FOGGIA E LE SUE RADIO LIBERE DEGLI ANNI ‘70

Ieri sera si sono incontrati gli artefici della storia dell’emittenza radiofonica in Capitanata. Appassionati gli interventi di Michele Campanaro e Maurizio De Tullio. Tante le testimonianze

Rivissute, ieri sera, nell’ambito del ciclo di conferenze di storia locale (curatore è Vito Cristino, responsabile della sezione ‘Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale ‘La Magna Capitana’ di Foggia), le vicende delle prime radio private foggiane (“libere” dicevano orgogliosamente all’epoca), nate nel 1976, anno in cui si sanciva che la Rai non dovesse più avere il monopolio dell’etere.

C’era una volta la radio privata. Conversazioni sull’emittenza foggiana, questo il tema sviluppato dal giornalista di Deliceto, trapiantato a Foggia, Michele Campanaro, con la collaborazione del brasiliano adottato dal Capoluogo dauno, Maurizio De Tullio, che all’interno della Biblioteca si occupa de ‘La Meravigliosa Capitanata’, archivio di informazioni dedicato ai personaggi e alla storia del territorio provinciale. Molto interessanti le esperienze maturate all’interno delle radio con le quali Campanaro e De Tullio collaborarono, raccontate con passione dai due animatori della conferenza.

Da sx Vito Cristino, Michele Campanaro, Maurizio De Tullio

Erano anni di grande inquietudine culturale e sociale. Il fermento, molto vivo nella città di Foggia, dava vita a tante iniziative. Sport,  musica, intrattenimento, informazione, politica, cambiavano pagina e si esprimevano con un nuovo entusiasmo.

Negli anni ’60 – ’70 nacquero una miriade di testate giornalistiche. Gaetano Matrella dirigeva la rivista ‘Risveglio’, Matteo Vigilante ‘Il progresso dauno’, Carlo Mitoli una testata socialista. Poi c’erano ‘Il gazzettino dauno’,  ‘Cronache daune’ di Michele Abbatescianni, ‘Sud Express’ di Peppino Garofalo, ‘Il sole del Mezzogiorno’ di Salvatore De Angelis, ‘Il corriere delle Puglie’, ‘Ogni giorno Sport’ di Luca Cicolella, ‘Daunia Sport’, creatura di Tatarella.

L’era delle radio locali che trasmettevano in FM ‘Modulazione di Frequenza’ (mentre Rai e Radio Montecarlo in AM ‘Modulazione di Ampiezza’) veniva favorita da una storica sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, apriva all’assalto dell’etere. Nel giro di pochi mesi sorgevano a Foggia ben cinque emittenti. ‘Radio Luna’, ‘Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in ‘Radio Centrale’, ‘Radio Foggia 101’, ‘Radio Foggia Sud’.

La prima emittente foggiana fu ‘Radio Luna’. Nacque nel marzo 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano. Poi, con la successiva gestione, avviata nel settembre 1979, cambiò numerose sedi. Il trasmettitore era stato prelevato da un vecchio carro armato della seconda Guerra Mondiale.

Tra i suoi artefici più noti, il cantante Ninni Maina e il Direttore artistico, Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito autore e collaboratore, negli anni Ottanta, di alcune popolarissime trasmissioni Rai di Renzo Arbore, che ripresero diverse gag e idee proprio dallo staff dell’emittente radio.

Da ricordare il giovane disc jockey, Enzo Mottola, che al mattino salutava così: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”

Il 2 maggio 1976 trasmise la prima radiocronaca, che vedeva il Foggia protagonista, fatta da Antonio Troisi.

Bello il ricordo dell’appello realizzato in occasione del terremoto del Friuli. I foggiani raccolsero davanti al Teatro ‘Giordano’ una montagna di indumenti e cose utili da portare in soccorso delle sfortunate popolazioni colpite dal sisma.

La proprietà dell’emittente, la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, garantiva un’ottima programmazione, non solo musicale.

Durante le ore notturne andava in onda una giovanissima ragazza ungherese dall’evidente accento straniero, Ilona Staller, poi più nota come ‘Cicciolina’. Da Roma, le sue trasmissioni radiofoniche notturne agitavano gli animi dei giovani foggiani che, convinti che il suo programma fosse diffuso dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del fabbricato in attesa di poterla incontrare, fino al punto da creare problemi di ordine pubblico.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Radio Luna

La nuova gestione di ‘Teleradio Luna’ (nuova denominazione che successivamente lasciò il posto a ‘Radio Luna del Gargano’) cominciò nell’estate del 1979 sotto forma di cooperativa. Tra i suoi animatori, solo per citarne alcuni, i giovani Tonio Sepa, Mario De Vivo, Piero Paciello, Michele Carelli, Maurizio De Tullio, che si occupa dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, “Radio Città” e il settimanale di satira spinta “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera).

Tonio Sepa

“‘Radio Luna’ – racconta Maurizio De Tullio – rappresentò la colonna sonora di una intera generazione, attraverso una produzione musicale scelta e di qualità, con grande attenzione agli eventi che seguivamo e organizzavamo (come il concerto di Pino Daniele nel 1981 allo stadio ‘Zaccheria’, seguito subito dopo da quello dei Pooh)”.

L’esperienza di ‘Radio Luna’ si concluse con la chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984.

Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione, poi denominata ‘Radio Centrale’, dove mosse i primi passi il popolare Pino Campagna, che all’epoca preferiva farsi chiamare Josef. ‘Radio Foggia Sud’ ebbe sede in Via Matteotti. Nel 1977 nacque la radio di Telefoggia.

‘Radio Foggia 101’ era di proprietà di un ragioniere e giornalista cerignolano, Matteo Tatarella, fratello di Pinuccio (anche lui giornalista ma più noto come politico di spicco.

La redazione era inizialmente ospitata a Foggia in un piccolo pianterreno di Viale G. Di Vittorio, 115, la radio, invece, aveva gli studi in Via Matteotti.

Le sue trasmissioni ebbero inizio il 1° maggio 1976 con Pino Cotrufo, gran musicista e conduttore. Il radiogiornale – il primo andato in onda in una emittente privata foggiana – era condotto con voce professionale da Gino Caiafa. Tra i redattori, citiamo Michele Campanaro, Gino Scauzillo e il compianto Enzo Ciampi.

Gino Caiafa nella foto d’epoca

Uno dei programmi di successo, “Ore 12”, condotto da Maurizio De Tullio (programma che propose al pubblico radiofonico foggiano anche quando approdò a Teleradioerre), andava in onda da mezzogiorno alle 13.00, ebbe il merito di mettere a contatto i cittadini, con le loro denunce, “sbattendo” in diretta telefonica i responsabili della Cosa Pubblica nel momento in cui i cittadini li chiamavano in causa per le loro responsabilità e competenze, talvolta mandando  in onda le risposte dei pubblici amministratori  a loro insaputa.

La Rai produsse un format simile solo 20 anni dopo con Oliviero Beha e Emanuela Falcetti.

Le altre radio mandavano in onda solo musica, dediche a richiesta, sport e argomenti di minore impatto e importanza.

Ma Radio Foggia 101 si caratterizzò anche per il calcio, con un grande radiocronista: Michele Chiariello.

Singolare la testimonianza audio dell’epoca, relativa a una versione comica di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, mandata in onda da ‘Radio Foggia 101’. Così come quella di ‘Giallo quiz’, che “andava a scopiazzare la Settimana Enigmistica.

Simpatico il ricordo della pubblicità che aveva come slogan “Ogni pollo ha la sua storia, dipende da quello che mangia” , che all’epoca furoreggiò.

Infine ‘Teleradioerre’, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, inizialmente operò nella sola versione radiofonica, successivamente dal 1977 divenne anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda in bianco e nero,  storica concorrente di ‘Telefoggia’, la prima emittente televisiva di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.

Curioso il fatto che per le trasmissioni musicali il conduttore portasse con se i brani registrati dai propri dischi in vinile.

In sala, presenti alla conferenza molti degli attori radiofonici di quel periodo. Tra i tanti, Davide Leccese e Gino Caiafa (Radio 101 e Teleradioerre); Pio D’Orta, Tonio Sereno e Gabriele Arminio (Teleradioerre); Mimmo Voto (Radio Foggia Sud), Michele Chiariello, Gino Scauzillo e Aurelio Miraglia (Radio Foggia 101); Marcello Cavallo e Angelo Castelluccio (Radio Luna); Tonio Sepa, Gabriele e Nicola Palazzo (Teleradioerre e Telefoggia radio); Edmondo Di Loreto (Radio Luna e Telefoggia Radio); Leandro Cimaduomo (Canale 93), Geppe Inserra, Carmine Pecorella e tanti altri protagonisti di quel memorabile pezzo di storia foggiana.

‘FESTA DELLA DONNA’, CON STORIE DI AMORI E DISSAPORI DELLA FOGGIA CHE FU

Una ricerca di documenti originali, condotta nell’Archivio di Stato ma non solo. E’ la riscoperta di storie vere, la cronaca al femminile di una città tra il ‘600 e i primi del ‘900

«Essere una donna è una avventura: una sfida che non annoia mai». La frase di Oriana Fallaci è stata il filo conduttore di ‘Storia di donne, amori e dissapori della Foggia che fu. La conferenza, che si è tenuta l’altra sera presso il Museo Civico di Foggia, è la sintesi della ricerca di documenti originali, condotta dal giornalista e scrittore Carmine de Leo, nell’Archivio di Stato (e non solo).

Si è trattato di una simpatica carrellata di alcuni suoi saggi pubblicati sul quotidiano la Gazzetta del Mezzogiorno, con cui lo stesso collabora ormai da molti anni e che riguardano singolari vicende femminili in cui è protagonista la donna foggiana. «E’ la riscoperta di storie vere, la cronaca di una città che ci sembra lontanissima, fatta di figure femminili che prendono vita e che noi possiamo viverle come fossimo contemporanei».

La conferenza, tenuta nella sala ‘Mazza’ del Museo Civico di Foggia, gremita di appassionati della cultura foggiana, è stata organizzata dagli Amici del Museo Civico di Foggia col patrocinio di istituzioni pubbliche quali il Comune e la Provincia di Foggia, unitamente al quotidiano la Gazzetta del Mezzogiorno ed a varie altre associazioni quali l’UNESCO, il Soroptimist, la Fidapa, il Leo Club Giordano e l’Archeoclub.

Conferenza, Storia, Donne, Amori, Dissapori
La conferenza ‘Storia di Donne, amori e dissapori’, a cura di Carmine De Leo

«Se dovessimo dare un titolo diverso a questo incontro ben calzerebbe ‘Gossip d’antan’ , ovvero gossip d’altri tempi», ha detto Santa Picazio, presidente dell’Archeoclub Foggia.

«Si tratta di documenti originali dall’Archivio di Stato», ha detto De Leo nell’introduzione. «Storie vere, cronaca di una città che ci sembra lontanissima. Figure che prendono vita. E noi possiamo viverle come fossimo contemporanei», ha aggiunto ancora De Leo, che come un fiume in piena, ha introdotto la conferenza. «Queste storie ci fanno rivivere il centro storico, palazzi, antichi mattoni finestre attraverso le quali si sono affacciate tante donne. E’ una selezione di articoli, annotazioni giovanili».

«Una frase che non si sente più – ha detto lo scrittore foggiano concludendo la sua introduzione in uno scatto di orgoglio: Foggia è una città senza storia. Non è assolutamente vero! Così come nessuno fugge da Foggia e nessuno vuole piangersi addosso».

Così, lasciando spazio al racconto, ecco materializzarsi fatti di vita della comunità foggiana tra il ‘600 e i primi del ‘900, poco noti, che compongono il mosaico della nostra storia locale in rosa. Vicende femminili, curiosità storiche, cronache di amori e dissapori, tutte rigorosamente documentate che, col passare degli anni, sono a volte diventate anche vere e proprie leggende popolari.

Luoghi poco conosciuti, personaggi inediti, sontuosi appartamenti delle vecchie dimore gentilizie della città di Foggia, donne coraggiose, principesse, piccoli angeli o povere vecchine, streghe, ecc. sono i protagonisti in rosa di queste storie di amori e dissapori, figure descritte dallo scrittore Carmine de Leo, autore, peraltro, già di vari volumi sulle vicende passate del nostro territorio.

Di seguito i titoli e brevi riassunti  dei saggi già editi nelle pagine culturali La Gazzetta del Mezzogiorno.

La giornalista Amalia Bordiga descrive Foggia e le donne degli anni ‘30

Interessante è la storia di Amalia Bordiga, giornalista nata a Portici nel 1890 da famiglia di settentrionali, che definì la figura di una donna foggiana.  In visita a Foggia nel ’33, ospite del  Circolo ‘Daunia’, nel suo viaggio scrive e descrive: «Nascosta nel verde la città di Foggia, si intravede il suo campanile bianco. Le donne dalle vesti succinte, gli occhi neri meridionali, le labbra vivide di un sottile bastoncino rosso».

Una scollatura di troppo e madame…restò pietrificata

Durante l’occupazione francese nei primi anni dell’800 le famiglie foggiane ospitavano gli ufficiali francesi.

A causa di questa imposizione degli occupanti, ovviamente si crearono tanti problemi, rumors, storie all’interno dei palazzi foggiani.

Le madame d’oltralpe con scollature e anticonformiste rubavano cuori e scatenavano gelosie. E tresche d’amore. Ma anche duelli.

Amore e spionaggio nella Foggia dei primi ‘900 una Mata Hari locale

Parla di una donna che aveva frequentato, per amore, un ufficiale straniero e che, solo per questo, era stata imprigionata, salvo vederla assolta ma solo dopo un anno di galera.

Una moglie strapazzata

E’ una storia vissuta nel palazzo di via Le Maestre conosciuto come ‘Trisorio’ o ‘Villani’.

In questo palazzo viveva il Duca di Civitella, che aveva sposato una rampolla di una famiglia in vista.

Il nobile aveva il vizio di bere. E per questo teneva spesso comportamenti irascibili e violenti. Tanto che un giorno chiuse la suocera  e la giovane e bella moglie in soffitta. Quest’ultima riuscì a gettare un bigliettino nella strada. Lo raccolse un gendarme che fece arrestare il duca e liberare le donne.

E la moglie scrisse al Re…. “Sire chiudetemi in convento”

A causa dei maltrattamenti del marito violento, reo anche di adulterio e che per questo le aveva trasmesso alcune malattie veneree, picchiata continuamente una gentildonna arrivò al punto di scrivere al Re: “Sire chiudetemi in convento”.

Il commercio delle schiave

Già dal ‘400 – ‘500, giovani donne rapite nei Balcani, venivano vendute a Foggia e Manfredonia. I grandi signori le tenevano in casa e quando arrivavano all’età del matrimonio gli davano una dote e le liberavano.

Uno di questi episodi si svolge nel palazzo De Carolis in via Le Maestre, a Foggia.

Il signorotto, in punto di morte diede la dote alla sua schiava ma la moglie, imprevedibilmente, si oppose, creando un caso e, ovviamente, molti pettegolezzi in città.

Gli angeli dell’Addolorata

In Piazza Mercato, in prossimità di Via Arpi, nell’attuale vico San Giuseppe, c’erano tante figure di musici e attori che frequentavano un piccolo teatro, uno dei tanti della città di Foggia, e l’adiacente Arco dell’Addolorata, angolo dell’antico centro storico, frequentato da tante figure di musici e attori.

Una fanciulla, di nome Addolorata, suonava con il cuore il suo violino. Lo faceva con l’anima. Piccoli occhi scuri carichi di tristezza, quando suonava in teatro c’erano sempre tanti ammiratori.

Ma la ragazza subiva le angherie del suo burbero impresario.

Un giorno un incendio distrusse i camerini e il violino della ragazza che, privata del suo strumento, fu scacciata. Morendo in povertà e d’inedia fu trasformata in un angelo.

Ancora oggi, nelle notti d’inverno, nei pressi dell’arco dell’Addolorata è possibile ascoltare le melodie della fanciulla.

Chiesa dell'Addolorata
Chiesa dell’Addolorata
Angelo dell'Addolorata
Angelo dell’Addolorata
La bella Adelina
La bella Adelina

Arrestate quell’attricetta

E la bella Adeline finì in carcere dove portò anche il suo pianoforte.

Nella prima metà dell’800. Il teatro era centro del gossip cittadino.

Fischiata dal pubblico durante una delle sue esibizioni, l’impresario annullò il contratto che aveva con l’attrice-musicista. A causa della perdita del lavoro la ragazza, ben presto, andò in carcere, dove riuscì a farsi portare il suo pianoforte.

Tutti andavano a sentirla suonare, tanto da convincere le Autorità a scarcerarla.

Le orecchiette galeotte

Fino alla metà del 900 le domestiche provenivano dal Veneto. Per questo venivano chiamate le terrone del Nord. Molte di quelle erano belle e facevano girare la testa ai giovani foggiani.

Nel ’23 nelle strade vicino al vecchio tribunale c’erano alcuni alberghi, che ospitavano giudici e avvocati. Presso uno di quelle c’era la veneta Marianna.

Il foggiano Don Michele portava la pasta fresca in uno di questi hotel.  Conobbe Marianna e cominciò a frequentarla.

La figlia, la piccola Eva, scopri che Don Michele si baciava con Marianna. Ben presto la ragazza veneta cominciò a spargere la voce che aspettava un figlio da Don Michele. Ma la legittima moglie, portando le orecchiette al posto del marito, la affrontò con un coltello per convincerla a desistere.

Don Michele e la moglie
Don Michele e la moglie

La seicentesca setta della carità carnale

Suor Giulia De Marco, religiosa che compensava la sua povertà con un bell’aspetto, si fece coinvolgere nella ‘Congregazione della carità carnale’, diffusa nel regno di Napoli. In realtà si trattava di una setta,  che si diffuse anche a Foggia e che confondeva sesso e religione. A testimonianza dell’esistenza di questa organizzazione occulta, dopo tanti anni fu scoperto un locale sotterraneo sui cui muri furono scritti col sangue frasi poco ecclesiali.

La setta, però non ebbe vita facile e la religiosa, anticipatrice del senso di libertà delle donne, fu internata. Suor Giulia fu giudicata dall’Inquisizione e condannata al carcere a vita.

La leggenda di Riccioli d’oro

Anche noi abbiamo la leggenda di Riccioli d’Oro, una bimba vissuta nel ‘500 che evoca Shirley Temple e la favola di Christian Andersen. Quando Foggia contava poche migliaia di persone, la ragazzina, orfana di padre e figlia di una lavandaia, era conosciuta in città proprio per la sua capigliatura.

L’8 marzo del 1528 la città fu saccheggiata dai Lanzichenecchi al soldo dei francesi durante la guerra franco-spagnola. Vittime principali di una popolazione indifesa, furono proprio donne e bambini. Tra questi anche Riccioli d’Oro, di cui non si seppe più niente.

La madre disperata pregò a lungo la Madonna dei Sette Veli, protettrice della città, ma furono trovati solo i suoi riccioli. La Madonna, allora, fece un miracolo, trasformando tutte le volute della città, ancora oggi visibili sui palazzi del centro storico, furono trasformate in riccioli d’oro, come i suoi capelli biondi,  che al primo sole di marzo risplendono del color dell’oro.

Ricciolidoro
Ricciolidoro
Le volute trasformate in riccioli d'oro
Le volute trasformate in riccioli d’oro

Le streghe del Tribunale della Regia Dogana

Processi per stregoneria. Tra le strade della vecchia foggia, sui prospetti delle antiche dimore gentilizie, spesso si trovano alcuni piccoli bassorilievi o minuscole sculture raffiguranti volti zoomorfi e mostruosi che rappresentano diavoli e streghe vissute nel 1700.

Ad ognuna di esse corrisponde una storia vera o fantastica, riferita ad alcune donne dell’epoca, considerate streghe dal Tribunale della Regia Dogana della mena delle pecore di Foggia. Tra questi si parla, infatti, di un  processo,  tenutosi a Foggia nel 1774, che vide protagonista una signora , Giovanna Bertone, picchiata e accusata di stregoneria dalle donne che aveva accusato di adulterio.

Amore e spionaggio nella Foggia dei primi ‘900 una Mata Hari locale

E’ la storia di una signora, rappresentante di lingerie milanese, che caduta in disgrazia si legò ad un potente austroungarico con il quale ebbe rapporti sentimentali.

Una scomoda amicizia che le costò un arresto nel 1915 per aver rivelato segreti politici.

La detenzione avvenne sul lago di Varano, dove ora c’è una città fantasma (in uso fino ai primi del 900), all’epoca base segreta di idrovolanti.

Professatasi innocente scrisse “Sono una disgraziata figlia d’Italia”. La Matah Hari italiana fu assolta dopo un anno di detenzione.

La base segreta di idrovolanti di S.Nicola  Imbuto, oggi
La base segreta di idrovolanti di S.Nicola Imbuto, oggi

Belle anche le storie: ‘I maccheroni…alle corna’, che parla di un marito che tornato a casa fuori orario per consumare i tanto desiderati maccheroni con sugo di carne mista,  scopre  la tresca della moglie con un altro uomo; ‘Una matrigna troppo …buooona!’, che narra della buona e bella donna, Anna Cocumazzo, sposa di Francavilla, che se la intendeva con il figliastro Anselmo. I due amanti, entrambi malmenati, denunciarono il padre ma la causa diede ragione a quest’ultimo condannando il giovane; ‘Scrivani di altri tempi al piano delle fosse’, che descrive il lavoro di una donna, Antonietta Carella, che riusciva a vivere facendo la scrivana. Antonietta la carabiniera, sempre a disposizione con la penna d’oca e l’inchiostro di seppia, che per le notizie cattive non chiedeva niente……..

Antonietta Carella, la scrivana
Antonietta Carella, la scrivana

……‘La bella baronessa Caterina’, che durante la metà del ‘600, mentre Foggia si riprendeva da eventi politici e sanitari, faceva sentire la potenza delle famiglie nobili forti e arroganti, ingaggiando una guerra con il Municipio che le impediva di vendere vino straniero. Una guerra di cause, denunce e udienze, che portarono alla sconfitta della nobildonna; ‘Casanova e la duchessa di Bovino’, che narra dell’amicizia di una foggiana con il famoso Giacomo Casanova. Ospite di Vittoria Guevara, il celebre dongiovanni ebbe l’infelice idea di dire che il figlioletto del duca somigliava molto al padre. Affermazione che fece intendere ben altro e che portò non pochi problemi nella nobile famiglia foggiana.

L'amante nascosto
L’amante nascosto

 

Casanova
Casanova

CASTELLI E TORRI DI CAPITANATA, AVAMPOSTI DEL TERRITORIO

Valorizzare le testimonianze del passato per fare marketing territoriale. Un tema che prenderà spunto dalla conferenza multimediale che si terrà giovedì prossimo a Foggia

Si terrà giovedì 12 febbraio 2015, alle ore 17.30, nella sala ‘Mazza’ del Museo Civico di Foggia, in piazza Nigri 1, la conferenza multimediale di Mariassunta Inglese ‘Castelli e torri della Capitanata – Itinerario storico e archeologico’.

Previsti i saluti di Carmine De Leo, presidente dell’Associazione ‘Amici del Museo Civico’, Francesco Murano, presidente del Leo Club Foggia ‘Umberto Giordano’ e Santa Picazio, presidente dell’Archeoclub Foggia.

La conferenza, dopo quella dello scorso anno sugli anfiteatri della Capitanata, sarà tenuta da Marassunta Inglese, giovane studiosa originaria di Lucera, che illustrerà una vera e propria carrellata sui più interessanti castelli e sulle torri presenti nella nostra provincia.

La Capitanata, infatti, è uno dei territori della penisola italiana tra i più ricchi di castelli e torri di difesa, che abbondano sia sul Subappennino Dauno che sul promontorio del Gargano.

Numerosi piccoli o più grandi centri urbani conservano, inoltre, intatte le proprie memorie feudali: castelli, palazzi fortificati e rocche, mura di difesa e torrioni, che dominano l’urbanistica di molti borghi della provincia di Foggia. Suggestioni ed incanti di questi monumenti del passato che vanno valorizzati anche in chiave turistica. Per non parlare poi delle torri di difesa isolate che si trovano, isolate,  nelle campagne della vasta pianura Dauna a ricordare casali scomparsi oppure un tempo a guardia di qualche guado.

Ai castelli ed alle torri interne , si aggiunge il grande patrimonio delle torri costiere di vedetta, testimoni della nostra storia che arricchiscono le nostre spiagge con la loro presenza monumentale.

La storia della Capitanata ha regalato a noi decine e decine di monumenti che ancora oggi aspettano di essere meglio valorizzati, ricchi di arte e di singolari vicende che ne fanno un unicum in tutta la nostra regione.

Nella introduzione, Carmine de Leo, presidente degli Amici del Museo Civico di Foggi e Ispettore Onorario del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, metterà in evidenza come valorizzare, far conoscere i nostri monumenti di difesa, come torri e castelli, significa anche sviluppo economico, che può nascere dalla maggiore conoscenza della nostra storia attraverso l’incentivazione di visite guidate, mostre e conferenze come questa della dottoressa Inglese; aspetti del marketing culturale che non vanno sottovalutati.

FEDERICO II DI SVEVIA E LA FALCONERIA

La conferenza, dell’Associazione Amici del Museo Civico e Club Soroptimist International, si svolgerà giovedì 29 gennaio 2015, dalle ore 17.30, presso il Museo Civico di Foggia

Si svolgerà giovedì 29 gennaio 2015, con inizio alle ore 17.30 presso il Museo Civico di Foggia, sala Mazza, pizza V. Nigri, 1 a Foggia, la conferenza ‘Federico II di Svevia e la falconeria’, organizzata dall’Associazione Amici del Museo Civico di Foggia ed il Club Soroptimist International.

L’introduzione sarà affidata ai Presidenti delle Associazioni organizzatrici, Carmine de Leo per gli Amici del Museo e Gigliola Di Filippo per il Soroptimist International, oltre che alla socia Soroptimist Mariella Livriero.

Carmine de Leo presenterà il volume di Angelo Capozzi ‘I Saraceni di Federico II a Lucera: la cultura, la guerra, la falconeria…’. Seguiranno le relazioni dello stesso Capozzi, ‘Le origini ed il simbolismo della falconeria’, di Antonio Di Corcia, ‘L’esperienza di un falconiere foggiano’, e di Filomena Carducci, ‘L’importanza della scuola, dei progetti legati al territorio’.

Si tratta di un interessante appuntamento per conversare su un singolare episodio delle vicende storiche di Capitanata: la presenza, nella cittadina di Lucera, di un contingente di Saraceni ribelli che vi erano stati forzosamente trasferiti da Girgenti in Sicilia per ordine dell’imperatore Federico II di Svevia, che in quel tempo risiedeva soprattutto nella reggia di Foggia. Una vera e propria pulizia etnica ante litteram dalla Sicilia alla nostra provincia. Per sradicare i Saraceni dal loro territorio di origine ed utilizzarli come artigiani e truppe al seguito degli eserciti dell’imperatore.

Ribellatisi più volte al governo Svevo e poi, morto Federico II, anche ai nuovi regnanti di casa d’Angiò, furono poi, definitivamente cacciati da Lucera nell’agosto del 1300 per ordine di Carlo II d’Angiò tramite il condottiero Giovanni Pipino di Barletta, un notaio prestato alle armi che seppe ricavare nuove entrate per la corte Angioina attraverso la vendita di migliaia di Saraceni come schiavi in varie regioni del Sud e l’applicazione di una particolare e nuova tassazione per i paesi della Capitanata per ammortizzare le spese della spedizione e per recuperare le tasse già pagate dalla distrutta comunità Saracena.

Una parte dei Saraceni, abiurata la loro fede per quella Cristiana, si integrarono nella nostra regione. Cosa restò dei loro costumi, delle loro abitudini? forse qualche singolare soprannome che col tempo divenne un vero e proprio cognome, come i Saracino, i Moreo ed altri ed anche la passione per la falconeria.

Di questo vero e proprio sport della caccia col falcone ed altri uccelli parlerà, nella conferenza, Angelo Capozzi ed il falconiere Di Corcia mentre Filomena Carducci interverrà illustrando i progetti nella scuola inerenti queste vicende storiche.

PAOLO BECCHI A FOGGIA CON IL SUO ‘COLPO DI STATO PERMANETE’

La presentazione del libro, giovedì 15.1.2015, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia

L’ADI-Foggia, Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca, in collaborazione conUbik, organizza la presentazione del libro ‘Colpo di Stato Permanente – Cronache degli ultimi tre anni’, del professor Paolo Becchi, Ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università di Genova.

“Il potere sotto cui viviamo oggi ha colpito a morte la nostra Costituzione democratica, rispettandone le regole”. Si è espresso così Paolo Becchi, intellettuale, docente ligure, editorialista sui quotidiani, opinion maker, ospite televisivo. Additato come l’ideologo del Movimento 5 stelle, ha sempre smentito dicendo: “Non ho quest’ambizione. Sono semplicemente amico di Beppe Grillo!”

Nel suo libro l’autore descrive le tappe del processo di trasformazione delle istituzioni repubblicane, inaugurata da Monti e proseguita con Letta e Renzi.

Secondo Becchi “la ragion di Stato ha rovesciato ogni principio democratico: la legalità è diventata un mezzo tattico per mantenersi al potere anche contro la volontà dei cittadini. E il Parlamento è complice di tutto questo. La forma e le regole sono rispettate, a la macelleria sociale imposta per salvare l’Euro sta distruggendo il Paese”.

L’evento si terrà giovedì 15 gennaio 2015, alle ore 18.00, presso l’Aula VII del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia (largo Papa Giovanni Paolo II n. 1, Foggia – I piano).

La presentazione del libro avverrà alla presenza dell’autore e sarà introdotta dalla dott.ssa Eliana Mercuri, dottoranda in Scienze Giuridiche e responsabile dell’ADI-Foggia e moderata dal docente e giornalista Gabriele Paci dell’Università del Molise e dal prof. Giampaolo Ruotolo, dell’Università di Foggia.

PRESEPE MEDIEVALE. LA NATIVITÀ NELLA FOGGIA SVEVA DEL XIII SECOLO

L’edizione 2014 è un evento, che racconta la più antica rappresentazione vivente della nascita di Gesù, eseguita a Greccio da San Francesco durante la messa natalizia del 1223

Presepe medievale
Foggia. Presepe medievale 2014

Questa sera, a Foggia in piazza Purgatorio-via San Domenico, fino alle 22.00 l’Associazione Storico Culturale ‘Imperiales Friderici II’ e la Sartoria Shangrillà presentano, col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Foggia – Assessorato alla Cultura, l’evento dal titolo ‘Presepe Medievale. La natività nella Foggia sveva del XIII secolo’, manifestazione che ricade tra le iniziative culturali organizzate dal Comune di Foggia per le festività natalizie.

Hanno collaborato: la Fondazione Banca del Monte ‘Domenico Siniscalco Ceci’, l’Associazione ‘Ipogei’, la Comunità ‘Magnificat Dominum’ e la Ditta ‘Riccardo Armature Medievali’. Hanno partecipato l’Istituto Comprensivo Parisi – De Sanctis, l’Associazione ‘Cappella Musicale Iconavetere’, i musici ‘Aulos Ensamble’ e la Parrocchia di San Giovanni Battista.

Si tratta di una vera e propria ricostruzione storica su base storico-scientifica che ha come oggetto sia la rappresentazione della Natività che la Foggia del XIII secolo, l’Urbs regalis et inclita Sedes imperialis all’epoca dell’imperatore Federico II di Svevia.

L’evento, a libera fruizione del pubblico, racconta la più antica rappresentazione vivente della nascita di Gesù, eseguita a Greccio da San Francesco durante la messa natalizia del 1223, nonché la storia duecentesca che tanto ha reso famosa la città di Foggia.

Allestite numerose scenografie altamente funzionali ed eseguite esibizioni-dimostrazioni spettacolari, nonché attività di didattica e divulgazione delle tematiche sacre e del periodo svevo che hanno lo scopo di proiettare il visitatore nella metà del XIII secolo.

Utilizzate più aree del centro storico: la chiesa di Santa Maria della Misericordia, piazza Purgatorio, via San Domenico, gli ipogei di via San Domenico e la chiesa di San Domenico.

Lo scopo della manifestazione è anche quello di valorizzare i monumenti e i siti individuati come necessari e confacenti alle attività che si intendono proporre. Per tale motivo, con la collaborazione di Franca Palese, referente culturale e guida, nonché membro della comunità Magnificat Dominum e responsabile del dipartimento turismo, eventi e didattica dell’Associazione Ipogei, sono state previste visite guidate agli ipogei urbani di via San Domenico e agli ambienti interni e ipogeici della chiesa di Santa Maria della Misericordia.

Infine, a cura del ristoratore ‘Ciciri e ‘ttria – Specialità salentine e pugliesi’, si potrà degustare una pietanza medievale di alimenti e prodotti tipici secondo le ricette dell’epoca.

Le performance teatrali sono scritte da Marcello Strinati e interpretate da: Mariangela Conte, Stefano Corsi, Anna Laura d’Ecclesia e Luciano Veccia.

La Natività, foto di Annamaria Eleonora Lorusso
La Natività, foto di Annamaria Eleonora Lorusso

 

1 Bottega 2 2 Bottega 3 Piazza d'armi 3 4 Piazza D'armi il duello 5 Piazza d'armi. L'armaiolo 6 Piazza d'armi 7 Piazza d'armi. L'armatura 8 La stalla 8 Mercato della frutta e verdura 9 Collegio delle arti 10 Gioco storia 11 Il mercato 12 La giostra 13 Il gioco dei bimbi 14 Sfilata 2 15 Sfilata 16 Cortigiani 17 I soldati 18 L'Imperatore

RAIMEN, 60 ANNI DI STORIA DELLA TV, VISTA DA FOGGIA

In Biblioteca gli uomini e le donne di Capitanata protagonisti della Rai, Radio Televisione Italiana

 

Raiman. Tony Sant'Agata si trattiene con gli amici
Raiman. Tony Santagata si trattiene con gli amici

Si è svolta ieri, nell’Auditorium della Biblioteca Provinciale di Foggia, ‘Raimen’, serata a tema per celebrare i primi sessanta anni di storia della RAI-TV, un viaggio attraverso la più grande fabbrica di cultura italiana.

Belle e coinvolgenti le testimonianze, i racconti, gli aneddoti, le curiosità degli ospiti, che hanno preso parte all’incontro: Francesco Scepi, Tony Santagata, Massimo Mazza, e i giornalisti Giacinto Pinto e Sergio De Nicola.

Riflettori puntati sui grandi commenti e servizi che hanno raccontato il mondo, l’Italia e la nostra provincia degli ultimi sessant’anni attraverso un percorso cronologico dal 1954 ad oggi, dall’inizio della storia della televisione italiana. Un collage di episodi dalla cronaca alla politica, fede e spettacolo, sport e cultura letto attraverso il lavoro svolto dai protagonisti della Rai made in Capitanata.

Interessante il percorso scelto dal giornalista foggiano Maurizio De Tullio, responsabile dell’archivio telematico della Biblioteca Provinciale di Foggia ‘La Meravigliosa Capitana’, realizzato con filmati acquistati dalle teche Rai e materiali attinti dalla stessa struttura ospitante e frutto di una attenta ricerca.

Nell’Area Mostre della Biblioteca è stata allestita una raccolta documentaria attraverso la quale è possibile ripercorrere la storia della Rai e i principali avvenimenti di sessant’anni della Capitanata, che hanno avuto varia risonanza e portata, da quelli in ambito internazionale fino ai fatti di casa nostra, visti attraverso un singolare punto di vista quello dei foggiani che hanno avuto rapporti di lavoro e collaborazioni più o meno importanti con la Rai.

Presentatori e conduttori della serata, il giornalista Maurizio De Tullio e lo storico Gino Caiafa e Enzo Siesto tecnico e registra di cortometraggi.

Raimen, Foggia
Raimen, il tavolo dei conduttori. Da sin. Enzo Siesto, Maurizio De Tullio, Gino Caiafa e Tony Santagata

Il 3 maggio 1954 la prima trasmissione Rai, Introdotta dallo storico annuncio di Fulvia Colombo.

La vecchia sigla Rai in Bianco e Nero, dava inizio alle trasmissioni televisive giornaliere, giusta ouverture del racconto che ha introdotto la sequenza scansionata attraverso la sequela degli eventi selezionati per l’occasione, di cui offriamo una sintesi significativa.

Il 5 maggio del 1956 si inaugura la Casa della Divina Sofferenza, voluto da Padre Pio, poi santificato, e realizzato grazie alle offerte dei fedeli di tutto il mondo.

L’8 luglio 1959 l’attribuzione della Medaglia d’Oro al valor civile (alla quale si aggiungerà quella al Valor Militare del 2007) a Foggia per gli atti di abnegazione della cittadinanza durante il secondo conflitto mondiale che vide la città martire sotto i bombardamenti degli alleati anglo-americani.

Il 18 agosto 1960 le dimissioni, direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio Antonio Segni, del biccarese, economista di fama mondiale, Domenico Menichella, Governatore della Banca d’Italia, uomo schivo che contribuì al miracolo economico italiano, rendendo la lira una delle monete più stabili del mondo.

Il 21 giugno 1963 il sanseverese democristiano Umberto delle Fave viene nominato Ministro del lavoro e della Previdenza Sociale. Più tardi, sarà presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle Radiodiffusioni e infine, dal ’72 al ’75, Presidente della Rai.

Il 13 settembre 1964, Matteo Rinaldi, nativo di Monte Sant’Angelo, segna il primo gol in serie A nella storia del Foggia calcio. Belle le immagini filmate, in rigoroso bianco e nero.

Il Foggia gioca in serie A da due anni. Il 31 gennaio 1965, allo Zaccheria, affronta la mitica Inter del mago Helenio Herrera ma a vincere è la squadra di casa allenata da Oronzo Pugliese.

Il 30 aprile 1966 l’onorevole Aldo Moro, presidente del Consiglio, inaugura la Fiera Internazionale dell’Agricoltura e partecipa alla riconsegna alla città del Teatro ‘Umberto Giordano’.

Il 23 settembre 1968, muore, a San Giovanni Rotondo, Padre Pio da Pietrelcina, uno dei simboli della fede cattolica mondiale.

L’8 marzo del 1963 grande successo della canzone ‘Serena’, interpretata da Gilda Giuliani, al Festival di San Remo, al quale partecipò un altro foggiano: Tony Santagata.

Il 4 giugno del 1974, si stringono tutti intorno all’insegnante foggiano, Luigi Pinto, morto nella strage di piazza della Loggia del 28 maggio a Brescia. Bello il ricordo con filmati dell’epoca.

Il 5 ottobre 1974 si inaugura la Biblioteca Provinciale, struttura all’avanguardia e tra le più moderne d’Italia.

Il 16 maggio 1975 nasce a Foggia la Tv via cavo, Telefoggia, che successivamente trasmise via etere.

Il 26 settembre 1976, l’incidente dell’Enichem (allora ANIC) con conseguente nuvola di arsenico. Una nube giallastra che depositò ovunque intorno a Manfredonia tonnellate di anidride arseniosa, un pericoloso cancerogeno che negli anni successivi fece le sue vittime tra gli operai dell’industria chimica.

Il 1° marzo 1980, il presidente della Repubblica Sandro Pertini è a Foggia per una visita in Puglia. Molto legato alla Capitanata per essere stato confinato, durante il fascismo, alle Isole Tremiti.

Il 4 aprile 1980 il parlamentare Vincenzo Russo diventa ministro per gli Affari Regionali nel secondo governo Cossiga.

Bello il racconto del  giornalista Massimo Mazza, intervenuto con un intermezzo per tracciare una breve storia di suo zio, il giornalista, poi anche Senatore della Repubblica, Saverio Biasco.

Il 23 novembre 1980 un terremoto di grande potenza colpisce l’Irpinia, causando migliaia di vittime e moltissimi danni. In provincia di Foggia 5.000 case danneggiate e 200 palazzi pubblici lesionati. Bello ed emozionante il filmato di Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei paesi più colpiti.

A Foggia, il 30 gennaio 1983,  il Partito Comunista chiude il congresso con Berlinguer che aveva i nonni materni di Ischitella e Foggia.

Il 28 aprile 1984 il presidente del Consiglio dei Ministri, Bettino Craxi, inaugura la 35^ Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Foggia. Nel suo discorso ribadisce l’importanza della ‘Questione meridionale’ definendola “il problema dei problemi dell’Italia, la vera, grande questione morale del nostro tempo”.

Il 23 e 24 maggio 1984 approda a Foggia e in provincia il giro d’Italia con Francesco Moser; l’8 agosto 1984, alle Olimpiadi di Los Angeles, il pugile foggiano Luciano Bruno, che vantava tra i suoi ammiratori Myke Tyson, regala all’Italia la medaglia di bronzo nel torneo dei Pesi Welter.

Il 1° maggio 1986 il circolo privato ‘Bacardi’, in zona piazza Mercato, è scenario della strage più cruenta della malavita foggiana.

Raimen
Raimen, Tony Santagata premiato

Molto simpatica e partecipata l’intervista a Antonio Morese, in arte Tony Santagata, cantautore, cabarettista, attore. L’artista settantanovenne ha raccontato con emozione la vicenda del bombardamento della città di Foggia visto quando aveva 8 anni.

Non poteva mancare “Quant’è bello lu primm’ammore” cantato e ritmato dal pubblico seguendo il filmato di una trasmissione Rai del ‘74 in cui Santagata è presentato da Raffaella Carrà.

“Le corna appese” e il “secondo amore”, censurati dalla Rai, segnavano i tempi ma anche il passaggio dei costumi, scandito dal referendum sul divorzio.

L’artista santagatese ha introdotto la “pugliesità” nel suo cabaret ed è stato tra i primi a trattare nelle sue canzoni la tematica ambientalista, tanto che la Rai adottò un suo brano musicale come colonna sonora della trasmissione “A come Agricoltura”.

Nel ’74 Tony Santagata vince ‘Canzonissima’, successivamente partecipa a varie edizioni del Festival di Sanremo, conduce programmi televisivi, realizza sigle popolari per la Rai e tiene concerti in tutto il mondo. Famoso quello tenuto nel 1976 al ‘Madison square garden’ di New York al termine del quale ottiene una standing ovation, come egli stesso afferma, di “quasi venti minuti”.

Il 17 aprile 1987 il foggiano Mario Sarcinelli viene nominato Ministro del Commercio con l’Estero nel sesto governo Fanfani e il lucerino Gaetano Gifuni diventa segretario Generale del Senato.

Il 16 maggio 1987, sul ring di Reims, il pugile foggiano Salvatore Curcetti, conquista il titolo europeo dei pesi Superpiuma.

Dal 23 al 25 maggio 1987 la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Foggia e in Capitanata. L’ultimo papa in visita nel Capoluogo Dauno oltre 700 anni prima.

Il 29 ottobre 1987 il leader libico Gheddafi rivendica la proprietà delle nostre Isole Tremiti.

L’11 aprile 1988 la montaggista e regista foggiana Gabriella Cristiani riceve a Los Angeles il Premio Oscar, per il montaggio del film di Bernardo Bertolucci, ‘L’Ultimo Imperatore’.

Il 3 aprile 1989 la tragedia alla stazione di San Severo con 8 morti e 20 feriti.

Il 6 dicembre 1991 viene istituito il Parco Nazionale del Gargano. Presidente Paolo Petrilli.

Il 21 dicembre 1991 lo stadio Pino Zaccheria di Foggia ospita l’incontro di calcio Italia- Cipro per le qualificazioni al Campionato Europeo del 1992. La nazionale italiana era allenata da Arrigo Sacchi.

Il 28 aprile 1993 il foggiano Vincenzo Visco è nominato Ministro delle Finanze.

Il 10 maggio 1994 il cerignolano missino Giuseppe Tatarella viene nominato Vice presidente del Consiglio e ministro per le Telecomunicazioni nel primo Governo Berlusconi.

Il 31 marzo 1995 viene barbaramente ucciso Francesco Marcone, direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia. “Quanti altri omicidi dovremo ancora attendere prima che insorga forte la risposta della nostra città alla malavita organizzata? Che si faccia piazza pulita della diffusa omertà, della sempre più pericolosa indifferenza, delle collusioni abilmente mascherate ma tragicamente operanti nel tessuto sociale” tuonò Monsignor Casale.

Il 6 luglio 1995 il libro, uscito postumo, di Maria Teresa Di Lascia, di Rocchetta Sant’Antonio, vince il Premio letterario ‘Strega’.

Il 5 agosto 1999 viene istituita l’Università degli Studi di Foggia.

Il 5 settembre 1999 a Salsomaggiore Terme la ventiduenne Manila Nazzaro vince il titolo di Miss Italia.

Nella notte dell’11 novembre 1999 il crollo di viale Giotto. Il cedimento di una palazzina di sei piani provoca la morte di 67 persone e numerosi feriti. Ai funerali partecipa il presidente del Consiglio Massimo D’Alema. Nei giorni successivi la visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Raimen, Foggia
Raimen. Maurizio De Tullio, Giacinto Pinto, Sergio De Nicola

L’intervista a Giacinto Pinto, cronista Rai, appassionato del racconto per immagini, è un fiume di aneddoti e ricordi.

Intervista Zeman allenatore della Roma. Poi il crollo di viale Giotto: Pinto lavora per Teleradioerre. Poi Telenorba. Poi le immagini dell’alluvione di Apricena, con le quali vince il premio Saint Vincenz come operatore. A Roma a Telenorba per il direttore di Telenorba, Magistà. Spesso all’estero. Finalmente in Rai nel 2006 grazie a un collega de ‘La vita in diretta’. Il primo servizio a Trinitapoli per un omicidio. La prima diretta a Manfredonia.

Poi con Michele Cucuzza. Inviato ad Avetrana per il caso Sarà Scazzi. “Ogni giorno un fatterello che teneva viva la storia dell’omicidio Scazzi”. “Mentre parlavo con Lamberto Sposini la Misseri mi inviò una serie di sms con i quali intendeva prendere le distanze dal padre. Cosa che interessò molto nel corso della trasmissione in diretta”. “Poi la Costa Concordia. Ora sono alla Rai Lombardia”.

Un fiume in piena Giacinto Pinto, che conclude richiamando l’attenzione dell’amico, giornalista di Rai3 Sergio De Nicola al quale viene chiesto come sia cambiato il racconto della provincia di Foggia attraverso Telenorba e poi con la Rai.

“Non solo cronaca ma difficile lavorare in una delle ultime province d’Italia”, ha detto nell’occasione Sergio De Nicola, anche corrispondente dall’estero, che ha realizzato servizi da tutto il mondo.

L’11 giugno 2001 il lucerino Lucio Stanca viene nominato Ministro per l’Innovazione e le tecnologie nel secondo e terzo Governo Berlusconi.

Il 16 giugno 2002, a Roma, in una affollatissima piazza San Pietro, Padre Pio da Pietrelcina è elevato alla Santità.

Il 20 novembre 2004 la tragedia del crollo di tre palazzine in viale Giotto nel quale perdono la vita 8 persone e un’altra decine restano ferite.

Il 15 marzo 2005, nei pressi di Nassiriya, in Iraq, muore il ventottenne sanseverese sergente dell’Esercito Italiano Salvatore Marracino impegnato in una missione umanitaria.

Il 19 luglio 2006 lo storico concerto, presso il Teatro Mediterraneo di Foggia, del cantautore americano Bob Dylan.

Il 24 luglio 2007 bruciano i boschi del Gargano, tra Peschici e Vieste, a causa di un incendio doloso.

Il 21 giugno 2009 il Papa Benedetto XVI va a San Giovanni Rotondo in visita alla tomba di San Pio da Pietrelcina.

Il 23 giugno 2010 muore in Afghanistan, in una missione di pace, il ventinovenne foggiano, caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano.

Il 25 giugno 2011 l’Unesco proclama il Santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo,  patrimonio immateriale dell’Umanità.

Il 3 agosto 2013 lo schermidore foggiano Luigi Samele vince la medaglia di bronzo nella Sciabola Maschile.

Il 28 aprile 2013 il senatore Mario Mauro, di San Giovanni Rotondo, viene nominato Ministro della Difesa.

Il 6 settebre 2014 un nubifragio di grande potenza colpisce la popolazione e i centri di Peschici, San Menaio, Rodi Garganico, Vico, San Marco in Lamis, Ischitella e San Giovanni Rotondo, causando 2 morti e danni per circa 300 milioni di euro.

Maurizio De Tullio e Franco Scepi
Maurizio De Tullio, Franco Scepi

La serata si è conclusa con l’intervista a Franco Scepi, scenografo, pittore, scultore, regista e pubblicitario. L’eclettico artista, che vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, che lavora come scenografo al Teatro ‘Alla Scala’ di Milano, autore di celebri spot, nel 1987 è stato premiato a New York con l’esclusivo Oscar della Pubblicità. Famosi gli slogan “O no, su Derica non si può!”, Per la Cirio “Come la natura crea”, “con Arrigoni compro a scatola chiusa” e la pubblicità per la Campari. “Ho studiato la pubblicità come fatto popolare”, ha dichiarato Scepi, che ha lavorato anche per San Pellegrino, Ramazzotti, Bic, Fiorucci, Deborah, Autogrill, Gaggia.

Ha lavorato in Rai per trasmissioni come ‘L’amico del Giaguaro’ e ‘Controcanale’. Nell’87 Oscar mondiale della pubblicità. Oggi vive tra Milano e gli Usa New York.

Suo il dipinto della testa androgina, ‘L’uomo della pace’, il simbolo sottoscritto nel 2000 da tutti i premi Nobel per la Pace del Mondo, che Gorbaciov definì “anticipatore della fine della guerra fredda e della caduta del muro di Berlino”.

Nella mostra sono menzionati anche, tra i più noti: Renzo Arbore, Arnaldo Santoro, Michele Placido, Peppino Prencipe, Stefano Bucci, Vladimir Luxuria, Virginia Barrett, Barbara Matera, Savino Zaba, Gegè Telesforo