FOGGIA. I PENTASTELLATI ADERISCONO A IO SONO PLASTIC FREE

I parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste in plastica

Si è tenuto stamattina, a Foggia, l’evento del Movimento 5 Stelle #IoSonoPlasticfree. Tra le strade centrali del Capoluogo Dauno, tra l’isola pedonale e la villa comunale, i parlamentari Giorgio Lovecchio, Rosa Menga e il senatore Marco Pellegrini, accompagnati da numerosi attivisti, hanno barattato con i cittadini foggiani borracce di alluminio in cambio di bottiglie di plastica monouso e shopper di tela in cambio di buste di plastica.

Foggia. Plastic Free

Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento del pianeta, soffocato dalla plastica, sulla cultura della riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dell’utilizzo di oggetti monouso e l’utilizzo di materiale non inquinante e pluriuso.

“150 milioni di tonnellate di plastica nei nostri oceani – ha dichiarato l’onorevole Rosa Menga – non è un semplice numero, ma un’emergenza ambientale che non è più possibile ignorare e che produce pesantissime conseguenze non solo sulle specie marine e sugli ecosistemi, ma anche sulla salute dell’uomo e sulle sue attività produttive (dal turismo alla pesca e all’acquacoltura)”.

Attivisti 5 Stelle Foggia

 

 

MOVIMENTO 5 STELLE FOGGIA. GIU’ LE MANI DAL PATRIMONIO VERDE

Gli attivisti per lo stop al taglio indiscriminato di alberi e piante. Individuare le responsabilità

L’Amministrazione comunale di Foggia continua la sua azione demolitrice del patrimonio arboreo cittadino con il taglio indiscriminato di decine e decine di alberi in spregio del buon senso e persino in contrasto con il Regolamento del Verde, di cui Foggia si è dotata alcuni anni fa, e del parere degli stessi tecnici comunali.

Questa volta a rimetterci sono stati ben 13 pini, di oltre 40 anni di età, presenti in un’aiuola all’angolo tra Viale Michelangelo e Viale Ofanto.

 

Gli ultimi alberi tagliati a Foggia – viale Michelangelo angolo viale Ofanto

Per la riqualificazione di quell’area la società SIEM, partecipando ad un bando del Comune di Foggia per la sponsorizzazione di aree verdi, aveva presentato un progetto con il quale, tra l’altro, proponeva la sostituzione dei sempreverdi.

Al riguardo, la Commissione comunale dell’Area Tecnica – Servizio Ambiente e Sviluppo Sostenibile, nel Verbale dell’11 dicembre 2017, nel rilevare “perplessità inerenti l’abbattimento di tutti gli alberi”, consigliava l’abbattimento di 8 alberi (quelli dalla conformazione più sbilanciata, le cui radici davano origine a pericolose sconnessioni della pavimentazione) “avendo cura di salvaguardare i restanti 5 pini” per i quali era sufficiente una “potatura di rimonda” (cioè l’eliminazione di tutte le parti secche o ammalate presenti sulla chioma, per la messa in sicurezza e l’eliminazione del rischio di schianto).

Foggia. I pini abbattuti

Prescindendo dal progetto complessivo che modifica e snatura sostanzialmente l’area interessata con la riduzione dell’area verde e la posa in opera di strutture in cemento di dubbia utilità ed effetto estetico, gli attivisti foggiani del Meetup Unico ‘A riveder le stelle’, rilevano che:

1)    continua l’azione di depauperamento del patrimonio verde, in particolare quello arboreo, da parte dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Landella;

2)    si realizzano lavori, su aree pubbliche, senza esporre il ‘Cartello di cantiere’ con le segnalazioni/indicazioni, prescritte dalla Legge in relazione al progetto, alla sicurezza e ai responsabili dell’intervento;

3)    non si riscontra alcun cenno ad una quantificazione oggettiva del reintegro ambientale, necessario ai fini del bilancio ecologico dell’intervento, cioè in che misura le nuove alberature possano sopperire alla rimozione dei 13 pini adulti abbattuti, che dalle foto precedenti al taglio apparivano dotati di notevole chioma e quindi di forti capacità di disinquinamento ambientale ed acustico, oltre che di mitigazione delle temperature, specie alle soglie dei torridi mesi estivi.

Foggia. Il girotondo, organizzato da FareAmbiente il 21.6.2018, con la partecipazione degli attivisti 5 Stelle

Gli alberi sono un patrimonio naturalistico e capitale prezioso dell’intera città e come tali vanno salvaguardati e tutelati, per le molteplici funzioni ecologiche e sociali, perché generano importanti benefici per la qualità dell’ambiente urbano e per la vita dei cittadini. “In questo caso – ci hanno detto i residenti della zona – i pini quarantennali abbattuti costituivano una barriera antinquinamento, specie contro le polveri sottili e i gas sprigionati dalle migliaia di autovetture che impegnano ogni giorno quell’incrocio, oltre che creare ombra e frescura d’estate” .

Per questo gli Attivisti pentastellati del Meetup Unico ‘A riveder le stelle’ di Foggia, chiedono:

–      di sospendere tutti i lavori di taglio indiscriminato del patrimonio arboreo cittadino;

–      la redazione di un piano organico di azioni che tengano conto delle priorità, delle urgenze (a tutela della pubblica incolumità) e della possibilità di salvaguardare e recuperare le piante che hanno bisogno di un semplice intervento manutentivo.

“Capitolo a parte meriterebbe l’analisi di quanto sta accadendo nel resto della città” – commentano i pentastellati – “ci si domanda infatti come sia stato possibile che decine di giovani querce, piantate solo qualche mese fa in via Scillitani, siano state lasciate seccare o perché numerose aree verdi versino in profondo stato di degrado per l’assenza di manutenzione, pur in presenza di una convenzione che affida, con grande esborso economico per i foggiani, la manutenzione del verde alla Società ‘Foggia più verde’”.

I più attenti si chiedono, inoltre, come vengano smaltite le tonnellate di rami e arbusti tagliati. Ma questa è un’altra storia.

Gli attivisti 5 Stelle vogliono “che venga fatta chiarezza sull’accaduto, senza nascondersi dietro le perizie tecniche”. “E soprattutto che venga rivisto il progetto individuato con la piantumazione di più alberi e la eliminazione di zone da cementificare”.

“Resta da chiedersi – dicono ancora i 5 Stelle –  per quale motivo non sia stato rispettato il vigente ‘Regolamento comunale del verde pubblico e privato’ che individua in modo puntuale le cause che giustificano gli abbattimenti”.  Così come non si può non annotare che “pur apprezzando l’intervento privato, che si affianca a quello dell’Amministrazione Comunale per la riqualificazione della città, bisogna dire che tale supporto prescinde da una visione personalistica della realizzazione degli interventi”.

I pentastellati foggiani si riservano ogni ulteriore azione volta a denunciare i danni causati, nella circostanza, al patrimonio arboreo e a individuare le responsabilità delle azioni messe in campo, sia in fase di realizzazione che di controllo.

A MANFREDONIA LE RAGIONI DEL POPOLO NO TRIV. CON QUALCHE SORPRESA

L’incontro di questa mattina con il presidente della Regione Puglia, il mondo politico provinciale e l’associazionismo che si occupa di ambiente per scongiurare le trivellazioni in Adriatico e vicino alle Isole Tremiti. Confermata l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che apre molte falle prestando il fianco alla realizzazione di impianti pericolosi come quello di Energas. La sferzata finale dei Cinque Stelle

Si è svolto stamattina, presso l’Aula consiliare del Comune di Manfredonia, il previsto incontro, promosso dalla rete ‘No Triv’, per ribadire l’assoluta contrarietà di una intera comunità provinciale alla ricerca del petrolio nel mare delle Tremiti.

L'intervento di Raffaele Vigilante
L’intervento di Raffaele Vigilante (No Triv)

Al centro delle attenzioni l’autorizzazione del 22 dicembre scorso, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, alla Petroceltic Italia srl che potrà procedere, con  la tecnica invasiva dell’air-gun,  alle prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca di depositi di idrocarburi.

L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini che serve per capire cosa c’è sotto i fondali. Fortissime e continue esplosioni, ogni 5-10 minuti, di aria compressa mandano onde riflesse che consentono di estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, queste onde sonore sono dannose per i pesci, perché possono causare lesioni e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche si orientano con l’udito, che gli serve per tante funzioni vitali, compresa quella di trovare cibo.

Ma non è tutto. Lo hanno ricordato in molti: le ricerche porteranno le trivellazioni e l’estrazione di petrolio. L’Adriatico è, quindi, in grave pericolo.

“Il nostro mare che è la vera bellezza del nostro territorio”, ha detto il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi ricordando la battaglia portata avanti dall’indimenticabile Lucio Dalla. “E’ un affronto gravissimo quello di fare le trivellazioni a 12 km dalle Isole Tremiti. Per questo motivo c’è un fronte compatto delle regioni. Metteremo in campo tutte le ipotesi di azione possibili, anche il referendum” ha detto il Primo cittadino Manfredoniano in chiusura di intervento.

A seguire, l’organizzatore dell’incontro, Raffaele Vigilante (No Triv), che tra l’altro ha detto:

“Le geoispezioni sono l’anticamera delle trivellazioni. Novantaquattro fisici statunitensi hanno provato i danni di queste ispezioni. C’è correlazione tra gli spiaggiamenti di capodogli di Vasto e Manfredonia. Un territorio come il nostro vive di pesca e turismo. Ma con queste tecniche il pesce fugge”.

 “Anche il turismo ne sarebbe danneggiato: sono 27.000 gli operatori impegnati in provincia di Foggia. Su una piattaforma petrolifera lavorano pochissime persone”.

 “Questa assemblea proporrà, insieme al Parco Nazionale del Gargano, un documento che dia forza alle azioni per bloccare questo scempio”.

 “La Basilicata, che è la regione più perforata d’Italia, ha il reddito pro capite più basso d’Italia”, ha aggiunto Vigilante per sottolineare le scarse ricadute economiche sul territorio.

Ma ci sono anche problemi di equilibrio del sottosuolo. “Secondo fisici della California University c’è correlazione tra estrazioni petrolifere e terremoti. Ieri in Molise uno sciame sismico. A Foggia c’è il fenomeno della subsidenza. Se da una caverna gassosa, dal sottosuolo estraiamo ciò che spinge verso l’alto è logico che avremo dei crolli”.

Non poteva mancare, ovviamente, il ricordo di quanto avvenuto nel Golfo del Messico. La fuoriuscita incontrollata di petrolio da una piattaforma della British Petroleum provocò 300 miliardi di dollari di danni e la contaminazione di una vasta zona di mare e di coste con conseguenze incalcolabili per l’ecosistema.

 “Oggi siamo qui per le Isole Tremiti ma è interessato tutto l’Adriatico. Dobbiamo far ritirare il decreto, arrivare al Parlamento Europeo”.

Subito dopo l’intervento del Sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini

 “A Pianosa c’è un’ordinanza che vieta qualsiasi intervento perché ci sono le bombe, residuati bellici per i quali Governo non riesce a trovare i fondi per la bonifica. Figuriamoci come farebbero a trovare i soldi per far fronte a eventuali problemi che dovessero causare le trivellazioni”.

 “Tutti abbiamo investito nel turismo. Ora ci vediamo azzerare i nostri sforzi. Al centro dell’area marina protetta ci vogliono mettere questa piattaforma petrolifera. Per fare i tuffi?”

“E’ una battaglia di tutto il territorio”, ha detto il Sindaco Polignano a Mare, Domenico Vitto, che ha aggiunto: “la nostra economia è quella del turismo. E’ il settore che abbiamo imposto, la nuova economia che abbiamo sviluppato. No al petrolio nella nostra Regione”.

“Il Governo si rimangi il decreto” (quello di autorizzazione alla Petroceltic, ndr) ha detto il parlamentare Angelo Cera.

Subito dopo il consigliere comunale di Foggia, Vincenzo Rizzi (Centro studi Naturalistici), per il quale “non possiamo continuare a difenderci con i ricorsi al Tar. Bisogna incalzare in maniera forte questo Governo”. “E’ un mare che ha già grandi problemi (pressione antropica, calo del pescato), non possiamo dare il colpo di grazia”.

Atteso l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Il Primo Cittadino della Puglia ha posto l’accento sulla necessità di affrontare seriamente una discussione sulla politica energetica nazionale, che passi anche attraverso una maggiore chiarezza sul da farsi in tema di emissione di Co2 e di estrazione di combustibili fossili.

Il presidente Michele Emiliano
L’arrivo del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

“Nelle mappe dei ministeri sanno benissimo cosa c’è nell’Adriatico, nel quale ci sono già moltissime concessioni. Quindi, dietro questo impulso alle nuove ricerche c’è una nuova strategia?”. “Le regioni hanno dato tante autorizzazioni in passato. Ma adesso non si capisce perché bisogna dare impulso a queste estrazioni”.

Emiliano si interroga evidenziando che nello ‘Sblocca Italia’ (il decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”), nel quale “c’è un generico alleggerimento nel rapporto costituzionale tra Regioni e Governo”.

Secondo Emiliano la richiesta dei parlamentari pugliesi del PD di revocare il decreto autorizzativo delle trivellazioni è stato un atto di coraggio ma anche un inizio di dialogo, al termine del quale “il Governo ci deve dire qual è la sua politica energetica”.

 “Noi abbiamo già dato le nostre indicazioni sulla decarbonizzazione, sul gasdotto Tap, sulle trivellazioni, però depuriamo ancora male le acque e dobbiamo essere più credibili sul ciclo dei rifiuti” ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia che con questa autocritica ha voluto evidenziare che c’è ancora qualche problema di coerenza tra le rivendicazioni e le azioni messe in campo sul territorio.

“Nel 2012 da sindaco di Bari sentii il dovere di essere qui per una grande manifestazione No-triv. Oggi torno da presidente della Regione chiedendo al Governo quale sia la sua politica energetica e, soprattutto, chiedendo di ascoltare il nostro punto di vista. La mancanza di una strategia comune rende infatti impossibile ogni tipo di valutazione. L’Italia a livello internazionale si impegna per la riduzione del Co2, per ridurre l’estrazione di combustibili fossili, per abbassare i livelli di inquinamento che determinano il riscaldamento globale e per scongiurare rischi ambientali che potrebbero verificarsi non tra duemila ma tra cinquant’anni. Chiediamo al Governo quale risultato intende ottenere con questa spinta alle autorizzazioni a ricercare petrolio, visto che nell’Adriatico ce ne sono già molte”.

 “Ma il mio è un dramma: come fare a non mettermi in contrasto con il presidente del Consiglio dei Ministri?” ha detto Emiliano ribadendo di essere a fianco al Governo ma deciso a difendere le ragioni del territorio regionale.

Dopo gli elogi ai  No Triv  “che rappresentano l’ambientalismo intelligente”, Emiliano ha lanciato la proposta “di sfidare in modo costruttivo la Regione Puglia e il Governo a trovare una intesa sulla complessiva politica energetica in Puglia”.

“Le trivellazioni petrolifere – ha aggiunto il Governatore pugliese – sono una minaccia e non una opportunità. La ricerca di idrocarburi, inoltre, non ha senso dal punto di vista capitalistico, visto l’andamento del mercato del petrolio”.

Una stoccata, infine, alle autorizzazioni per le ricerche rilasciate a piccole società dotate di scarsa capitalizzazione. “Viene il dubbio – ha dichiarato Emiliano – che possano essere società che con queste autorizzazione ottengono credito nel circuito bancario”.

 “La Puglia è al fianco del Governo – ha ribadito Emiliano – ma abbiamo il dovere di tutelare lo spirito della Costituzione e i diritti dei cittadini”.

Telegrafico ma significativo l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che in chiusura ha voluto ricordare la questione Energas, il mega impianto di GPL che dovrebbe essere realizzato a ridosso della cittadina manfredoniana. Una struttura di enorme dimensione e pericolosità che, proprio nella città sipontina, desta preoccupazioni rilanciando quanto i deputati M5S sostengono dal 2013, ossia l’assenza di un vero piano di politica energetica nazionale. Una grave carenza, all’interno della quale può avvenire qualsiasi scempio del nostro ambiente e del territorio con grave danno per la salute dei cittadini.

 “Bisogna ricordare anche la questione dell’impianto Energas”, ha fatto notare Rosa Barone. “Ne avevo già parlato a rai tre pochi minuti prima. L’avevo rimosso dalle cose da dire”, la risposta di Emiliano.

Striscione No Triv e Energas
Striscione No Energas, No Triv Manfredonia

Raffaele Vigilante (No Triv), in chiusura ha letto il comunicato congiunto Rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Parco Nazionale del Gargano, dei Comuni della Capitanata in difesa dell’Adriatico e delle Isole Tremiti.

Onofrio Introna, ex presidente consiglio Regionale ha voluto ribadire la necessità che il Governo nazionale debba aprire un dialogo con le regioni sulle politiche energetiche del Paese.

Maria Luisa D’Ippolito, vice Presidente nazionale FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha proposto (proposta accolta, ndr) una integrazione del documento finale teso a “chiedere una moratoria per tutte le nuove autorizzazioni in attesa di un confronto sulla piattaforma programmatica e concordata sulle zone dove poter attivare le piattaforme petrolifere”.