Comunali 2019. Per gli attivisti foggiani il ballottaggio, occasione di discontinuità e necessaria alternanza

Gli attivisti storici riuniti in assemblea, cittadini che si ispirano al M5S, ritengono sia opportuno fare una analisi dei risultati elettorali del 26 maggio scorso.

Preliminarmente rileviamo che se avessimo candidato tutti gli attivisti che i cittadini hanno conosciuto in questi ultimi 5-7 anni il risultato sarebbe stato diverso e, probabilmente, il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto misurarsi al ballottaggio. I cittadini ci hanno conosciuti nelle piazze, nelle strade, sotto i gazebo ma nella lista voluta dai portavoce hanno trovato candidati sconosciuti o conosciuti per le diverse frequentazioni.

In un territorio in cui non è stato possibile ricorrere ad escamotage per raggiungere consensi e in cui c’era il concreto bisogno di attivarsi e spendersi per far capire ai foggiani che il Movimento c’è e che può fare la differenza, sono emerse, invece, le catastrofiche lacune e dilettantistiche scelte dei candidati e dell’entourage predisposto ad hoc per l’occasione. I parlamentari, la consigliera regionale, l’assistente della consigliera regionale (oggi parlamentare europeo) hanno dimostrato a tutti il proprio vero valore senza portare alcun risultato per il territorio della città di Foggia.

Le elezioni comunali hanno evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che quella presentata non era una lista che rispecchiava il M5S e che la cittadinanza ne aveva preso atto.

Dopo il ballottaggio ci saranno dei consiglieri, perfetti sconosciuti all’attivismo foggiano, che entreranno nel Palazzo di Città e che dovranno provare ad ostacolare un sistema marcio e incancrenito.

Il nostro auspicio è che, almeno questi consiglieri (non il candidato sindaco), intraprendano la strada dell’ascolto della cittadinanza, della collaborazione attiva con il territorio con tutti i principi del M5S sui quali noi attivisti abbiamo fondato il nostro impegno.

Cinque anni fa l’esperienza Landella, di centrodestra, partiva già con il piede sbagliato, dovendo fare affidamento sull’appoggio di candidati di centrosinistra e trovandosi ben presto contro proprio i suoi compagni di partito. La consiliatura nasceva, quindi, con i soliti inciuci trasformistici.

Durante la consiliatura l’uomo più fidato, Giuseppe Mainiero, subì un atto intimidatorio insieme all’assessore al bilancio Sergio Lombardi. Quest’ultimo, dimessosi fu assunto dopo pochi mesi come tecnico dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle.

Tra tagli di nastri, defenestramenti ed elezioni politiche il Sindaco è stato molto impegnato a “fare politica”, invece di occuparsi dei problemi della città.

Così, invece di occuparsi dei cittadini ha fatto scivolare Foggia, stabilmente, agli ultimi posti delle classifiche della qualità della vita e dei servizi.

La raccolta differenziata dei rifiuti non ha mai visto la luce; il verde cittadino è stato abbandonato; il Piano Sociale di Zona non è più vicino alle reali esigenze del territorio; il trasporto pubblico è inefficiente e la viabilità praticamente da città in guerra; un risanamento del bilancio che, pur portandoci fuori (probabilmente) dalle condizioni di predissesto deve fare i conti con tante spese inutili (i soldi spesi per rifare parte della già bella zona pedonale ne sono la testimonianza più costosa); un buon passo avanti fu fatto, su nostra sollecitazione (il nostro fiato sul collo), riguardo ai tagli al costo della politica ma evidentemente insufficiente, considerando il costo ancora esorbitante derivante dal funzionamento delle Commissioni Consiliari Permanenti (Il TUEL, Testo unico degli Enti Locali, non prevede un compenso mensile dei Consiglieri Comunali ma solo un gettone di presenza. Ma il sistema creato 30 anni fa non è stato mai smontato); infine i quartieri, lasciati al loro destino invece di avviare con i cittadini uno scambio sinergico utile a migliorarne la vivibilità. Davvero esilarante la garitta militare sul viale della Stazione, così come è curioso che il Sindaco abbia sottoscritto il Manifesto dell’associazione Amici del Viale Foggia che, tra l’altro comprende gran parte dei punti delle proposte, da noi inviate con posta elettronica certificata, alla quale il Sindaco non ha mai dato riscontro.

Gli attivisti, che per tanti anni si sono riferiti sempre al Movimento 5 Stelle, per i motivi suesposti non possono appoggiare il Sindaco uscente né possono mai allinearsi al pensiero unico che drammaticamente viene da alcuni portavoce 5 Stelle che hanno dichiarato “Né con Landella né con cavaliere, facce della stessa medaglia”, un modo pilatesco e gattopardiano per lasciare le cose come stanno.

Il ballottaggio costituisce, invece, l’occasione per creare discontinuità ed operare quell’alternanza che, mai come oggi, si rende necessaria per condurre la città fuori dal baratro in cui è caduta.

L’appoggio, quindi, al candidato alternativo al sindaco uscente è una necessità alla quale non possiamo sottrarci.

Ai nuovi padroni del Movimento diciamo che la libertà, soprattutto quella intellettuale, e il diritto di critica non hanno prezzo.

FOGGIA CALCIO. I PORTAVOCE 5 STELLE FOGGIANI PER UN EQUO PROCESSO SPORTIVO

No alle “pene esemplari” auspicate dal Procuratore Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio

In merito al processo sportivo in corso davanti al Tribunale Federale Nazionale della F.I.G.C., che ha visto la Procura Federale richiedere la retrocessione del ‘Foggia Calcio 1920’ all’ultimo posto del campionato 2017/18 di serie “B”, con la conseguente retrocessione in serie “C” nella stagione 2018/19, i portavoce del M5S Rosa Barone (Consiglio Regionale Puglia), i deputati Marialuisa Faro, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio e Rosa Menga e i senatori, Gisella Naturale e Marco Pellegrini dichiarano:

<<Ci aspettiamo che alla società Foggia Calcio 1920 venga comminata, dal Tribunale Federale Nazionale, una pena commisurata agli illeciti eventualmente commessi ed accertati, una pena afflittiva calcolata secondo il Codice di Giustizia Sportiva, che tenga anche conto della pluridecennale giurisprudenza e del buon senso.

Rimaniamo, di contro, perplessi nel leggere alcune dichiarazioni del Procuratore Federale che ha auspicato “pene esemplari” per il Foggia Calcio, atteso che le pene devono sempre essere informate a criteri di equità e di logica, anche quando riguardano società calcistiche non di prima fascia, non seguite da milioni di tifosi.

La Giustizia, sia essa ordinaria o sportiva, è forte e credibile quando applica con fermezza esemplare le sue regole, non quando vuole essere “esemplare”.

Auspichiamo, anzi, siamo certi, che il Tribunale Federale e eventualmente la Corte d’Appello Federale e, se occorrerà, il Collegio di Garanzia del Coni, applichino i regolamenti e vogliano giudicare con la massima serenità e imparzialità>>.