Comunali 2019. Per gli attivisti foggiani il ballottaggio, occasione di discontinuità e necessaria alternanza

Gli attivisti storici riuniti in assemblea, cittadini che si ispirano al M5S, ritengono sia opportuno fare una analisi dei risultati elettorali del 26 maggio scorso.

Preliminarmente rileviamo che se avessimo candidato tutti gli attivisti che i cittadini hanno conosciuto in questi ultimi 5-7 anni il risultato sarebbe stato diverso e, probabilmente, il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto misurarsi al ballottaggio. I cittadini ci hanno conosciuti nelle piazze, nelle strade, sotto i gazebo ma nella lista voluta dai portavoce hanno trovato candidati sconosciuti o conosciuti per le diverse frequentazioni.

In un territorio in cui non è stato possibile ricorrere ad escamotage per raggiungere consensi e in cui c’era il concreto bisogno di attivarsi e spendersi per far capire ai foggiani che il Movimento c’è e che può fare la differenza, sono emerse, invece, le catastrofiche lacune e dilettantistiche scelte dei candidati e dell’entourage predisposto ad hoc per l’occasione. I parlamentari, la consigliera regionale, l’assistente della consigliera regionale (oggi parlamentare europeo) hanno dimostrato a tutti il proprio vero valore senza portare alcun risultato per il territorio della città di Foggia.

Le elezioni comunali hanno evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che quella presentata non era una lista che rispecchiava il M5S e che la cittadinanza ne aveva preso atto.

Dopo il ballottaggio ci saranno dei consiglieri, perfetti sconosciuti all’attivismo foggiano, che entreranno nel Palazzo di Città e che dovranno provare ad ostacolare un sistema marcio e incancrenito.

Il nostro auspicio è che, almeno questi consiglieri (non il candidato sindaco), intraprendano la strada dell’ascolto della cittadinanza, della collaborazione attiva con il territorio con tutti i principi del M5S sui quali noi attivisti abbiamo fondato il nostro impegno.

Cinque anni fa l’esperienza Landella, di centrodestra, partiva già con il piede sbagliato, dovendo fare affidamento sull’appoggio di candidati di centrosinistra e trovandosi ben presto contro proprio i suoi compagni di partito. La consiliatura nasceva, quindi, con i soliti inciuci trasformistici.

Durante la consiliatura l’uomo più fidato, Giuseppe Mainiero, subì un atto intimidatorio insieme all’assessore al bilancio Sergio Lombardi. Quest’ultimo, dimessosi fu assunto dopo pochi mesi come tecnico dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle.

Tra tagli di nastri, defenestramenti ed elezioni politiche il Sindaco è stato molto impegnato a “fare politica”, invece di occuparsi dei problemi della città.

Così, invece di occuparsi dei cittadini ha fatto scivolare Foggia, stabilmente, agli ultimi posti delle classifiche della qualità della vita e dei servizi.

La raccolta differenziata dei rifiuti non ha mai visto la luce; il verde cittadino è stato abbandonato; il Piano Sociale di Zona non è più vicino alle reali esigenze del territorio; il trasporto pubblico è inefficiente e la viabilità praticamente da città in guerra; un risanamento del bilancio che, pur portandoci fuori (probabilmente) dalle condizioni di predissesto deve fare i conti con tante spese inutili (i soldi spesi per rifare parte della già bella zona pedonale ne sono la testimonianza più costosa); un buon passo avanti fu fatto, su nostra sollecitazione (il nostro fiato sul collo), riguardo ai tagli al costo della politica ma evidentemente insufficiente, considerando il costo ancora esorbitante derivante dal funzionamento delle Commissioni Consiliari Permanenti (Il TUEL, Testo unico degli Enti Locali, non prevede un compenso mensile dei Consiglieri Comunali ma solo un gettone di presenza. Ma il sistema creato 30 anni fa non è stato mai smontato); infine i quartieri, lasciati al loro destino invece di avviare con i cittadini uno scambio sinergico utile a migliorarne la vivibilità. Davvero esilarante la garitta militare sul viale della Stazione, così come è curioso che il Sindaco abbia sottoscritto il Manifesto dell’associazione Amici del Viale Foggia che, tra l’altro comprende gran parte dei punti delle proposte, da noi inviate con posta elettronica certificata, alla quale il Sindaco non ha mai dato riscontro.

Gli attivisti, che per tanti anni si sono riferiti sempre al Movimento 5 Stelle, per i motivi suesposti non possono appoggiare il Sindaco uscente né possono mai allinearsi al pensiero unico che drammaticamente viene da alcuni portavoce 5 Stelle che hanno dichiarato “Né con Landella né con cavaliere, facce della stessa medaglia”, un modo pilatesco e gattopardiano per lasciare le cose come stanno.

Il ballottaggio costituisce, invece, l’occasione per creare discontinuità ed operare quell’alternanza che, mai come oggi, si rende necessaria per condurre la città fuori dal baratro in cui è caduta.

L’appoggio, quindi, al candidato alternativo al sindaco uscente è una necessità alla quale non possiamo sottrarci.

Ai nuovi padroni del Movimento diciamo che la libertà, soprattutto quella intellettuale, e il diritto di critica non hanno prezzo.

FOGGIA. GLI ATTIVISTI 5 STELLE CONDANNANO L’ATTO VANDALICO SUBITO

L’unità dei Meetup preoccupa i manovratori della campagna elettorale di primavera

Gli attivisti 5 stelle foggiani condannano l’atto vandalico subito dalla sede del Meetup Unico di piazza Federico II.

Chi ha imbrattato le serrande del locale, che è diventato il cuore pulsante dei pentastellati del Capoluogo Dauno, non ha fatto altro che riproporre vigliaccamente temi la cui soluzione è temporaneamente sospesa ma che resta obiettivo importante per il Movimento 5 Stelle, contro le opere inutili e a favore dell’ambiente e della salute degli italiani.

Foggia. Imbrattate le serrande del Meetup 5 Stelle

E’ evidente, però, che gli autori del gesto barbaro ed infantile, in realtà, hanno voluto inviare un segnale forte e chiaro alla imminente campagna elettorale che nella prossima primavera chiamerà alle urne i foggiani per il rinnovo del Consiglio Comunale e che vedrà i pentastellati protagonisti.

E’ ovvio che l’unità di tutti gli ex Meetup preoccupa i manovratori, quelli che si apprestano ad allestire liste elettorali nel tentativo di raccogliere centinaia di candidati per frammentare il voto e sottrarre consensi alla lista 5 Stelle.

I mandanti degli imbrattatori sappiano, come d’altronde abbiamo già chiarito, che a Foggia correrà una lista 5 Stelle, da sola.

Intendiamo sostituire quella classe politica che ha fallito ogni possibile obiettivo di buona amministrazione facendo sprofondare la città nelle zone più basse delle classifiche della qualità della vita.

I cittadini del capoluogo dauno avranno una concreta possibilità di riscatto. Le premesse ci sono tutte.

Pertanto, rimandiamo al mittente le intenzioni degli imbrattatori, ai quali diciamo di stare tranquilli e di mettersi l’animo in pace perché l’impegno degli attivisti iscritti al Movimento 5 Stelle è quello di portare giovani, donne e uomini ad amministrare la città di Foggia con impegno, dedizione ed entusiasmo.

                                                                                                                                                      Per il Meetup Unico

                                                                                                                                 Lo Staff Comunicazione degli attivisti M5S

FOGGIA. I PENTASTELLATI ADERISCONO A IO SONO PLASTIC FREE

I parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste in plastica

Si è tenuto stamattina, a Foggia, l’evento del Movimento 5 Stelle #IoSonoPlasticfree. Tra le strade centrali del Capoluogo Dauno, tra l’isola pedonale e la villa comunale, i parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti, hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste di plastica.

Foggia. Plastic Free

Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento del pianeta, soffocato dalla plastica, sulla cultura della riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dell’utilizzo di oggetti monouso e l’utilizzo di materiale non inquinante e pluriuso.

“150 milioni di tonnellate di plastica nei nostri oceani – ha dichiarato l’onorevole Rosa Menga – non è un semplice numero, ma un’emergenza ambientale che non è più possibile ignorare e che produce pesantissime conseguenze non solo sulle specie marine e sugli ecosistemi, ma anche sulla salute dell’uomo e sulle sue attività produttive (dal turismo alla pesca e all’acquacoltura)”.

Attivisti 5 Stelle Foggia

 

 

IL MINISTRO DEL LAVORO DI MAIO A FOGGIA, DICHIARA GUERRA AL CAPORALATO

Dal tavolo tecnico-istituzionale, al quale hanno partecipato 14 regioni, parte un cronoprogramma triennale con l’obiettivo di riportare legalità nel mondo del lavoro agricolo

Questo pomeriggio, nella Prefettura di Foggia, il tavolo tecnico-istituzionale sulla lotta al caporalato, voluto dal Ministro del Lavoro, il pentastellato Luigi Di Maio.

Hanno preso parte alla riunione anche i parlamentari pentastellati, Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio e Francesca Troiano, i senatori Marco Pellegrini e il lucano Saverio De Bonis e la consigliera regionale Rosa Barone.

Si è trattato di un incontro affollato, di oltre quattro ore (un “arricchimento”, lo ha definito il leader dei 5 Stelle), al quale hanno partecipato i rappresentanti di 14 regioni italiane, le organizzazioni sindacali, i rappresentati di categoria, un vertice nazionale sul contrasto alle illegalità in agricoltura.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

Questi i capisaldi di un articolato ragionamento sviluppato dal Ministro, dopo aver ascoltato tutti gli interventi: la nomina del nuovo direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, “che farà parlare e che darà un segnale sulla direzione che prenderà l’importante Agenzia”; l’utilizzo dei Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro per le questioni rilevanti nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno (ma anche la Guardia di Finanza, che sarà determinante grazie alla convenzione con l’Ispettorato) “che non è localizzato in Puglia o Calabria ma in tutto il Paese”; aggredire l’illegalità tutelando gli imprenditori che rispettano le leggi; realizzare un cronoprogramma con verifiche triennali, con tutti gli attori regionali, sindacali, di categoria intervenuti al tavolo tecnico-istituzionale; rifinanziare e potenziare i centri per l’impiego, che dovranno funzionare facendo terra bruciata intorno al sistema di reclutamento illegale in agricoltura (la gran parte di chi cerca lavoro in Italia dovrà rivolgersi ai centri per l’impiego”, ha detto in proposito Di Maio); realizzare un sistema dei trasporti locali in grado di sottrarre i braccianti al ricatto delle organizzazioni malavitose, aiutandoli a raggiungere il posto di lavoro (Mi ha colpito molto un assessore, durante i lavori del tavolo tecnico-istituzionale, che ha affermato che il caporale è uno che chiavi in mano ti dà trasporto e lavoro e in poche ore ti porta sul luogo di lavoro e ti riporta indietro”); far emergere le aziende sane rendendo trasparenti i loro comportamenti, nello stesso tempo tutelandole e aiutandole a smarcarsi dal sistema criminale dal quale dobbiamo proteggerle; porre fine alla “gelosia dei dati” tra Enti e Istituzioni per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Ma deve essere una operazione al termine della quale il paziente deve sopravvivere.

Per questo occorre porre grande attenzione alla formazione del prezzo dei prodotti agricoli, altrimenti le nostre aziende corrono il rischio di non riuscire a stare sul mercato.

Guerra, quindi anche agli accordi scellerati come il Ceta ‘Comprehensive Economic and Trade Agreement’, tradotto ‘Accordo economico e commerciale globale’, un trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea da ratificare da parte dei singoli stati UE, che penalizzerebbe ulteriormente i nostri agricoltori.

Attenzione anche al modus operandi per un piano di sgomberi degli agglomerati nei quali si sono organizzati i braccianti irregolari. Dovrà essere fatto senza creare disordini. Accetterò i consigli delle istituzioni”, ha dichiarato in proposito Di Maio.

Intanto “La legge sul caporalato c’è e va fatta funzionare”, ha aggiunto il Ministro che in proposito ha concluso dicendo “cominciamo ad applicarla bene prima di partorire altre norme”.

Il Ministro Luigi Di Maio a Foggia. Tavolo tecnico-istituzionale sul caporalato

FOGGIA. I MEETUP PER LA SICUREZZA DELLE STRADE CITTADINE

‘FoVea’, ‘I grilli di Foggia’, ‘Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ per l’adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’. Intanto avviano monitoraggio e segnalazioni delle criticità

Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia
Meetup Uniti per Decoro Urbano / Foggia

L’Associazione ‘Il Portavoce’, i meetup ‘I grilli di Foggia’, ‘FoVea’, Cinque Stelle Foggia’ e ‘Il Portavoce’ hanno avviato una serie di attività connesse alla proposta di adozione del sistema di e-government ‘Decoro Urbano’, inviata nei giorni scorsi al Sindaco di Foggia.

Le premesse sono collegate allo stato di degrado e la grave assenza di sicurezza e igiene in cui versano le strade del Capoluogo dauno e partono dal presupposto che una alleanza tra cittadini e Istituzioni può determinare un positivo effetto sinergico.

Questo il contenuto della proposta consegnata al Primo Cittadino.

“Il decoro di una città complessa come Foggia, dipende anche dalla civiltà di chi ci vive, oltre che dalla gestione della Cosa Pubblica. Se si riuscisse a mettere in sinergia le attenzioni e la collaborazione dei cittadini con gli strumenti della Amministrazione che Lei presiede, si potrebbe porre rimedio ai problemi del territorio urbano, che compromettono il decoro delle nostre strade, piazze e spazi pubblici, con interventi tempestivi ed efficaci.

Sul territorio comunale si registrano ogni giorno discariche abusive, strade in condizioni di dissesto con buche dannose e pericolose per gli automobilisti, aree verdi lasciate all’incuria, danni causati da atti di vandalismo, segnaletica stradale e illuminazione latente o priva di manutenzione, affissioni abusive e quant’altro. Si tratta di situazioni, giornalmente sotto gli occhi di tutti, talmente radicate che non solo ci abbiamo fatto l’abitudine ma che hanno causato anche un profondo senso di scoraggiamento, di resa e disinteresse verso la Cosa Pubblica.

Ma il sentimento di sfiducia può lasciare spazio a una sana reazione popolare e un rigurgito di orgoglio, specie se accompagnati da una iniziativa del Comune di Foggia.

Segnalare significa partecipare. E il comune di Foggia può chiedere ai suoi amministrati di rendersi parte attiva per fornire informazioni puntuali sulle criticità del territorio urbano.
Oggi è possibile utilizzare un canale diretto con la Pubblica Amministrazione attraverso il social network denominato ‘Decoro Urbano’.

E’ un servizio che vanta la collaborazione dell’AGICOM (Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni) e che trova applicazione gratuitamente per i cittadini e per la Pubblica Amministrazione.
Gli strumenti per il servizio si possono trovare all’indirizzo internet decorourbano.org, che ha il suo punto di forza in una applicazione per smartphone trasparente, open data ed open source. Funziona in maniera molto semplice: si vede qualcosa che non va, la si fotografa e si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. Occorre solo essere registrati al sito www.decorourbano.org.
Attualmente si possono inviare segnalazioni su: rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo, incuria, segnaletica e affissioni abusive; prossimamente sarà possibile fare segnalazioni anche su randagismo, barriere architettoniche ed inquinamento acustico.

La segnalazione, dopo una veloce moderazione, verrà pubblicata su Decoro Urbano e rappresentata su una mappa del territorio, con possibilità di tracciare lo stato di attuazione dei lavori.
Il social network www.decorourbano.org, la cui adesione è gratuita sia per il cittadino che per il Comune, è uno strumento di partecipazione che consente di creare una mappa interattiva delle segnalazioni che il Comune può gestire tramite un pannello di controllo attraverso il quale potrà comunicare lo status della segnalazione, che sarà visualizzata come ‘in attesa’, ‘in carico’ e ‘risolta’, cioè fino all’avvenuta risoluzione del problema. 

Con ‘Decoro Urbano’, al momento, è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie: rifiuti (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.);vandalismo / incuria (panchine rotte, graffiti);  dissesto stradale (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore); zone verdi (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni); segnaletica (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante); affissioni abusive (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione).

I possessori di smartphone potranno ricercare tra le App ‘We Du’ per aderire al network e cominciare da subito a fare la propria segnalazione. Il meccanismo studiato crea un circolo virtuoso, si autoalimenta e, oltre a facilitare gli interventi gestendo le segnalazioni in modo informatizzato, ha un impatto positivo anche sull’educazione civica, responsabilizzando i cittadini. 

Considerando che si tratta di un servizio a costo ZERO, con la presente si chiede, pertanto, al Comune di Foggia di aderire al servizio ‘Decoro Urbano’ (www.decorourbano.org) contattando i riferimenti sul portale web ad esso dedicato e attivando la procedura per rendere Foggia un Comune sul sito internet segnalato.”

In attesa di risposta gli attivisti, che si ispirano al Movimento 5 Stelle, hanno aperto una pagina Facebook, denominata ‘Decoro Urbano – Foggia’ con la quale intendono raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Le più significative e quelle che mettono in evidenza gravi criticità saranno girate al Comune di Foggia con comunicazioni di posta elettronica certificata.

Lo scopo è quello di fare fiato sul collo dell’Amministrazione Comunale, consentendo la partecipazione dei cittadini e creando il presupposto affinché gli uffici municipali non potranno mai dire di non saperne niente. I cittadini avranno una sponda, uno strumento per eventuali azioni legali in caso di danni subiti a cose e persone a causa dello stato di degrado delle nostre strade (e non solo).
Non dimentichiamo che il parco macchine dei cittadini foggiani subisce continuamente danni, che si scaricano sui bilanci delle famiglie foggiane, a causa delle gravi condizioni in cui versa la viabilità; gli utenti più indifesi, i pedoni, continuano, da anni, a non essere assistiti da una corretta segnaletica che, spesso assente (specie le strisce pedonali), determina situazioni di grave rischio per l’incolumità personale; l’assenza di illuminazione lascia al buio ampi tratti di strada, creando vere e proprie zone di pericolo che, potenzialmente, possono favorire aggressioni e incidenti stradali; la mancanza di manutenzione degli alberi crea gravi problemi sia dall’alto, con il pericolo di cadute dei rami, che dal basso, con la deformazione del manto stradale; i circa 20.000 pali della luce della città di Foggia hanno bisogno di revisione e controlli perché numerosi sono quelli in condizioni di precaria stabilità, quindi potenzialmente pericolosi (nel recente passato sono numerosi i casi di cadute).

Gli attivisti dei Meetup segnaleranno tutte le criticità. L’Amministrazione Comunale è avvisata.

L’ESITO REFERENDARIO, L’EREDITA’ DEL RENZUSCONISMO E L’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

di Nunzio Lops

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico, secondo il quale il ‘No’ ha trionfato ma non troppo

Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell'Interno)
Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell’Interno)

La Carta Costituzionale ha retto l’urto dei suoi detrattori e la democrazia è ancora salva, anche se ammaccata. Hanno vinto i cittadini che hanno potuto ragionare con la propria testa, quelli che si sono informati, che non hanno ceduto agli slogan di partito, che hanno valutato con senso critico tutte le informazioni ricevute e che, infine, hanno catalogato come falsità la propaganda di regime.

Il popolo italiano ha ribadito, partecipando al voto, la propria sovranità. Ma ha rischiato davvero un salto nel buio, quello di non lontana memoria, con un solo uomo al comando.

Applicare la Costituzione, è questa la strada maestra. Ma per qualcuno è scomodo sottostare alle regole democratiche, alla volontà popolare, alle decisioni equilibrate e prese nell’interesse dei cittadini.

Ora bisogna resettare il sistema. Come? Con nuove elezioni. Auspicabili ma al momento difficilmente realizzabili, almeno finché gli eletti in Parlamento, di nuova nomina, non matureranno il diritto al vitalizio (una vera e propria droga istituzionale, senza la quale il sistema dei partiti non reggerebbe).

Le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri potrebbero essere un primo passo. Ma è difficile resettare questo sistema di governo concepito, utilizzato e abusato da Renzi, Boschi, Verdini e da tutti i protagonisti del governo e del sottogoverno, quelli regionali, dei comuni, degli enti e dei boiardi di Stato, di marca Pd come di Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d’Italia e di tutte le sigle di partito che si sono alternate nell’appoggiare i governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni, comprese forze sociali come i sindacati Cgil, Cisl e Uil e altre sigle minori.

D’altronde, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un Paese in macerie, con un debito pubblico spaventoso. Un Paese nel quale la compravendita dei voti è stata sdoganata come pratica corrente, nel quale banche e petrolieri dettano l’agenda del governo di turno. Un Paese in balia degli speculatori internazionali, che agiscono imponendo le scelte strategiche su tutto quanto fa business. Un Paese che dismette e delocalizza le attività industriali (tenendo, invece, in vita quelle che avvelenano l’acqua, l’aria, la terra), depotenzia il sistema-Giustizia, depaupera il sistema della Formazione e della Ricerca, disincentiva le famiglie creando un grave scompenso demografico, affama i pensionati, non riesce a creare posti di lavoro perché continua a sprecare invece di concentrare le risorse in attività produttive e veramente capaci di rilanciare l’economia, toglie il futuro alle giovani generazioni.

Ecco cosa ci lasciano Renzi, Boschi e Verdini, Monti e Fornero, Berlusconi e Bossi (con Meloni e Salvini).

Allora non ci resta che una speranza, rappresentata dai ragazzi che animano il Movimento 5 Stelle. Per impedire che si possa consumare l’ultimo atto del patto scellerato rappresentato dal renzusconesimo, occorre andare a nuove elezioni.

Abbiamo una  brutta legge elettorale, l’Italicum, per la quale Renzi ha preteso e ottenuto la fiducia. E’ da quella che bisogna partire. Ma bisogna fare presto, altrimenti avremo un nuovo governo tecnico che andrà a sostituire quello attuale, illegittimo perché nominato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una continuità da scongiurare, in nome del popolo italiano.

“Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”, dice Beppe Grillo, che rilancia: “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile”.

In questa campagna referendaria il MoVimento 5 Stelle, con i suoi portavoce e i suoi attivisti si è mobilitato in tutta Italia per informare i cittadini. E continuerà a farlo attraverso il contatto diretto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

I tempi sono maturi per una rinascita. La politica italiana può ancora essere sconvolta. Questa volta in positivo, con una grande partecipazione popolare. Saranno i cittadini, infatti, a costruire il programma e la squadra di governo targati 5 Stelle. Dalla prossima settimana gli iscritti al Movimento li voteranno online. E nessuno potrà impedirlo.

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico secondo il quale, almeno da questo punto di vista, il ‘No’ ha trionfato ma non troppo.

In realtà Renzi paga la scelta di aver personalizzato il referendum, trasformandolo in un giudizio sull’operato del suo governo, non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud, non solo per la scelta di personalizzare la consultazione ma soprattutto per non aver mai mantenuto le promesse dei suoi roboanti annunci e per essersi piegato (e aver piegato il Paese) alle pretese delle lobby delle banche, dei petrolieri, dei mercati, della finanza, dell’Europa dei nazionalismi forti.

L’ASSOCIAZIONE E GIORNALE ‘IL PORTAVOCE’

La partecipazione dei cittadini alla vita politica attiva parte dall’informazione

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Nasce ‘Il Portavoce’, libera associazione di cittadini che non si riconosce in alcuna ideologia né di sinistra né di destra, ma che coagula e favorisce la produzione e circolazione di idee, realizza un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. In tale ottica si colloca al fianco del Movimento 5 Stelle.

Il logo dell'associazione Il Portavoce
Il logo dell’associazione Il Portavoce

Il Portavoce si pone come interlocutore propositivo accrescendo le forme di inclusione e di coinvolgimento dei cittadini nonché di stimolare l’attivazione di nuove procedure di partecipazione diretta ove creare le condizioni per una democrazia partecipativa e deliberativa diretta al coinvolgimento della popolazione.

Tra gli strumenti, l’attivazione di iniziative popolari quali, a solo titolo di esempio, le Petizioni, i Referendum e quant’altro, nell’interesse dell’intera comunità; l’attivazione di iniziative popolari, come attività rionali e di quartiere (condominio allargato), Forum (riunioni pubbliche per discutere problemi sociali, politici e culturali del Territorio), Giurie di Cittadini (assemblee di discussione pubblica deliberativa), Citizen Panels (comitati di cittadini statisticamente rappresentativi della popolazione), Focus Group (gruppi di persone selezionate per la loro competenza allo scopo di determinare le idee e gli orientamenti nella discussione di un determinato argomento), Sondaggi di opinione e altri strumenti idonei da individuare caso per caso. Sono previsti anche Gruppi di lavoro tematici.

Il sodalizio partecipa alla Rete di comitati e associazioni denominata ‘Galassia Populus’, per l’interscambio della conoscenza e della comunicazione, con lo scopo di incoraggiare l’impegno in nuove forme di cooperazione dal basso, in forma apartitica e conservando la propria autonomia operativa secondo il proprio statuto.

Gli associati utilizzano ogni strumento/piattaforma condivisa sul web e si dotano di un organo di informazione esterno, rivolta ai cittadini, un vero e proprio giornale (in versione cartacea e online), utile a far conoscere le attività de ‘Il Portavoce’ e dei suoi attivisti.

La sede del sodalizio è  in via Dogali 3/B a Foggia.

Per comunicare con l’Associazione e la Redazione  i cittadini possono scrivere a posta@ilportavoce.eu.

FOGGIA. CITTADINI DAL PREFETTO E QUESTORE PER IL QUARTIERE ‘FERROVIA’

Piazza Vittorio Veneto - Il Meetup Il Portavoce e Rosa Barone
Piazza Vittorio Veneto – Il Meetup IL PORTAVOCE con cittadini e la consigliera regionale 5 Stelle Rosa Barone

All’incontro, che segue l’iniziativa del gruppo di cittadini del Meetup ‘Il  Portavoce’ e che ha coinvolto l’associazione Amici del Viale, ha partecipato la consigliera regionale M5S Rosa Barone

“Grande soddisfazione e gratitudine”. E’ questo il sentimento espresso da Nunzio Lops, organizer del Meetup ‘Il Portavoce’ e di Roberta Apicella, presidente dell’associazione ‘Amici del Viale’ a margine dell’incontro avuto giovedì pomeriggio con il Prefetto, Maria Tirone, e il Questore, Piernicola Silvis. Presente anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che ha voluto esprimere l’interessamento ai gravi problemi di quella zona della città di Foggia.

Al centro delle attenzioni, l’iniziativa che da febbraio ha animato non solo i residenti del quartiere ma anche i concittadini che a fine febbraio e nella prima decade di marzo hanno dato vita a due passeggiate per le strade che, partendo dal piazzale della Stazione Ferroviaria, si sviluppano in un percorso che storicamente è stato caratterizzato dalla presenza dei migliori negozi del capoluogo dauno ma che, oggi, offre una immagine altamente degradata. La situazione ha spinto gli attivisti vicini al Movimento 5 Stelle (poi condiviso dagli Amici del Viale e da centinaia di cittadini), a formulare quattordici proposte, inviate al Prefetto, Questore e Sindaco di Foggia. La sollecitazione ha trovato subito riscontro, per la propria parte di competenze, nelle numerose azioni messe in campo sul territorio del quartiere ‘Ferrovia’ da Prefettura e Questura. “Ma dal Sindaco, a distanza di quasi due mesi – dichiara Nunzio Lops – non è giunto alcun cenno di risposta”.

“In occasione dell’incontro con Prefetto e Questore abbiamo evidenziato un quadro allarmante della situazione – avvalorate dalla testimonianza di Roberta Apicella – concentrandoci sugli aspetti che richiedono interventi e attenzioni di competenza delle Forze dell’Ordine. Ma le evidenti connessioni con le responsabilità del Comune di Foggia ci hanno indotto a tracciare un quadro complessivo all’interno del quale, però, i cittadini possono agire offrendo una preziosa collaborazione a tutte le Istituzioni”.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, il contrasto alla criminalità e la prevenzione dei reati, l’azione programmata, frutto di attenta analisi del tavolo operativo della Prefettura e Questura con la collaborazione delle forze di Polizia Municipale, ha già prodotto risultati tangibili e positivi sul campo. Ma rimangono i disagi e le paure dei residenti, collegati al commercio irregolare, alla prostituzione, alla concentrazione di attività che favoriscono pericolosi assembramenti di soggetti poco rispettosi delle più elementari regole di convivenza, che danno luogo anche ad atti di vandalismo, di vera e propria inciviltà, di disturbo della quiete pubblica e liti furibonde.

Tutto questo, accompagnato dalla chiusura dei negozi storici, dalla corsa a vendere gli appartamenti (che, conseguentemente, perdono valore) dalla perdita dei clienti degli studi professionali, dal degrado dello stato dei luoghi, privi anche dei servizi igienici pubblici, essenziali per i migranti nostri ospiti, crea grande insicurezza e disagio nei cittadini residenti.

Ma qualcosa si può fare, sicuramente con la collaborazione dei cittadini ma anche con interventi di prevenzione, programmazione territoriale, pianificazione, recupero e riqualificazione urbana per i quali le competenze sono tutte comunali.

L’attenzione e le iniziative dei cittadini si spostano, pertanto, sulle attività e competenze comunali. “Sono in gioco il ripristino delle regole di convivenza civile e la sicurezza delle famiglie, dei residenti e dei foggiani che hanno sempre frequentato il quartiere ‘Ferrovia’”, ha dichiarato Nunzio Lops, che conclude: “Siamo determinati ad utilizzare ogni strumento legale per spronare le Istituzioni ad adottare ogni azione tesa a raggiungere l’obiettivo”.

FOGGIA. QUATTORDICI PROPOSTE PER SALVARE IL QUARTIERE ‘FERROVIA’

Martedì 8 marzo 2016, dalla Villa Comunale, i cittadini dei Meetup ‘Il Portavoce’, con la consigliera regionale Rosa Barone, hanno dato vita alla Seconda passeggiata 5 Stelle per tenere accesi i riflettori sul degrado dello storico quartiere

Dopo la ‘Passeggiata 5 Stelle nel Quartiere ‘Ferrovia’ di Foggia di domenica 21.2.2016, si è replicato martedì sera 8.3.2016. Organizzati dagli iscritti al Movimento 5 Stelle del Meetup ‘Il Portavoce’, con la partecipazione della consigliera regionale Rosa Barone, cittadini foggiani si sono recati nelle strade, parlando con i negozianti, scattando foto tra le strade che si diramano dal Viale XXIV Maggio e piazza Vittorio Veneto per tenere ancora accesi i riflettori sul degrado in cui versa lo storico quartiere. A conferma del sentimento popolare, rispetto al problema, circa 250 le firme dei foggiani, residenti e non, raccolte in meno di dodici ore.

Banchetto Il Portavoce
Banchetto raccolta firme del Meetup IL PORTAVOCE

Un tempo, il viale e le strade che da esso si diramano ospitavano i migliori negozi del Capoluogo dauno. Oggi, isolate dal resto del centro cittadino, offrono una immagine altamente degradata, caratterizzata da prostituzione, latrine a cielo aperto, luoghi di spaccio, liti furibonde fra immigrati.

Numerosi gli interventi delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale.

La gente ha paura, soprattutto (ma non solo) nelle ore serali, i negozi degli italiani chiudono e vengono regolarmente soppiantati da attività gestite da stranieri. Si vedono anche appartamenti a luci rosse, così come si concedono in affitto alloggi che ospitano un numero indefinito di persone di ogni provenienza, con conseguenti problemi igienici e sanitari.

Tra le conseguenze, non solo la chiusura dei negozi storici ma anche la corsa a vendere gli appartamenti che, conseguentemente, hanno perso gran parte del loro valore; studi professionali in difficoltà perché perdono clienti che, impauriti (specie nelle ore della sera), preferiscono cambiare consulenti piuttosto che continuare a frequentare le strade limitrofe a quelle di viale XXIV Maggio; grande insicurezza dei cittadini residenti, che evitano di lasciar andare i figli da soli per strada.

I cittadini del Meetup ‘Il Portavoce’, insieme ai residenti della zona, chiedono di ripristinare nel Quartiere ‘Ferrovia’ di Foggia condizioni ambientali rispettose del vivere civile, con strade pulite, servizi adeguati, senza prostituzione, con normali standard di sicurezza e di uscire dall’isolamento e dal degrado e formulano 14 proposte, indirizzate, ciascuna per la propria parte di competenze, al Prefetto, Questore e Sindaco di Foggia per:

  • varare una moratoria per le nuove licenze commerciali, in attesa di un Piano del Commercio;
  • formulare un Piano del Commercio che metta tra i suoi obiettivi il bilanciamento del rapporto tra attività gestite da italiani e stranieri, a tutela dell’identità del quartiere e che  definisca le diverse tipologie di attività insediabili;
  • istituire un incentivo, un bonus sotto forma di sgravi sui tributi locali, per l’apertura di attività commerciali legate al territorio e alle nostre tradizioni, che potrebbe  fornire un’utile spinta alla riqualificazione del quartiere;
  • stilare un protocollo d’intesa tra Comune di Foggia, Agenzia delle Entrate e Amministratori Condominiali per controllare la registrazione e il contenuto dei contratti di locazione degli appartamenti ceduti a stranieri comunitari ed extra-comunitari, accertando, inoltre, se siano rispettate le norme relative alla cessione di fabbricato e il numero effettivo degli occupanti;
  • emettere una Ordinanza sindacale per limitare il numero di occupanti degli appartamenti affittati nel quartiere (rapporto vani/occupanti), evitare il sovraffollamento abusivo negli appartamenti dati in affitto e prevenire i casi e le situazioni di illegalità;
  • controllare condizioni igieniche e licenze relative alle attività degli esercizi commerciali;
  • decentrare, ove possibile, i phone center di nuova apertura;
  • creare e distribuire un volantino informativo illustrante l’ubicazione  dei vari servizi igienici pubblici esistenti nella città di Foggia. Il Volantino dovrà prevedere il testo in almeno tre lingue, Inglese, Francese e Italiano per esprimere la massima efficacia comunicativa;
  • controllare provenienza e permessi di soggiorno degli stranieri che si rendono artefici di atti di inciviltà lungo le strade del quartiere Ferrovia;
  • svolgere attività di educazione civica, integrazione  e informazione in favore degli ospiti del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Borgo Mezzanone – Manfredonia (FG), stessa attività da svolgere anche per i cittadini foggiani a favore dell’integrazione;
  • creare una postazione fissa, dotata di agenti delle Forze dell’Ordine e/o della Polizia Municipale con mezzi di locomozione per il pronto intervento e per attuare una efficace, frequente attività di controllo itinerante nelle strade in cui si consumano le attività illegali, soprattutto nella fascia oraria dalle 20:00 alle 02:00;
  • offrire il servizio gratuito di toilette per gli stranieri presso il nuovo terminal dei bus di piazza Vittorio Veneto e ampliare l’offerta di servizi igienici in generale. In questa direzione è auspicabile il ripristino della funzionalità dei servizi esistenti in piazza Marconi e la realizzazione di nuovi servizi in altre zone della città;
  • incentivare iniziative a sfondo culturale, con l’obiettivo di riattivare il quartiere;
  • tenere aperto un tavolo di verifica Comune, Prefettura, Questura, cittadini per seguire gli sviluppi degli interventi da mettere in campo.

Piazza Vittorio Veneto - Il Meetup Il Portavoce e Rosa Barone
Piazza Vittorio Veneto – Il Meetup IL PORTAVOCE con cittadini e la consigliera regionale 5 Stelle Rosa Barone

I firmatari della lettera hanno chiesto, inoltre, di essere ricevuti in delegazione (meglio se in presenza contemporanea di tutte le Istituzioni in indirizzo o loro Funzionari) per un colloquio utile a cercare un modus operandi per una proficua collaborazione.

Seguono 250 firme dei cittadini

JUNCKER & CO. SOTTRAGGONO RISORSE ALLA RICERCA EUROPEA

La portavoce Rosa D’Amato e il Movimento 5 Stelle si oppongono all’impoverimento di importanti programmi per l’innovazione scientifica, leadership industriale e sfide per la società capaci di produrre scienza e tecnologia di alto livello in grado di stimolare la crescita economica

“Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, ad indirizzare le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese e ad assicurare un controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti”. Esordisce così Rosa D’Amato componente della Commissione per lo sviluppo regionale, che ci ha spiegato meccanismi, implicazioni e risvolti delle politiche comunitarie in atto.

L’EFSI, lo diciamo a vantaggio dei lettori, è il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. La sua governance non è propria di una entità indipendente ma promana da un accordo tra Commissione Europea e BEI (Banca Europea Investimenti) nell’ambito della quale ci sono le garanzie della Comunità.

Si tratta di un fondo con una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro (5 della Bei e 16 garantiti dall’Unione Europea) che puntano a finanziare, grazie a una sorta di effetto moltiplicatore (sperato e presunto), progetti per 315 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni, di cui 240 destinati a progetti infrastrutturali e innovativi, e 75 a piccole e medie imprese.

Il piano è già stato sbandierato dalla Commissione Europea e da alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, come il presunto ‘motore’ per far ripartire l’Europa e gli investimenti. In realtà “il regolamento della Commissione Europea presenta numerose problematiche, tra cui la possibilità di usare i Fondi Strutturali (cosiddetti di “coesione”) e di Investimento, ossia quelli delle politiche Regionali, – dice la parlamentare 5 Stelle – per finanziare progetti scelti nel quadro dell’EFSI” (Per l’Italia il TAV, Treno ad alta velocità, o il cosiddetto ‘revamping’ (interventi di ristrutturazione generale ) dell’Ilva”.

In pratica si apre la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, indirizzando le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese (sino a 250 dipendenti, contro i 3000 del testo proposto), accompagnato da uno scarso controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti. “Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, – dice Rosa D’Amato –  abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori questi rischi concreti”. “Così come ci siamo fermamente opposti al finanziamento del fondo di garanzia con le risorse di Horizon 2020 (2,7 miliardi) e Connecting Europe Facility (3,3 miliardi) destinati alla ricerca scientifica, all’innovazione, allo sviluppo. In questo senso, la Commissione per lo Sviluppo Regionale ha accolto le nostre istanze, e ha raccomandato di non destinare al piano EFSI proprio quei fondi”.

Ma non la pensa così il vicepresidente della Commissione Katainen, che ha reiterato la volontà della Commissione Europea di utilizzare i fondi destinati ad Horizon, ipotizzando l’effetto moltiplicatore degli investimenti. “Si prefigura, così, – conclude la portavoce  del Movimento 5 Stelle – l’impoverimento di uno dei programmi più importanti dell’Unione, che associa la ricerca all’innovazione concentrandosi su settori chiave come quelli dell’eccellenza scientifica, della leadership industriale e delle sfide per la società, allo scopo di consentire all’Europa di produrre scienza e tecnologia di livello mondiale in grado di stimolare la crescita economica”.

“Togliere preziosissime risorse finanziare, specialmente in tempi di crisi, a questo programma, ‘scommettendo’ su investimenti di privati e pericolose ingegnerie finanziarie, sarebbe una gravissima scelta politica, contro la quale continueremo ad opporci in tutte le commissioni competenti”.