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LE PREOCCUPAZIONI DEGLI OPERATORI DELLO SPETTACOLO IN TEMPI DI PANDEMIA

L’incontro con la candidata Carmen Battiante ha rivelato una profonda crisi del settore per la quale si chiede con forza un tavolo di confronto con la Regione Puglia e il Comune di Foggia

Si è svolto mercoledì sera, presso l’associazione ‘Note a margine’ di Foggia, l’incontro tra l’operatrice culturale Carmen Battiante, candidata alle prossime elezioni regionali per la lista ‘Cittadini pugliesi’, l’onorevole Antonio Tasso e i tecnici della produzione culturale, operatori e professionisti dello Spettacolo, imprenditori nelle attività connesse al comparto: tecnici audio, luci, fotografi, titolari di service dello Spettacolo, musicisti, addetti stampa nel settore della musica (nella foto, in alto, l’intervento di Carmen Battiante).

Sotto la lente di ingrandimento le problematiche, connesse alla pandemia da Covid-19, che attraversano drammaticamente il comparto Cultura e Spettacolo. Evidenziate le nuove emergenze e le esperienze vissute, analizzati i provvedimenti assunti e le prospettive in vista di una recrudescenza del contagio e delle conseguenze sul piano economico e del lavoro.

“Con il Covid19 si è fermato tutto”, hanno esordito gli intervenuti. Nel settore della musica “non basta il Festival di Sanremo perché il lavoro che si fa oggi si sviluppa per sei mesi e viene pagato tra due anni”, questa la realtà. “La produzione musicale è in profonda crisi”.

Gli operatori nel noleggio audio e luci aggiungono: “i problemi c’erano e con il Covid19 si sono amplificati. Manca un tariffario, non c’è regolamentazione, non esiste il riconoscimento della categoria. Ci sono codici Ateco (classificazione utilizzata dall’ISTAT per la classificazione delle attività economiche, ndr) per movimento terra che fanno il service audio luci. Mancano gli albi, il mercato e al ribasso, non esistono le qualifiche ma ci sono le abilitazioni e mancano i controlli”, queste alcune delle considerazioni esposte come un fiume in piena.

Ma, come sembra emergere da quasi tutti gli interventi, “il problema più grande è quello dell’assenza di tutele, soprattutto dal punto di vista contrattuale, a causa delle quali molti di noi non sono riusciti ad avere alcun aiuto per i problemi subiti dalla nostra attività per il Covid19”.

Non sono mancate bordate alla Regione Puglia in riferimento al Piano straordinario per la Cultura e lo Spettacolo ‘Custodiamo la Cultura in Puglia’ con il quale l’assessorato all’Industria ha “regalato” 17 milioni euro per sostenere operatori e imprese pugliesi nell’emergenza Covid19. “I soldi sono stati distribuiti male. Abbiamo chiesto alla Regione una redistribuzione più equa ma non siamo stati ascoltati. Occorre una indennità mensile finché non riparte il settore”, queste le preoccupazioni e le richieste emerse durante l’incontro.

Tra i problemi strutturali, mai risolti, un grido di dolore: “in campo musicale gli ‘emergenti’ sono stati lasciati soli, senza supporti. Occorre creare occasioni di lavoro, sostenere la promozione della musica e dei talenti locali”.

E non manca la denuncia: “nel campo della fotografia spesso assistiamo a fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale da parte di operatori che non hanno partita Iva. Per quanto riguarda l’attività siamo fermi da ottobre 2019. Ridicolo il contributo di 1.500 euro per gli sposi da parte della Regione Puglia, visto che il plafond disponibile è solo di 30.000 euro, cioè appena sufficiente per 20 coppie”. Riguardo alla progettazione futura “abbiamo chiesto alla regione Puglia di portare avanti il progetto di digitalizzazione delle opere d’arte e dei Beni Culturali da archiviare. Abbiamo anche presentato un progetto scaturito da un tavolo tecnico di tutti i fotografi a livello regionale ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta”.

Tra le proposte è emersa la necessità di individuare luoghi per attività di offerta culturale da incentivare, un censimento delle associazioni e dei professionisti operanti nel settore, un cartellone che offra spazio a tutti nell’ambito delle iniziative degli enti locali.

Tra gli interventi, non è mancata una stoccata alla programmazione degli Enti Locali: “negli atti amministrativi di programmazione e assegnazione degli spettacoli manca trasparenza, lavorano sempre le stesse persone e il prezziario applicato svilisce spesso il lavoro. Gli enti territoriali scelgono in modo arbitrario come spendere i soldi nel settore dello Spettacolo e Culturale poi il Covid19 ci ha tolto anche il pubblico aggravando la situazione. Servono regole più rigide nell’assegnazione dei fondi”.

“C’è molta improvvisazione, incompetenza, insensibilità delle istituzioni”, ha chiosato l’onorevole Tasso, che ha aggiunto: “con il Covid19 alcune categorie sono state tutelate, altre ignorate. Nel decreto di agosto ci sono 25 miliardi di euro disponibili nell’ambito dei quali è possibile individuare nuove risorse per il settore e in particolare aiuti per chi non li ha ricevuti”.

All’incontro hanno partecipato indirettamente, online, numerosi addetti del comparto Spettacolo e Cultura che hanno voluto rispondere online alle sollecitazioni dell’incontro.

A margine dell’incontro Carmen Battiante ha dichiarato: “resto profondamente colpita dall’insensibilità mostrata dai vari Enti al grido di aiuto di tutti gli operatori della Cultura e dello Spettacolo. Purtroppo non mi stupisce che non vi siano risposte e soluzioni! Sono anni di denunce inascoltate e ora con il Covid siamo al completo collasso dell’intero comparto. Cercheremo, con l’aiuto dell’on. Tasso, di stilare quanto prima un documento da portare in Parlamento, sottolineando la necessità di assegnare i fondi per lo spettacolo di tutti gli Enti alle aziende in crisi che, a causa della pandemia, rischiano la totale chiusura”.

Durante la riunione, quindi, si sono registrate le grandi difficoltà nelle quali si trova oggi il comparto Cultura e Spettacolo e analizzati anche i problemi atavici, strutturali, che andrebbero rimossi e per i quali si chiede maggiore attenzione da parte della politica. In proposito gli operatori del settore Cultura e Spettacolo chiedono con forza un tavolo di confronto sia con la Regione Puglia che con il Comune di Foggia.

CARMEN BATTIANTE INCONTRA GLI OPERATORI DELLO SPETTACOLO

L’ emergenza Covid-19 al centro delle problematiche del comparto in difficoltà

Si terrà domani 19 agosto 2020, alle ore 18.30, presso i locali dell’Associazione ‘Note a Margine – centro di Musicoterapia Orchestrale’ in via Pesola 15-17, l’incontro tra l’operatrice culturale Carmen Battiante, l’on. Antonio Tasso, il consigliere regionale Mario Conca e tecnici nella produzione culturale, operatori e professionisti dello spettacolo e imprenditori nelle attività connesse al comparto, pugliesi.

Al centro dell’incontro, curato e organizzato da Carmen Battiante, candidata alle prossime elezioni regionali per la lista ‘Cittadini pugliesi’, le problematiche, connesse alla pandemia da Covid-19, che attraversano drammaticamente il comparto cultura e spettacolo (macro o micro), le nuove emergenze connesse, le esperienze vissute, i provvedimenti assunti e le prospettive in vista di una recrudescenza del contagio e delle conseguenze sul piano economico e del lavoro.

All’incontro, che si terrà all’interno del cortile all’aperto della struttura ospitante, parteciperanno non più di 20 operatori, contingentati con invito per consentire il corretto distanziamento, che potranno offrire suggerimenti rivolti ai problemi del comparto.

FOGGIA E LE SUE RADIO LIBERE DEGLI ANNI ‘70

Ieri sera si sono incontrati gli artefici della storia dell’emittenza radiofonica in Capitanata. Appassionati gli interventi di Michele Campanaro e Maurizio De Tullio. Tante le testimonianze

Rivissute, ieri sera, nell’ambito del ciclo di conferenze di storia locale (curatore è Vito Cristino, responsabile della sezione ‘Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale ‘La Magna Capitana’ di Foggia), le vicende delle prime radio private foggiane (“libere” dicevano orgogliosamente all’epoca), nate nel 1976, anno in cui si sanciva che la Rai non dovesse più avere il monopolio dell’etere.

C’era una volta la radio privata. Conversazioni sull’emittenza foggiana, questo il tema sviluppato dal giornalista di Deliceto, trapiantato a Foggia, Michele Campanaro, con la collaborazione del brasiliano adottato dal Capoluogo dauno, Maurizio De Tullio, che all’interno della Biblioteca si occupa de ‘La Meravigliosa Capitanata’, archivio di informazioni dedicato ai personaggi e alla storia del territorio provinciale. Molto interessanti le esperienze maturate all’interno delle radio con le quali Campanaro e De Tullio collaborarono, raccontate con passione dai due animatori della conferenza.

Da sx Vito Cristino, Michele Campanaro, Maurizio De Tullio

Erano anni di grande inquietudine culturale e sociale. Il fermento, molto vivo nella città di Foggia, dava vita a tante iniziative. Sport,  musica, intrattenimento, informazione, politica, cambiavano pagina e si esprimevano con un nuovo entusiasmo.

Negli anni ’60 – ’70 nacquero una miriade di testate giornalistiche. Gaetano Matrella dirigeva la rivista ‘Risveglio’, Matteo Vigilante ‘Il progresso dauno’, Carlo Mitoli una testata socialista. Poi c’erano ‘Il gazzettino dauno’,  ‘Cronache daune’ di Michele Abbatescianni, ‘Sud Express’ di Peppino Garofalo, ‘Il sole del Mezzogiorno’ di Salvatore De Angelis, ‘Il corriere delle Puglie’, ‘Ogni giorno Sport’ di Luca Cicolella, ‘Daunia Sport’, creatura di Tatarella.

L’era delle radio locali che trasmettevano in FM ‘Modulazione di Frequenza’ (mentre Rai e Radio Montecarlo in AM ‘Modulazione di Ampiezza’) veniva favorita da una storica sentenza della Corte Costituzionale che, di fatto, apriva all’assalto dell’etere. Nel giro di pochi mesi sorgevano a Foggia ben cinque emittenti. ‘Radio Luna’, ‘Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in ‘Radio Centrale’, ‘Radio Foggia 101’, ‘Radio Foggia Sud’.

La prima emittente foggiana fu ‘Radio Luna’. Nacque nel marzo 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano. Poi, con la successiva gestione, avviata nel settembre 1979, cambiò numerose sedi. Il trasmettitore era stato prelevato da un vecchio carro armato della seconda Guerra Mondiale.

Tra i suoi artefici più noti, il cantante Ninni Maina e il Direttore artistico, Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito autore e collaboratore, negli anni Ottanta, di alcune popolarissime trasmissioni Rai di Renzo Arbore, che ripresero diverse gag e idee proprio dallo staff dell’emittente radio.

Da ricordare il giovane disc jockey, Enzo Mottola, che al mattino salutava così: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”

Il 2 maggio 1976 trasmise la prima radiocronaca, che vedeva il Foggia protagonista, fatta da Antonio Troisi.

Bello il ricordo dell’appello realizzato in occasione del terremoto del Friuli. I foggiani raccolsero davanti al Teatro ‘Giordano’ una montagna di indumenti e cose utili da portare in soccorso delle sfortunate popolazioni colpite dal sisma.

La proprietà dell’emittente, la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, garantiva un’ottima programmazione, non solo musicale.

Durante le ore notturne andava in onda una giovanissima ragazza ungherese dall’evidente accento straniero, Ilona Staller, poi più nota come ‘Cicciolina’. Da Roma, le sue trasmissioni radiofoniche notturne agitavano gli animi dei giovani foggiani che, convinti che il suo programma fosse diffuso dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del fabbricato in attesa di poterla incontrare, fino al punto da creare problemi di ordine pubblico.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Radio Luna

La nuova gestione di ‘Teleradio Luna’ (nuova denominazione che successivamente lasciò il posto a ‘Radio Luna del Gargano’) cominciò nell’estate del 1979 sotto forma di cooperativa. Tra i suoi animatori, solo per citarne alcuni, i giovani Tonio Sepa, Mario De Vivo, Piero Paciello, Michele Carelli, Maurizio De Tullio, che si occupa dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, “Radio Città” e il settimanale di satira spinta “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera).

Tonio Sepa

“‘Radio Luna’ – racconta Maurizio De Tullio – rappresentò la colonna sonora di una intera generazione, attraverso una produzione musicale scelta e di qualità, con grande attenzione agli eventi che seguivamo e organizzavamo (come il concerto di Pino Daniele nel 1981 allo stadio ‘Zaccheria’, seguito subito dopo da quello dei Pooh)”.

L’esperienza di ‘Radio Luna’ si concluse con la chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984.

Radio Foggia Libera’ con sede sul Viale della Stazione, poi denominata ‘Radio Centrale’, dove mosse i primi passi il popolare Pino Campagna, che all’epoca preferiva farsi chiamare Josef. ‘Radio Foggia Sud’ ebbe sede in Via Matteotti. Nel 1977 nacque la radio di Telefoggia.

‘Radio Foggia 101’ era di proprietà di un ragioniere e giornalista cerignolano, Matteo Tatarella, fratello di Pinuccio (anche lui giornalista ma più noto come politico di spicco.

La redazione era inizialmente ospitata a Foggia in un piccolo pianterreno di Viale G. Di Vittorio, 115, la radio, invece, aveva gli studi in Via Matteotti.

Le sue trasmissioni ebbero inizio il 1° maggio 1976 con Pino Cotrufo, gran musicista e conduttore. Il radiogiornale – il primo andato in onda in una emittente privata foggiana – era condotto con voce professionale da Gino Caiafa. Tra i redattori, citiamo Michele Campanaro, Gino Scauzillo e il compianto Enzo Ciampi.

Gino Caiafa nella foto d’epoca

Uno dei programmi di successo, “Ore 12”, condotto da Maurizio De Tullio (programma che propose al pubblico radiofonico foggiano anche quando approdò a Teleradioerre), andava in onda da mezzogiorno alle 13.00, ebbe il merito di mettere a contatto i cittadini, con le loro denunce, “sbattendo” in diretta telefonica i responsabili della Cosa Pubblica nel momento in cui i cittadini li chiamavano in causa per le loro responsabilità e competenze, talvolta mandando  in onda le risposte dei pubblici amministratori  a loro insaputa.

La Rai produsse un format simile solo 20 anni dopo con Oliviero Beha e Emanuela Falcetti.

Le altre radio mandavano in onda solo musica, dediche a richiesta, sport e argomenti di minore impatto e importanza.

Ma Radio Foggia 101 si caratterizzò anche per il calcio, con un grande radiocronista: Michele Chiariello.

Singolare la testimonianza audio dell’epoca, relativa a una versione comica di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, mandata in onda da ‘Radio Foggia 101’. Così come quella di ‘Giallo quiz’, che “andava a scopiazzare la Settimana Enigmistica.

Simpatico il ricordo della pubblicità che aveva come slogan “Ogni pollo ha la sua storia, dipende da quello che mangia” , che all’epoca furoreggiò.

Infine ‘Teleradioerre’, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, inizialmente operò nella sola versione radiofonica, successivamente dal 1977 divenne anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda in bianco e nero,  storica concorrente di ‘Telefoggia’, la prima emittente televisiva di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.

Curioso il fatto che per le trasmissioni musicali il conduttore portasse con se i brani registrati dai propri dischi in vinile.

In sala, presenti alla conferenza molti degli attori radiofonici di quel periodo. Tra i tanti, Davide Leccese e Gino Caiafa (Radio 101 e Teleradioerre); Pio D’Orta, Tonio Sereno e Gabriele Arminio (Teleradioerre); Mimmo Voto (Radio Foggia Sud), Michele Chiariello, Gino Scauzillo e Aurelio Miraglia (Radio Foggia 101); Marcello Cavallo e Angelo Castelluccio (Radio Luna); Tonio Sepa, Gabriele e Nicola Palazzo (Teleradioerre e Telefoggia radio); Edmondo Di Loreto (Radio Luna e Telefoggia Radio); Leandro Cimaduomo (Canale 93), Geppe Inserra, Carmine Pecorella e tanti altri protagonisti di quel memorabile pezzo di storia foggiana.

QUALITÀ DELLA VITA, FOGGIA RELEGATA AL 102° POSTO

Qualità della vita 2016. La classifica de Il Sole 24Ore

Il capoluogo dauno resta nella  parte bassa della classifica annuale de Il Sole 24 Ore, pubblicata oggi

Migliora di una posizione rispetto allo scorso anno ma si attesta al 102° posto su 110 (nel 2015 era al 103, l’anno precedente al 105) nella speciale classifica della qualità della vita.

Le prime della classe, tutte del Nord Italia. E il divario con il Sud resta sostanzialmente immutato.

Gli indicatori della provincia di Foggia

Sei le aree di indagine che costituiscono l’articolazione della classifica. Vediamo come si colloca la Capitanata nei quarantadue scatti della panoramica. In parentesi la collocazione in graduatoria: reddito, risparmi, consumi (98); affari, lavoro, innovazione (94); servizi, ambiente welfare (91);  demografia, servizi, innovazione (61); giustizia, sicurezza, reati (79); cultura. Tempo libero, partecipazione (98); valore prodotto – Pil pro capite in euro: (95 – € 15.206); l’assegno pensionistico – importo medio/mese (88 – € 673); i risparmi in banca (84 – € 13.875); il patrimonio immobiliare – valore pro capite (90 – € 33.288); la casa in affitto – canoni mese semicentro (40 – € 500); i consumi di beni durevoli – spesa per famiglia (91 – € 1.477); i prestiti non pagati (25); lo spirito di iniziativa (33); l’occupazione – tasso di occupazione (102); i giovani senza posto – tasso di disoccupazione (87); la propensione a investire (80); l’export (83); le start up innovative (93); l’inventiva (89); la pagella ecologica (17); il clima – mese più caldo e più freddo (56); la Sanità – tasso di emigrazione ospedaliero (64); le strutture per i più piccoli (100); il sostegno dei comuni – spese sociali pro capite (99); le connessioni web – popolazione coperta da banda larga (53); i pagamenti veloci (98); la densità demografica (26); le culle (35); anziani e giovani – indice di vecchiaia (12); i flussi sul territorio – saldo migratorio interno (102); le coppie in crisi (18); l’alta formazione (54); l’integrazione (109); il contenzioso civile – % cause definite su nuove iscritte (1); le liti ultra-triennali (110); la microcriminalità (44); gli appartamenti svaligiati (34); le auto rubate (107); le rapine (99); gli imbrogli (44); le librerie (57); i cinema (92); gli spettacoli (87); la ristorazione (99); il fascino all’estero – spese turisti stranieri (65); la solidarietà (71); in forma – indice di sportività (97).

Qualità della vita 2016 de Il Sole 24 Ore. La classifica generale

Moltissimi, quindi, gli indicatori negativi. Tra questi, alcuni molto significativi, specie in rapporto alle città con i migliori risultati.

Il confronto con le migliori

Il Pil (prodotto interno lordo) pro capite dei foggiani è di € 15.206, mentre al primo posto troviamo Milano con € 45.101, Bolzano al secondo con € 36.329 e Bologna al terzo con € 34.165.  Un divario enorme, che la dice lunga circa le differenze tra il Nord e il Sud. Stessa cosa per ‘l’assegno pensionistico’, con i foggiani che percepiscono mediamente € 673 mentre i milanesi 1.132 euro; i depositi bancari dei foggiani ammontano mediamente a 13.875 euro mentre i milanesi fanno registrare un risparmiano medio di 49.734 euro; l’occupazione – tasso di occupazione, i giovani senza posto – tasso di disoccupazione, la propensione a investire, l’export, le start up innovative sono tutte facce della stessa, preoccupante situazione economica locale. In linea il patrimonio immobiliare, pari a 33.288 euro per i foggiani contro i 103.939 della provincia di Siena, 102.098 di Aosta e 96.186 di Savona; così anche i consumi, con 1.477 euro in provincia di Foggia contro i 2.872 di Biella, 2.866 di Prato e 2.707 di Bolzano e Modena; nella media la microcriminalità, con 106 scippi e borseggi ogni 100.000 abitanti, contro i 19,18 di Oristano; così gli appartamenti svaligiati sono 250 ogni 100.000 abitanti, mentre a Potenza sono 113; drammatico il dato delle auto rubate, 558 ogni 100.000 abitanti a Foggia contro le 6,28 di Belluno; male anche le rapine: 79 ogni 100.000 abitanti contro le 2,9 di Belluno; quasi nella media le librerie, poche le sale cinematografiche, pochi gli ingressi per spettacoli; 499 i ristoranti e bar ogni 100.000 abitanti contro i 1.357 di Olbia; 58 i milioni di euro spesi dagli stranieri sul territorio foggiano, contro i 6.191 della provincia di Roma, 3.427 di Milano, 3.105 di Venezia.

Foggia e la sua provincia restano nelle retrovie della classifica della qualità della vita nelle città e province italiane.

Il Pil, l’assegno pensionistico, i depositi bancari, il patrimonio immobiliare, i consumi, l’occupazione fanno registrare valori troppo bassi, lontani dai primi della classe. Di contro, i troppi episodi di microcriminalità, appartamenti svaligiati, auto rubate, rapine denotano fenomeni di grande preoccupazione, tensione sociale e insicurezza.

Riguardo alla scarsa integrazione degli stranieri, mancano serie politiche attive a Foggia come in provincia.

Come sempre, la responsabilità è tutta politica, sia per le questioni macroeconomiche che per quelle legate alle vicende territoriali.

Si attendono tempi migliori.

L’ESITO REFERENDARIO, L’EREDITA’ DEL RENZUSCONISMO E L’OPPORTUNITA’ DI CAMBIAMENTO

di Nunzio Lops

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico, secondo il quale il ‘No’ ha trionfato ma non troppo

Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell'Interno)
Referendum costituzionale 4.12.2016. I risultati (fonte: Ministero dell’Interno)

La Carta Costituzionale ha retto l’urto dei suoi detrattori e la democrazia è ancora salva, anche se ammaccata. Hanno vinto i cittadini che hanno potuto ragionare con la propria testa, quelli che si sono informati, che non hanno ceduto agli slogan di partito, che hanno valutato con senso critico tutte le informazioni ricevute e che, infine, hanno catalogato come falsità la propaganda di regime.

Il popolo italiano ha ribadito, partecipando al voto, la propria sovranità. Ma ha rischiato davvero un salto nel buio, quello di non lontana memoria, con un solo uomo al comando.

Applicare la Costituzione, è questa la strada maestra. Ma per qualcuno è scomodo sottostare alle regole democratiche, alla volontà popolare, alle decisioni equilibrate e prese nell’interesse dei cittadini.

Ora bisogna resettare il sistema. Come? Con nuove elezioni. Auspicabili ma al momento difficilmente realizzabili, almeno finché gli eletti in Parlamento, di nuova nomina, non matureranno il diritto al vitalizio (una vera e propria droga istituzionale, senza la quale il sistema dei partiti non reggerebbe).

Le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri potrebbero essere un primo passo. Ma è difficile resettare questo sistema di governo concepito, utilizzato e abusato da Renzi, Boschi, Verdini e da tutti i protagonisti del governo e del sottogoverno, quelli regionali, dei comuni, degli enti e dei boiardi di Stato, di marca Pd come di Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d’Italia e di tutte le sigle di partito che si sono alternate nell’appoggiare i governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni, comprese forze sociali come i sindacati Cgil, Cisl e Uil e altre sigle minori.

D’altronde, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia è un Paese in macerie, con un debito pubblico spaventoso. Un Paese nel quale la compravendita dei voti è stata sdoganata come pratica corrente, nel quale banche e petrolieri dettano l’agenda del governo di turno. Un Paese in balia degli speculatori internazionali, che agiscono imponendo le scelte strategiche su tutto quanto fa business. Un Paese che dismette e delocalizza le attività industriali (tenendo, invece, in vita quelle che avvelenano l’acqua, l’aria, la terra), depotenzia il sistema-Giustizia, depaupera il sistema della Formazione e della Ricerca, disincentiva le famiglie creando un grave scompenso demografico, affama i pensionati, non riesce a creare posti di lavoro perché continua a sprecare invece di concentrare le risorse in attività produttive e veramente capaci di rilanciare l’economia, toglie il futuro alle giovani generazioni.

Ecco cosa ci lasciano Renzi, Boschi e Verdini, Monti e Fornero, Berlusconi e Bossi (con Meloni e Salvini).

Allora non ci resta che una speranza, rappresentata dai ragazzi che animano il Movimento 5 Stelle. Per impedire che si possa consumare l’ultimo atto del patto scellerato rappresentato dal renzusconesimo, occorre andare a nuove elezioni.

Abbiamo una  brutta legge elettorale, l’Italicum, per la quale Renzi ha preteso e ottenuto la fiducia. E’ da quella che bisogna partire. Ma bisogna fare presto, altrimenti avremo un nuovo governo tecnico che andrà a sostituire quello attuale, illegittimo perché nominato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una continuità da scongiurare, in nome del popolo italiano.

“Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia”, dice Beppe Grillo, che rilancia: “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile”.

In questa campagna referendaria il MoVimento 5 Stelle, con i suoi portavoce e i suoi attivisti si è mobilitato in tutta Italia per informare i cittadini. E continuerà a farlo attraverso il contatto diretto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

I tempi sono maturi per una rinascita. La politica italiana può ancora essere sconvolta. Questa volta in positivo, con una grande partecipazione popolare. Saranno i cittadini, infatti, a costruire il programma e la squadra di governo targati 5 Stelle. Dalla prossima settimana gli iscritti al Movimento li voteranno online. E nessuno potrà impedirlo.

La guerra è appena cominciata, a partire dai titoli manipolati di alcuni grandi giornali, che sottolineano un effimero dato geografico secondo il quale, almeno da questo punto di vista, il ‘No’ ha trionfato ma non troppo.

In realtà Renzi paga la scelta di aver personalizzato il referendum, trasformandolo in un giudizio sull’operato del suo governo, non ha convinto il Paese ed è stato punito da Nord a Sud, non solo per la scelta di personalizzare la consultazione ma soprattutto per non aver mai mantenuto le promesse dei suoi roboanti annunci e per essersi piegato (e aver piegato il Paese) alle pretese delle lobby delle banche, dei petrolieri, dei mercati, della finanza, dell’Europa dei nazionalismi forti.

SERATA CON MARCO TRAVAGLIO E ‘IL PORTAVOCE’

Ultimo giorno per dire NO alle modifiche costituzionali  della riforma Boschi

Domani, 2 dicembre, nel Meetup de ‘Il Portavoce’ di via Dogali 3/B a Foggia, sarà possibile guardare insieme lo spettacolo in diretta dal Teatro ‘Italia’ di Roma.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale per il NO, il Fatto Quotidiano trasmetterà in diretta l’intervento di Marco Travaglio. Al centro dell’evento la Boschi. Sarà una vera e propria festa, per sollecitare i cittadini a una profonda riflessione, all’insegna dello slogan “La Costituzione è NOstra”. Tra gli ospiti della serata: Anna Falcone, Sabrina Ferilli, Ficarra e Picone, Carlo Freccero, Peter Gomez, Monica Guerritore, J-Ax, Maurizio Landini, Ivano Marescotti, Tomaso Montanari, Moni Ovadia, Antonio Padellaro, Piero Pelù, Giorgia Salari, Andrea Scanzi, Amalia Signorelli, Bebo Storti, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti,Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Borgonzoni, Dado, la Sora Cesira, la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Claudio Gioè e altri ospiti a sorpresa.

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SAN SEVERO. CONSIGLIO COMUNALE PER SICUREZZA, ORDINE PUBBLICO E LEGALITA’

Il teatro Giuseppe Verdi ha ospitato un incontro istituzionale con il vice ministro Filippo Bubbico e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tra gli interventi più significativi del dibattito quelli del sindaco Francesco Miglio, di Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, e della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone

Si è tenuta ieri sera, presso il teatro ‘G. Verdi’ di San severo, l’adunanza aperta del Consiglio Comunale sul tema ‘Sicurezza, ordine pubblico e legalità’.

L'intervento della consigliera regionale Rosa Barone
L’intervento della consigliera regionale Rosa Barone

Ospiti d’onore il vice ministro Filippo Bubbico e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tra gli interventi più significativi quelli di Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, e della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone. Presenti tutte le Autorità militari che si occupano di presidio del territorio e contrasto alla criminalità.

Doverosa l’apertura dei lavori da parte del padrone di casa Francesco Miglio, che nell’introduzione ha parlato di San Severo, città “con una tradizione storica culturale nobilissima, terra di valori, lavoro, sacrificio. Principalmente contadina ma nel rispetto delle regole e della legalità. E’ questa la San Severo che vogliamo raccontare”, ha dichiarato il Primo Cittadino e presidente dell’Amministrazione Provinciale, che successivamente ha introdotto l’argomento oggetto del Consiglio Comunale.

Elevata e diffusa la percezione di insicurezza nel territorio cittadino. Ma in un anno e mezzo di sindacatura Miglio ha potuto constatare l’interesse e l’impegno delle Forze dell’Ordine locali e provinciali. “Non siamo soli – ha dichiarato il Primo Cittadino – ma occorre aggiungere al raccordo interistituzionale anche quello tra Istituzioni e cittadini, prime sentinelle della legalità”. “Dobbiamo fare in modo che cresca la cultura della denuncia, così come il nostro Questore che disse <<denuncio chi non denuncia>>. Quindi massima priorità all’agenda per la legalità”. Tra le attività da porre in essere la prevenzione attraverso le scuole e il corpo docenti per educare le nuove generazioni al rispetto della legalità, combattere il racket dell’usura, eliminare il cosiddetto ghetto di Rignano, una vergogna che in realtà è in agro di San Severo.

“In qualità di presidente della Provincia di Foggia, chiedo di istituire il reparto prevenzione e crimine della Polizia di Stato anche in provincia di Foggia. Noi ci candidiamo ad ospitarlo a San Severo. Esso rappresenterebbe risorsa aggiuntiva ai dispositivi locali dell’ordine e sicurezza. Abbiamo bisogno di un maggiore controllo del territorio”. Chiesta anche nuova caserma di Polizia, progetto previsto dal Comune di San Severo in una zona difficile della città.

Tra le iniziative per il controllo del territorio urbano, ci saranno a breve 14 telecamere per la videosorveglianza “che non solo disincentiverà le attività criminose ma creerà sicurezza per i cittadini”.

La programmazione economico finanziaria della Regione, secondo Miglio, deve pensare alla sicurezza,  incentivare la video sorveglianza privata di esercenti e imprenditori, deve pensare a misure di incentivazione al contrasto dell’usura e del Racket. Il Primo Cittadino si riferisce alla Legge Regionale n. 25 del 2015, “che attende attuazione e guarda anche a piani coordinati di controllo, all’Osservatorio sulla legalità e sicurezza urbana ma anche all’attivazione di strumenti per ampliare la partecipazione dei cittadini”.

Rosa Barone, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, la prima ad intervenire nel dibattito.

“Renzi vuole eliminare alcune sedi della Corte di Appello. Noi la vogliamo a Foggia o almeno ci facciano avere la DIA, la Direzione Investigativa Antimafia. Lo Stato da queste parti è totalmente assente. Non abbiamo un solo pentito pur in presenza di ben 7 gruppi mafiosi organizzati”. “Chiediamo concretezza”, ha concluso Rosa Barone, ricordando che Emiliano “ci ha già dato disponibilità ad affrontare la discussione in Regione”.

Giuseppe Clemente, vice presidente Ance (Associazione nazionale comuni italiani), ha riferito che “come imprenditori siamo già schierati dalla parte della legalità. Ma occorrono maggiori risorse per le Forze dell’Ordine, per la sicurezza e per la stessa legalità”, la cui debolezza tiene lontani gli investitori.

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Gabriele Taranto, segretario Generale dell’UGL di Foggia ha posto l’accento su legalità ed educazione alla legalità, disoccupazione sui ragazzi che non hanno possibilità di fare sport in strutture pubbliche perché tutte a pagamento. Ha poi ricordato il problema del caporalato, per il quale “occorre garantire agli operai stranieri un trasporto pubblico sicuro”. “Ma qui il caporalato non è più solo agricolo, è anche nell’edilizia”, ha concluso Taranto.

Tonino D’Angelo, dell’associazione Francesco Marcone, ha subito messo le cose in chiaro dicendo: “Non si può  essere cittadini a intermittenza ma responsabili ogni giorno qui ed ora”. Affermazione alla base di iniziative come i cantieri civici permanenti, “nell’ambito dei quali abbiamo inserito la scuola e la questione culturale, che sono fondamentali”.

“Abbiamo slot machine diffuse sul territorio comunale per le quali si spendono 70 milioni euro l’anno che vanno in gioco d’azzardo, quindi un territorio ricco”. “Fondamentale sottrarre manovalanza alla malavita. Occorre il reddito di cittadinanza”.

Ma per D’Angelo occorre valutare anche una altro aspetto. “Tante le persone che si sono ammalate a causa di problemi economici e della povertà, che sta deprivando le famiglie”.

“Riguardo ai ghetti Di Vittorio avrebbe detto che sui problemi dell’agricoltura dobbiamo impegnarci tutti. Occorre investire in risposta all’esigenza di legalità”.

Francesco Arcuri, di Confesercenti, ha detto che “la questione criminalità non è solo compito della Magistratura e della Polizia ma anche dei cittadini. Il racket estorsioni lo paghiamo tutti. Le minacce agli imprenditori e ai politici le paghiamo tutti, così come i danni derivanti dai furti di rame. Il problema è che li arrestano ma il giorno dopo sono di nuovo fuori. Possono rubare impunemente. Dallo Stato sci aspettiamo di più”.

Intervenuto anche il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Sant’Angelo, che ha esordito dicendo “questo non è un posto qualunque, è una zona di emergenza”. “In Senato giace una nostra interrogazione dal mese di settembre. Spesso mancano risposte in Parlamento, che servono anche ai cittadini per capire cosa accade. Così come servono gli strumenti di partecipazione e le Iniziative da fare con i cittadini”.

“Domani alle 19.00 (oggi ndr), a San Severo, tratteremo il tema del gioco d’azzardo per il quale è in programma un convegno del Movimento 5 Stelle”.

Successivamente il dibattito ha avuto seguito con l’intervento dei consiglieri comunali Dino Marino, che tra le altre cose ha auspicato un maggior coordinamento, potenziamento e presenza delle Forze dell’Ordine, Francesco D’Amone, che auspica maggiore sinergia tra le Istituzioni,  Leonardo Lallo, per il quale è vitale l’azione delle politiche del lavoro sul territorio.

Atteso l’intervento del presidente della Giunta Regionale, Michele Emiliano, che ha fatto una serie di considerazioni utilizzando la sua esperienza di magistrato.

“Questo è uno dei primi territori in cui è entrata la criminalità organizzata, capace di costruire legami con il Nord e di sviluppare le attività collegate al traffico di stupefacenti; la pressione estorsiva, non si abbassa se le persone non collaborano e se le Forze dell’ordine non hanno informazioni non possono intervenire”.

“Non esistono criminali di successo. Prima o poi vanno al cimitero o in carcere. Lo Stato, prima o poi ha la meglio”.

“I sindaci hanno poteri modestissimi. Ma il Comune di San Severo ha fatto molto, insieme alle Forze dell’Ordine e al Prefetto. La provincia di Foggia è la più complicata a causa delle capacità organizzative della criminalità organizzata. La RP nella lotta non repressiva al crimine, l’antimafia sociale di don Luigi Ciotti, sta lavorando insieme a tutte le istituzioni e alla collettività”.

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Conclusivo l’intervento di Filippo Bubbico, vice Ministro degli Interni.

“Le proposte di natura operativa del Sindaco, da inserire nel documento del Consiglio Comunale, saranno esaminate dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per restituire serenità economica e civile alla cittadinanza”.

“La provincia di Foggia non è stata dimenticata dal Governo”.

“Ma bisogna valutare la misura del risultato conseguibile nella situazione data considerando le risorse pubbliche disponibili e le situazioni come il terrorismo, il Giubileo. Insomma, occorre massimizzare le risorse disponibili, così come serve migliorare e rafforzare l’attività investigativa e gli strumenti per colpire le organizzazioni criminali”.

“Le confische dei beni illecitamente costituiti sono tra gli strumenti più efficaci per combattere il radicamento della criminalità organizzata”.

“Ma dov’è la società civile e la responsabilità dei cittadini? Quando un cittadino denuncia una estorsione e una violenza subita non viene mai lasciato solo. Chi rinuncia a denunciare e si piega alle estorsioni perde dignità e libertà. Perciò occorre stimolare un fronte comune perché le persone vessate possano sentirsi più forti”.

“I capitoli di bilancio per il ristoro derivante dall’usura hanno costantemente una copertura garantita. Non creiamoci alibi. Troviamo un modo di realizzare un fronte comune di resistenza. I cittadini devono fare la propria parte”.

“Ma dobbiamo agire sul tema della sicurezza urbana. Aprire un tavolo di cooperazione con le regioni basata sulla leale cooperazione tra le istituzioni”.

“Il Programma operativo nazionale per la legalità strumento di promozione della cultura della legalità. Ma occorre correggere le esperienze che vanno corrette”.

Annunciato, in chiusura, un documento della Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Comunale Di San Severo. Documento approvato all’unanimità.

A MANFREDONIA LE RAGIONI DEL POPOLO NO TRIV. CON QUALCHE SORPRESA

L’incontro di questa mattina con il presidente della Regione Puglia, il mondo politico provinciale e l’associazionismo che si occupa di ambiente per scongiurare le trivellazioni in Adriatico e vicino alle Isole Tremiti. Confermata l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che apre molte falle prestando il fianco alla realizzazione di impianti pericolosi come quello di Energas. La sferzata finale dei Cinque Stelle

Si è svolto stamattina, presso l’Aula consiliare del Comune di Manfredonia, il previsto incontro, promosso dalla rete ‘No Triv’, per ribadire l’assoluta contrarietà di una intera comunità provinciale alla ricerca del petrolio nel mare delle Tremiti.

L'intervento di Raffaele Vigilante
L’intervento di Raffaele Vigilante (No Triv)

Al centro delle attenzioni l’autorizzazione del 22 dicembre scorso, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, alla Petroceltic Italia srl che potrà procedere, con  la tecnica invasiva dell’air-gun,  alle prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca di depositi di idrocarburi.

L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini che serve per capire cosa c’è sotto i fondali. Fortissime e continue esplosioni, ogni 5-10 minuti, di aria compressa mandano onde riflesse che consentono di estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, queste onde sonore sono dannose per i pesci, perché possono causare lesioni e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche si orientano con l’udito, che gli serve per tante funzioni vitali, compresa quella di trovare cibo.

Ma non è tutto. Lo hanno ricordato in molti: le ricerche porteranno le trivellazioni e l’estrazione di petrolio. L’Adriatico è, quindi, in grave pericolo.

“Il nostro mare che è la vera bellezza del nostro territorio”, ha detto il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi ricordando la battaglia portata avanti dall’indimenticabile Lucio Dalla. “E’ un affronto gravissimo quello di fare le trivellazioni a 12 km dalle Isole Tremiti. Per questo motivo c’è un fronte compatto delle regioni. Metteremo in campo tutte le ipotesi di azione possibili, anche il referendum” ha detto il Primo cittadino Manfredoniano in chiusura di intervento.

A seguire, l’organizzatore dell’incontro, Raffaele Vigilante (No Triv), che tra l’altro ha detto:

“Le geoispezioni sono l’anticamera delle trivellazioni. Novantaquattro fisici statunitensi hanno provato i danni di queste ispezioni. C’è correlazione tra gli spiaggiamenti di capodogli di Vasto e Manfredonia. Un territorio come il nostro vive di pesca e turismo. Ma con queste tecniche il pesce fugge”.

 “Anche il turismo ne sarebbe danneggiato: sono 27.000 gli operatori impegnati in provincia di Foggia. Su una piattaforma petrolifera lavorano pochissime persone”.

 “Questa assemblea proporrà, insieme al Parco Nazionale del Gargano, un documento che dia forza alle azioni per bloccare questo scempio”.

 “La Basilicata, che è la regione più perforata d’Italia, ha il reddito pro capite più basso d’Italia”, ha aggiunto Vigilante per sottolineare le scarse ricadute economiche sul territorio.

Ma ci sono anche problemi di equilibrio del sottosuolo. “Secondo fisici della California University c’è correlazione tra estrazioni petrolifere e terremoti. Ieri in Molise uno sciame sismico. A Foggia c’è il fenomeno della subsidenza. Se da una caverna gassosa, dal sottosuolo estraiamo ciò che spinge verso l’alto è logico che avremo dei crolli”.

Non poteva mancare, ovviamente, il ricordo di quanto avvenuto nel Golfo del Messico. La fuoriuscita incontrollata di petrolio da una piattaforma della British Petroleum provocò 300 miliardi di dollari di danni e la contaminazione di una vasta zona di mare e di coste con conseguenze incalcolabili per l’ecosistema.

 “Oggi siamo qui per le Isole Tremiti ma è interessato tutto l’Adriatico. Dobbiamo far ritirare il decreto, arrivare al Parlamento Europeo”.

Subito dopo l’intervento del Sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini

 “A Pianosa c’è un’ordinanza che vieta qualsiasi intervento perché ci sono le bombe, residuati bellici per i quali Governo non riesce a trovare i fondi per la bonifica. Figuriamoci come farebbero a trovare i soldi per far fronte a eventuali problemi che dovessero causare le trivellazioni”.

 “Tutti abbiamo investito nel turismo. Ora ci vediamo azzerare i nostri sforzi. Al centro dell’area marina protetta ci vogliono mettere questa piattaforma petrolifera. Per fare i tuffi?”

“E’ una battaglia di tutto il territorio”, ha detto il Sindaco Polignano a Mare, Domenico Vitto, che ha aggiunto: “la nostra economia è quella del turismo. E’ il settore che abbiamo imposto, la nuova economia che abbiamo sviluppato. No al petrolio nella nostra Regione”.

“Il Governo si rimangi il decreto” (quello di autorizzazione alla Petroceltic, ndr) ha detto il parlamentare Angelo Cera.

Subito dopo il consigliere comunale di Foggia, Vincenzo Rizzi (Centro studi Naturalistici), per il quale “non possiamo continuare a difenderci con i ricorsi al Tar. Bisogna incalzare in maniera forte questo Governo”. “E’ un mare che ha già grandi problemi (pressione antropica, calo del pescato), non possiamo dare il colpo di grazia”.

Atteso l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Il Primo Cittadino della Puglia ha posto l’accento sulla necessità di affrontare seriamente una discussione sulla politica energetica nazionale, che passi anche attraverso una maggiore chiarezza sul da farsi in tema di emissione di Co2 e di estrazione di combustibili fossili.

Il presidente Michele Emiliano
L’arrivo del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

“Nelle mappe dei ministeri sanno benissimo cosa c’è nell’Adriatico, nel quale ci sono già moltissime concessioni. Quindi, dietro questo impulso alle nuove ricerche c’è una nuova strategia?”. “Le regioni hanno dato tante autorizzazioni in passato. Ma adesso non si capisce perché bisogna dare impulso a queste estrazioni”.

Emiliano si interroga evidenziando che nello ‘Sblocca Italia’ (il decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”), nel quale “c’è un generico alleggerimento nel rapporto costituzionale tra Regioni e Governo”.

Secondo Emiliano la richiesta dei parlamentari pugliesi del PD di revocare il decreto autorizzativo delle trivellazioni è stato un atto di coraggio ma anche un inizio di dialogo, al termine del quale “il Governo ci deve dire qual è la sua politica energetica”.

 “Noi abbiamo già dato le nostre indicazioni sulla decarbonizzazione, sul gasdotto Tap, sulle trivellazioni, però depuriamo ancora male le acque e dobbiamo essere più credibili sul ciclo dei rifiuti” ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia che con questa autocritica ha voluto evidenziare che c’è ancora qualche problema di coerenza tra le rivendicazioni e le azioni messe in campo sul territorio.

“Nel 2012 da sindaco di Bari sentii il dovere di essere qui per una grande manifestazione No-triv. Oggi torno da presidente della Regione chiedendo al Governo quale sia la sua politica energetica e, soprattutto, chiedendo di ascoltare il nostro punto di vista. La mancanza di una strategia comune rende infatti impossibile ogni tipo di valutazione. L’Italia a livello internazionale si impegna per la riduzione del Co2, per ridurre l’estrazione di combustibili fossili, per abbassare i livelli di inquinamento che determinano il riscaldamento globale e per scongiurare rischi ambientali che potrebbero verificarsi non tra duemila ma tra cinquant’anni. Chiediamo al Governo quale risultato intende ottenere con questa spinta alle autorizzazioni a ricercare petrolio, visto che nell’Adriatico ce ne sono già molte”.

 “Ma il mio è un dramma: come fare a non mettermi in contrasto con il presidente del Consiglio dei Ministri?” ha detto Emiliano ribadendo di essere a fianco al Governo ma deciso a difendere le ragioni del territorio regionale.

Dopo gli elogi ai  No Triv  “che rappresentano l’ambientalismo intelligente”, Emiliano ha lanciato la proposta “di sfidare in modo costruttivo la Regione Puglia e il Governo a trovare una intesa sulla complessiva politica energetica in Puglia”.

“Le trivellazioni petrolifere – ha aggiunto il Governatore pugliese – sono una minaccia e non una opportunità. La ricerca di idrocarburi, inoltre, non ha senso dal punto di vista capitalistico, visto l’andamento del mercato del petrolio”.

Una stoccata, infine, alle autorizzazioni per le ricerche rilasciate a piccole società dotate di scarsa capitalizzazione. “Viene il dubbio – ha dichiarato Emiliano – che possano essere società che con queste autorizzazione ottengono credito nel circuito bancario”.

 “La Puglia è al fianco del Governo – ha ribadito Emiliano – ma abbiamo il dovere di tutelare lo spirito della Costituzione e i diritti dei cittadini”.

Telegrafico ma significativo l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che in chiusura ha voluto ricordare la questione Energas, il mega impianto di GPL che dovrebbe essere realizzato a ridosso della cittadina manfredoniana. Una struttura di enorme dimensione e pericolosità che, proprio nella città sipontina, desta preoccupazioni rilanciando quanto i deputati M5S sostengono dal 2013, ossia l’assenza di un vero piano di politica energetica nazionale. Una grave carenza, all’interno della quale può avvenire qualsiasi scempio del nostro ambiente e del territorio con grave danno per la salute dei cittadini.

 “Bisogna ricordare anche la questione dell’impianto Energas”, ha fatto notare Rosa Barone. “Ne avevo già parlato a rai tre pochi minuti prima. L’avevo rimosso dalle cose da dire”, la risposta di Emiliano.

Striscione No Triv e Energas
Striscione No Energas, No Triv Manfredonia

Raffaele Vigilante (No Triv), in chiusura ha letto il comunicato congiunto Rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Parco Nazionale del Gargano, dei Comuni della Capitanata in difesa dell’Adriatico e delle Isole Tremiti.

Onofrio Introna, ex presidente consiglio Regionale ha voluto ribadire la necessità che il Governo nazionale debba aprire un dialogo con le regioni sulle politiche energetiche del Paese.

Maria Luisa D’Ippolito, vice Presidente nazionale FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha proposto (proposta accolta, ndr) una integrazione del documento finale teso a “chiedere una moratoria per tutte le nuove autorizzazioni in attesa di un confronto sulla piattaforma programmatica e concordata sulle zone dove poter attivare le piattaforme petrolifere”.

DOVE SONO FINITI I DEFIBRILLATORI?

Defibrillatori autobus Ataf
Dove sono finiti i defibrillatori in dotazione agli autobus dell’Ataf?

Se non ricordiamo male ne erano stati donati cinque, alcuni anni fa, all’ATAF, l’azienda trasporti pubblici della città di Foggia.

La foto che vedete, scattata nell’agosto 2012, l’abbiamo lavorata per aumentarne il contrasto e rendere un po’ più visibile la scritta riportata sulla parte posteriore dell’automezzo: “Questo autobus è dotato di defibrillatore”. Un ricordo sbiadito di una bella iniziativa.

Il defibrillatore è uno strumento elettronico grande come un I-Pad, facile da usare perché funziona in automatico, che consente, attraverso scosse elettriche, di riattivare il cuore e di salvare in extremis dalla morte cardiaca improvvisa.

Era confortante sapere che l’Azienda trasporti pubblici foggiana aveva formato i suoi dipendenti all’utilizzo del salvavita, così come era stata salutata con favore l’iniziativa benefica che dotava i nostri automezzi circolanti di efficaci presidi di civiltà.

Ma adesso, non resta che un ricordo sbiadito. Chissà dove sono andati a finire i defibrillatori!

FOGGIA. IL CUS BASKET INSEGUE LA DECIMA VITTORIA CONSECUTIVA

Comunicato Stampa

Settimo turno del girone di ritorno al Palazzetto Russo. Attesa la formazione del Cavaliers Trani

1°Divisione Girone A

Archiviata la doppia gara contro il Cus Firenze nel secondo turno preliminare dei Campionati Nazionali Universitari, i ragazzi del Cus tornano in campo sabato pomeriggio.

Al Palazzetto Russo di Via Guido D’Orso è scontro al vertice con il Cavaliers Trani, quarta forza del campionato distante dal trio di testa composto proprio dal Cus Foggia, Minervino Rocks Hill e Aurora Corato, soltanto due punti.

Il team di Danilo Lamacchia ha coniugato il verbo vincere nelle ultime nove gare, un filotto che ha permesso ai foggiani di scalare la classifica fino a raggiungerne la vetta.

La gara di domani permetterebbe al Cus Foggia di staccare ulteriormente la compagine tranese mantenendo la sicurezza del primo posto in attesa dei risultati delle dirette avversarie.

Turno apparentemente facile per il Minervino Rocks Hill che riceverà in casa il Virtus Barletta, penultima in classifica, e per l’Aurora Corato che andrà a far visita all’altra squadra barlettana, la New Basket, terzultima.

Il clou del campionato si vivrà soprattutto nel turno successivo, con lo scontro diretto tra l’Aurora Corato e il Minervino Rocks Hill che potrebbe liberare almeno una casella tra quelle attualmente occupate al vertice della classifica.

Ma la concentrazione dei cussini è tutta rivolta alla partita di domani, alle ore 18 al Palazzetto Russo.

Arbitri dell’incontro: 1° arbitro Crudele Nicola di San Severo, 2° arbitro Di Pietro Marco di Foggia.