QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.

JUNCKER & CO. SOTTRAGGONO RISORSE ALLA RICERCA EUROPEA

La portavoce Rosa D’Amato e il Movimento 5 Stelle si oppongono all’impoverimento di importanti programmi per l’innovazione scientifica, leadership industriale e sfide per la società capaci di produrre scienza e tecnologia di alto livello in grado di stimolare la crescita economica

“Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, ad indirizzare le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese e ad assicurare un controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti”. Esordisce così Rosa D’Amato componente della Commissione per lo sviluppo regionale, che ci ha spiegato meccanismi, implicazioni e risvolti delle politiche comunitarie in atto.

L’EFSI, lo diciamo a vantaggio dei lettori, è il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. La sua governance non è propria di una entità indipendente ma promana da un accordo tra Commissione Europea e BEI (Banca Europea Investimenti) nell’ambito della quale ci sono le garanzie della Comunità.

Si tratta di un fondo con una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro (5 della Bei e 16 garantiti dall’Unione Europea) che puntano a finanziare, grazie a una sorta di effetto moltiplicatore (sperato e presunto), progetti per 315 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni, di cui 240 destinati a progetti infrastrutturali e innovativi, e 75 a piccole e medie imprese.

Il piano è già stato sbandierato dalla Commissione Europea e da alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, come il presunto ‘motore’ per far ripartire l’Europa e gli investimenti. In realtà “il regolamento della Commissione Europea presenta numerose problematiche, tra cui la possibilità di usare i Fondi Strutturali (cosiddetti di “coesione”) e di Investimento, ossia quelli delle politiche Regionali, – dice la parlamentare 5 Stelle – per finanziare progetti scelti nel quadro dell’EFSI” (Per l’Italia il TAV, Treno ad alta velocità, o il cosiddetto ‘revamping’ (interventi di ristrutturazione generale ) dell’Ilva”.

In pratica si apre la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, indirizzando le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese (sino a 250 dipendenti, contro i 3000 del testo proposto), accompagnato da uno scarso controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti. “Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, – dice Rosa D’Amato –  abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori questi rischi concreti”. “Così come ci siamo fermamente opposti al finanziamento del fondo di garanzia con le risorse di Horizon 2020 (2,7 miliardi) e Connecting Europe Facility (3,3 miliardi) destinati alla ricerca scientifica, all’innovazione, allo sviluppo. In questo senso, la Commissione per lo Sviluppo Regionale ha accolto le nostre istanze, e ha raccomandato di non destinare al piano EFSI proprio quei fondi”.

Ma non la pensa così il vicepresidente della Commissione Katainen, che ha reiterato la volontà della Commissione Europea di utilizzare i fondi destinati ad Horizon, ipotizzando l’effetto moltiplicatore degli investimenti. “Si prefigura, così, – conclude la portavoce  del Movimento 5 Stelle – l’impoverimento di uno dei programmi più importanti dell’Unione, che associa la ricerca all’innovazione concentrandosi su settori chiave come quelli dell’eccellenza scientifica, della leadership industriale e delle sfide per la società, allo scopo di consentire all’Europa di produrre scienza e tecnologia di livello mondiale in grado di stimolare la crescita economica”.

“Togliere preziosissime risorse finanziare, specialmente in tempi di crisi, a questo programma, ‘scommettendo’ su investimenti di privati e pericolose ingegnerie finanziarie, sarebbe una gravissima scelta politica, contro la quale continueremo ad opporci in tutte le commissioni competenti”.

FOGGIA. IL 23 GENNAIO INFODAY SUI FONDI EUROPEI DIRETTI ALLE PMI

Foggia. Seminario con la parlamentare europea del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato sui bandi per le aziende del nostro territorio, occasione per un salto di qualità ed espansione dei mercati

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L’europarlamentare Rosa D’Amato per i finanziamenti alle Piccole e Medie Imprese

Seminario con la parlamentare europea del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato sui bandi per le aziende del nostro territorio, occasione per un salto di qualità ed espansione dei mercati

Si svolgerà il 23 gennaio 2015, con inizio alle ore 17.30 e chiusura alle 20.00, presso l’Hotel degli Atleti di Foggia l’‘Info Day’ sui fondi europei diretti alle piccole e medie imprese.

Presenta e introduce l’evento la parlamentare europea del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato. Relatore l’esperto di fondi europei ed europrogettazione Andrea Boffi, chiamato a fare luce sulla tematica oggetto dell’evento sul programma europeo Horizon e soprattutto sui bandi di partecipazione per l’accesso ai finanziamenti, in scadenza a Marzo, Giugno e Settembre 2015.

‘HORIZON 2020’ è il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea. Attivo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020, con un budget di oltre 70 miliardi di euro (compreso il programma per la ricerca nucleare Euratom), supporta l’UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee.

‘COSME’ è un sotto-programma all’interno del quadro Horizon 2020, ovvero il Programma Quadro dell’Unione Europea dedicato al sostegno delle imprese e delle Piccole e Medie Imprese (PMI), che ha lo scopo di migliorarne competitività e internazionalizzazione, di facilitarne l’accesso ai finanziamenti e ai mercati, nonché di promuovere la cultura imprenditoriale in Europa.

“Si tratta di una straordinaria occasione per le imprese del nostro territorio – anticipa Rosa D’Amato –  per fare un salto di qualità ed espandere i mercati di riferimento nell’ambito dei quali collocare i propri prodotti e servizi”.