituzione a Foggia.

Il progetto si articola su più livelli, uno istituzionale, che vede e vuole coinvolte tutte le realtà, sia pubbliche che private, che combattono i sistemi mafiosi (Enti, Associazioni e quanto altro), quello della raccolta firme, con l’ausilio di gazebo, punti di ascolto e incontri di sensibilizzazione e quello conclusivo di Foggia, durante il quale ci sarà la consegna pubblica da parte dei promotori dell’iniziativa ai membri delle prime Commissioni Parlamentari di Camera e Senato, delle firme raccolte nel corso delle attività sul territorio dauno, perché possano spenderle per richiedere a gran voce al Ministero dell’interno, quale unico organo competente in materia, l’istituzione a Foggia di una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia di Bari.

Il gazebo del Meetup e dell'Associazione 'Il Portavoce'
Il gazebo del Meetup e dell’Associazione ‘Il Portavoce’

I prossimi gazebo per la raccolta firme a Foggia sono programmati dall’11.12.2016 al 17.12.2016, dalle ore 18.00 alle 21.00, nell’isola pedonale del Capoluogo Dauno, corso Vittorio Emanuele.