LE PREOCCUPAZIONI DEGLI OPERATORI DELLO SPETTACOLO IN TEMPI DI PANDEMIA

L’incontro con la candidata Carmen Battiante ha rivelato una profonda crisi del settore per la quale si chiede con forza un tavolo di confronto con la Regione Puglia e il Comune di Foggia

Si è svolto mercoledì sera, presso l’associazione ‘Note a margine’ di Foggia, l’incontro tra l’operatrice culturale Carmen Battiante, candidata alle prossime elezioni regionali per la lista ‘Cittadini pugliesi’, l’onorevole Antonio Tasso e i tecnici della produzione culturale, operatori e professionisti dello Spettacolo, imprenditori nelle attività connesse al comparto: tecnici audio, luci, fotografi, titolari di service dello Spettacolo, musicisti, addetti stampa nel settore della musica (nella foto, in alto, l’intervento di Carmen Battiante).

Sotto la lente di ingrandimento le problematiche, connesse alla pandemia da Covid-19, che attraversano drammaticamente il comparto Cultura e Spettacolo. Evidenziate le nuove emergenze e le esperienze vissute, analizzati i provvedimenti assunti e le prospettive in vista di una recrudescenza del contagio e delle conseguenze sul piano economico e del lavoro.

“Con il Covid19 si è fermato tutto”, hanno esordito gli intervenuti. Nel settore della musica “non basta il Festival di Sanremo perché il lavoro che si fa oggi si sviluppa per sei mesi e viene pagato tra due anni”, questa la realtà. “La produzione musicale è in profonda crisi”.

Gli operatori nel noleggio audio e luci aggiungono: “i problemi c’erano e con il Covid19 si sono amplificati. Manca un tariffario, non c’è regolamentazione, non esiste il riconoscimento della categoria. Ci sono codici Ateco (classificazione utilizzata dall’ISTAT per la classificazione delle attività economiche, ndr) per movimento terra che fanno il service audio luci. Mancano gli albi, il mercato e al ribasso, non esistono le qualifiche ma ci sono le abilitazioni e mancano i controlli”, queste alcune delle considerazioni esposte come un fiume in piena.

Ma, come sembra emergere da quasi tutti gli interventi, “il problema più grande è quello dell’assenza di tutele, soprattutto dal punto di vista contrattuale, a causa delle quali molti di noi non sono riusciti ad avere alcun aiuto per i problemi subiti dalla nostra attività per il Covid19”.

Non sono mancate bordate alla Regione Puglia in riferimento al Piano straordinario per la Cultura e lo Spettacolo ‘Custodiamo la Cultura in Puglia’ con il quale l’assessorato all’Industria ha “regalato” 17 milioni euro per sostenere operatori e imprese pugliesi nell’emergenza Covid19. “I soldi sono stati distribuiti male. Abbiamo chiesto alla Regione una redistribuzione più equa ma non siamo stati ascoltati. Occorre una indennità mensile finché non riparte il settore”, queste le preoccupazioni e le richieste emerse durante l’incontro.

Tra i problemi strutturali, mai risolti, un grido di dolore: “in campo musicale gli ‘emergenti’ sono stati lasciati soli, senza supporti. Occorre creare occasioni di lavoro, sostenere la promozione della musica e dei talenti locali”.

E non manca la denuncia: “nel campo della fotografia spesso assistiamo a fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale da parte di operatori che non hanno partita Iva. Per quanto riguarda l’attività siamo fermi da ottobre 2019. Ridicolo il contributo di 1.500 euro per gli sposi da parte della Regione Puglia, visto che il plafond disponibile è solo di 30.000 euro, cioè appena sufficiente per 20 coppie”. Riguardo alla progettazione futura “abbiamo chiesto alla regione Puglia di portare avanti il progetto di digitalizzazione delle opere d’arte e dei Beni Culturali da archiviare. Abbiamo anche presentato un progetto scaturito da un tavolo tecnico di tutti i fotografi a livello regionale ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta”.

Tra le proposte è emersa la necessità di individuare luoghi per attività di offerta culturale da incentivare, un censimento delle associazioni e dei professionisti operanti nel settore, un cartellone che offra spazio a tutti nell’ambito delle iniziative degli enti locali.

Tra gli interventi, non è mancata una stoccata alla programmazione degli Enti Locali: “negli atti amministrativi di programmazione e assegnazione degli spettacoli manca trasparenza, lavorano sempre le stesse persone e il prezziario applicato svilisce spesso il lavoro. Gli enti territoriali scelgono in modo arbitrario come spendere i soldi nel settore dello Spettacolo e Culturale poi il Covid19 ci ha tolto anche il pubblico aggravando la situazione. Servono regole più rigide nell’assegnazione dei fondi”.

“C’è molta improvvisazione, incompetenza, insensibilità delle istituzioni”, ha chiosato l’onorevole Tasso, che ha aggiunto: “con il Covid19 alcune categorie sono state tutelate, altre ignorate. Nel decreto di agosto ci sono 25 miliardi di euro disponibili nell’ambito dei quali è possibile individuare nuove risorse per il settore e in particolare aiuti per chi non li ha ricevuti”.

All’incontro hanno partecipato indirettamente, online, numerosi addetti del comparto Spettacolo e Cultura che hanno voluto rispondere online alle sollecitazioni dell’incontro.

A margine dell’incontro Carmen Battiante ha dichiarato: “resto profondamente colpita dall’insensibilità mostrata dai vari Enti al grido di aiuto di tutti gli operatori della Cultura e dello Spettacolo. Purtroppo non mi stupisce che non vi siano risposte e soluzioni! Sono anni di denunce inascoltate e ora con il Covid siamo al completo collasso dell’intero comparto. Cercheremo, con l’aiuto dell’on. Tasso, di stilare quanto prima un documento da portare in Parlamento, sottolineando la necessità di assegnare i fondi per lo spettacolo di tutti gli Enti alle aziende in crisi che, a causa della pandemia, rischiano la totale chiusura”.

Durante la riunione, quindi, si sono registrate le grandi difficoltà nelle quali si trova oggi il comparto Cultura e Spettacolo e analizzati anche i problemi atavici, strutturali, che andrebbero rimossi e per i quali si chiede maggiore attenzione da parte della politica. In proposito gli operatori del settore Cultura e Spettacolo chiedono con forza un tavolo di confronto sia con la Regione Puglia che con il Comune di Foggia.

CARMEN BATTIANTE INCONTRA GLI OPERATORI DELLO SPETTACOLO

L’ emergenza Covid-19 al centro delle problematiche del comparto in difficoltà

Si terrà domani 19 agosto 2020, alle ore 18.30, presso i locali dell’Associazione ‘Note a Margine – centro di Musicoterapia Orchestrale’ in via Pesola 15-17, l’incontro tra l’operatrice culturale Carmen Battiante, l’on. Antonio Tasso, il consigliere regionale Mario Conca e tecnici nella produzione culturale, operatori e professionisti dello spettacolo e imprenditori nelle attività connesse al comparto, pugliesi.

Al centro dell’incontro, curato e organizzato da Carmen Battiante, candidata alle prossime elezioni regionali per la lista ‘Cittadini pugliesi’, le problematiche, connesse alla pandemia da Covid-19, che attraversano drammaticamente il comparto cultura e spettacolo (macro o micro), le nuove emergenze connesse, le esperienze vissute, i provvedimenti assunti e le prospettive in vista di una recrudescenza del contagio e delle conseguenze sul piano economico e del lavoro.

All’incontro, che si terrà all’interno del cortile all’aperto della struttura ospitante, parteciperanno non più di 20 operatori, contingentati con invito per consentire il corretto distanziamento, che potranno offrire suggerimenti rivolti ai problemi del comparto.

DOVE SONO FINITI I DEFIBRILLATORI?

Defibrillatori autobus Ataf
Dove sono finiti i defibrillatori in dotazione agli autobus dell’Ataf?

Se non ricordiamo male ne erano stati donati cinque, alcuni anni fa, all’ATAF, l’azienda trasporti pubblici della città di Foggia.

La foto che vedete, scattata nell’agosto 2012, l’abbiamo lavorata per aumentarne il contrasto e rendere un po’ più visibile la scritta riportata sulla parte posteriore dell’automezzo: “Questo autobus è dotato di defibrillatore”. Un ricordo sbiadito di una bella iniziativa.

Il defibrillatore è uno strumento elettronico grande come un I-Pad, facile da usare perché funziona in automatico, che consente, attraverso scosse elettriche, di riattivare il cuore e di salvare in extremis dalla morte cardiaca improvvisa.

Era confortante sapere che l’Azienda trasporti pubblici foggiana aveva formato i suoi dipendenti all’utilizzo del salvavita, così come era stata salutata con favore l’iniziativa benefica che dotava i nostri automezzi circolanti di efficaci presidi di civiltà.

Ma adesso, non resta che un ricordo sbiadito. Chissà dove sono andati a finire i defibrillatori!

ATAF FOGGIA IN DIFFICOLTA’ PER SCELTE COMUNALI E TAGLI STATALI

Il parco macchine perde pezzi, non più riparabili, vecchi di oltre 20 anni. Colpevoli la cura dimagrante del Governo ma anche le minori entrate della sosta tariffata

Nello scorso mese di gennaio abbiamo appreso, da una dettagliata relazione inviata da ATAF al Comune, che l’azienda foggiana di trasporto urbano è danneggiata dalle scelte dell’Ente Municipale, che ha concesso troppi stalli destinati alla sosta tariffata a titolo gratuito.

Oggi, in una nota in risposta ad una richiesta di informazioni sullo stato di salute di Ataf Spa, avanzata dal parlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe D’Ambrosio, il presidente dell’Azienda di Via di Motta della Regina dichiara che l’azienda da lui presieduta fa ogni sforzo possibile pur in una situazione critica. Il riferimento è agli automezzi disponibili, ormai talmente vecchi da far prevedere il peggio.

In proposito, il presidente Raffaele Ferrantino dice testualmente: “attualmente il parco autobus della scrivente società ha un’età media di circa 12 anni, ovvero un’età elevata e oltre il limite della senescenza (limite dalla letteratura tecnica e dalla normativa regionale e nazionale fissato a 10 anni), inoltre, il parco autobus di Ataf, oltre ad avere un’età elevata, si è nel tempo ridotto nella consistenza numerica , in quanto si sono dovuti dismettere numerosi autobus non più riparabili e che avevano età di 15-20 anni.”.

La nota del Numero Uno di Ataf (Azienda Trasporti Automobilistici Foggia di cui è socio unico il Comune) si chiude con una preoccupazione e alcune ammissioni: “poiché da 6 anni – dice Ferrantino – i fondi statali destinati al rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico non sono stati finanziati, ciò ha comportato il blocco totale degli acquisti di autobus da parte di tutte le aziende di trasporto del Paese; questa situazione sta comportando in altre realtà, appunto per la progressiva obsolescenza del parco autobus, una generalizzata forzata riduzione del servizio offerto alla cittadinanza”.

Quindi, oltre alle scelte del socio unico, cominciano a farsi sentire fortemente (anche se il presidente Ferrantino parla di “altre realtà”) le disastrose politiche dei tagli lineari, in special modo agli Enti Locali, che hanno avuto un incremento negli ultimi tre Governi Berlusconi, Monti e soprattutto Renzi.

Prepariamoci al peggio perché senza automezzi è un po’ difficile assicurare il servizio di trasporto urbano. Oppure staremo stretti come sardine.

FOGGIA.  KO LA COMUNICAZIONE DEL COMUNE, DA TEMPO INSUFFICIENTE

La piattaforma web di Palazzo di Città, continua a dare il meglio di se. Curioso che avvenga mentre viene attribuita una Posizione Organizzativa ad un funzionario del ‘Servizio Informatico e Urp’ e si omette la pubblicazione della liquidazione dei gettoni di presenza ai Consiglieri Comunali

E’ solo un problema tecnico?

Errore del server! E’ questo il messaggio della piattaforma web di Palazzo di Città, da ieri fuori uso.  Si tratta di un problema tecnico (“Error 500”), condizione imprevista che impedisce ai cittadini di accedere alla finestra attraverso la quale tenersi informati sulle attività del Comune di Foggia.

Da sempre di difficile, lento accesso le informazioni inserite nel portale internet del Comune di Foggia. Basta provare a leggere atti, determinazioni dirigenziali, delibere, ordinanze, pubblicazioni. La consultazione, di difficile gestione anche per un normale internauta,  risulta spesso impossibile: a volte manca qualche allegato e molto spesso il link in elenco non si apre.

Le omissioni del Comune di Foggia. Un silenzio che fa rumore

Ultimamente, però, si registrano vere e proprie omissioni. Nel più assoluto silenzio, si avverte forte il rumore per la decisione, da gennaio 2015, di non pubblicare più all’Albo Pretorio le determinazioni dirigenziali relative alla liquidazione dei compensi spettanti ai Consiglieri Comunali per gettoni di presenza.  Circostanza che non si concilia con i criteri di trasparenza tanto decantati e che, soprattutto, continua a scavare il fossato tra palazzo e cittadini.

Una spesa ulteriore, singolare curiosità

Singolare (è solo una curiosità, non essendoci collegamento) il fatto che all’inizio di questo mese sia stata attribuita un’altra Posizione Organizzativa ad un funzionario all’interno del ‘Servizio Informatico e Urp’. Una ulteriore spesa, necessaria a migliorare la struttura comunale.

Intanto la correzione dell’errore, che i cittadini possono leggere ancora mentre sto pubblicando, potrebbe comportare una modifica della logica del programma per il software del server Web e richiedere pertanto del tempo. Ma non serve ripristinare questa importante fonte di informazione se i contenuti di maggiore interesse dei cittadini restano latitanti.

IL COMUNE DI FOGGIA GIA’ A QUOTA 137.000 PER GETTONI DI PRESENZA

Prenotati, per il 2015, altri 360.000 euro, ai quali bisogna aggiungere i cospicui rimborsi alle aziende per le giornate non lavorate dai propri dipendenti impegnati nelle Commissioni Consiliari

Quindi, le Commissioni Consiliari permanenti del Comune di Foggia hanno lavorato quasi a pieno ritmo anche nell’ultimo mese dell’anno 2014.

A dicembre se ne sono andati, solo per gettoni di presenza, 27.632,24 euro, per un totale da inizio consiliatura di ben 137.595,21 euro (di cui 130.000 in 120 giorni da inizio settembre). Nell’ultimo mese dell’anno, quindi,  29 Consiglieri Comunali (esclusi Luigi Miranda, presidente dell’Assemblea di Palazzo di Città, Sergio Clemente e Leonardo Di Gioia) si sono riuniti mediamente per 13 giorni, i più stacanovisti 15 giorni (un po’ meno dei mesi precedenti).

Intanto la Presidenza del Consiglio, nei primi giorni di gennaio ha prenotato (impegnato) la “spesa pari ad € 360.000,00 per il pagamento dei gettoni di presenza spettanti ai Consiglieri comunali per la partecipazione ai Consigli comunali e alle commissioni consiliari per l’anno 2015”. Tale importo non comprende, ovviamente, i cospicui rimborsi alle aziende per le giornate non lavorate dai propri dipendenti impegnati, appunto, nelle Commissioni.

Un grande impegno per il quale, specie dopo la fiaccolata contro l’illegalità, i cittadini vorrebbero conoscere gli ordini del giorno delle riunioni e i verbali delle Commissioni. Basterebbe utilizzare il portale internet del Comune. I foggiani se lo aspettano.

UNA NUOVA IMPORTANTE SCOPERTA TARGATA ‘UNIVERSITA’ DI FOGGIA’

E’ la ‘Pentraxina 3’, un nuovo marcatore tumorale in grado di predire la progressione del carcinoma prostatico

Un’altra importante scoperta made in UniFg, stavolta condotta e messa a punto dal Dipartimento di Nefro-Urologia dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia diretto dal prof. Giuseppe Carrieri. La rivista scientifica internazionale Cancer Reaserch ha pubblicato per intero lo studio condotto dall’équipe foggiana coordinata dai professori Giuseppe Carrieri e Giuseppe Grandaliano e composta dai professori Giovanni Stallone, Luigi Cormio, Stefano Netti, Barbara Infante, Oscar Selvaggio, Giuseppe Difino, Elena Ranieri, Francesca Bruno, Clelia Pratichizzo, Francesca Sanguedolce, Simona Tortorella e Pantaleo Bufo, uno studio che ha permesso di scoprire e utilizzare la “Pentraxina 3”: un nuovo marcatore in grado di predire la progressione della infiammazione prostatica in presenza di un carcinoma.

<<Un risultato straordinario di cui andiamo molto fieri – dichiara Carrieri – innanzi tutto perché coinvolge un folto gruppo di medici e ricercatori dell’Università di Foggia e poi perché potrebbe rappresentare una nuova frontiera per i pazienti affetti da patologie della prostata>>.

La ricerca ha sostanzialmente evidenziato che la Pentraxina 3 (una proteina immunoregolatrice) è iperespressa a livello tissutale nei pazienti affetti da prostatite che successivamente sviluppano un carcinoma della prostata: ovvero in quei pazienti che, in una prima biopsia prostatica risultata negativa per carcinoma, dovessero presentare elevati livelli di Pentraxina 3 potrebbe registrare un rischio statisticamente più elevato di riscontrare un carcinoma prostatico in una eventuale seconda biopsia.<<Grazie al dosaggio della Pentraxina 3 – aggiunge il prof. Giuseppe Carrieri – ci si augura quindi di limitare il numero di pazienti che devono sottoporsi a ripetute biopsie prostatiche, magari dopo una prima biopsia risultata negativa>>.

<<E’ un risultato straordinario che potrebbe rappresentare una nuova frontiera per i pazienti affetti da prostata o carcinoma. I risultati della ricerca testimoniano il grado di preparazione di un Dipartimento che pur tra mille difficoltà amministrative e oggettive riesce a concentrare i propri sforzi nella direzione della qualità delle cure e delle attenzioni da somministrare ai propri pazienti>>.

Giunte le congratulazioni del Rettore dell’Università di Foggia prof. Maurizio Ricci, per il quale <<si tratta di dati ed esiti straordinari, che portano con orgoglio e soddisfazione il nome dell’Università di Foggia in giro per il mondo. La pubblicazione su organi scientifici internazionali rappresenta un ottimo traguardo, ma in particolare se si guarda al lato umano dell’utilizzo di questo nuovo metodo scientifico mi piace pensare che molta gente potrà fare ricorso a queste tecniche per curarsi meglio e con minore approssimazione>>.

FOGGIA. DAL FALLIMENTO DELL’AMICA ALLA FIACCOLATA DELLA LEGALITA’

Venerdì 30 gennaio alle ore 18, la manifestazione con partenza dal Pronao della Villa Comunale. Intanto l’illegalità diffusa sfida continuamente la città.

Per il fallimento dell’Amica di Foggia (l’ex municipalizzata dei servizi ambientali), 14 dirigenti e amministratori sono stati rinviati a giudizio per diversi filoni d’inchiesta della Procura della Repubblica. Una azienda pubblica, strumentale del Comune di Foggia, costretta al fallimento e a chiudere inesorabilmente facendo perdere alla città centinaia di posti di lavoro.

L’Ataf, altro ente strumentale comunale, che cura i trasporti urbani, è in grandi difficoltà economiche e vacilla sotto i colpi dei mancati controlli e dell’illegalità diffusa che si è abbattuta su uno dei suoi servizi più remunerativi, quello della sosta tariffata. Una situazione talmente grave, come si apprende da una dettagliata relazione inviata al Comune di Foggia, che si parla di mancati introiti pari al 60%, una grave flessione dei ricavi complessivi che, probabilmente, determinerà decine di licenziamenti tra gli operatori non incardinati.

Non dimentichiamo gli arresti di nove mesi fa a Palazzo di Città, per concussione, preoccupante vicenda che ha coinvolto sia il livello politico che quello amministrativo.

Il territorio comunale è in preda ad ogni irregolarità. I controlli sono evidentemente insufficienti. Le aree mercatali sono, ormai, territorio senza legge in cui si insinua l’abusivismo e dove rifiuti di ogni genere vengono lasciati sull’asfalto. Anche lungo i tratturi e le stradine periferiche rifiuti di ogni genere. Il Cimitero e la zona ospedaliera sono sommerse da tante autovetture non autorizzate. Ai margini delle zone a sosta tariffata ci sono sempre parcheggiatori abusivi. Lavavetri, zingari, minori, extracomunitari, che chiedono l’elemosina in prossimità dei semafori, proliferano indisturbati.

Aziende di trasloco o piccoli trasportatori spesso bloccano intere strade impedendo la circolazione veicolare. Autovetture sono parcheggiate in doppia, tripla fila quando non sfrecciano pericolosamente veloci e incontrollate lungo le arterie urbane.

Il manto stradale cittadino, perenne gruviera e cruccio degli automobilisti, non riesce mai ad avere una corretta manutenzione, tale da garantire almeno rattoppi duraturi nel tempo. Anche qui i controlli sulla qualità delle opere e degli interventi di riparazione mettono in evidenza l’incapacità di tenere sotto controllo il territorio cittadino.

L’illegalità si taglia a fette. In un contesto così degradato si inserisce la malavita, che trova condizioni ambientali favorevoli per poter agire indisturbata. Tanto da arrivare a far esplodere, addirittura di giorno, bombe intimidatorie per i commercianti che resistono ancora alla difficile crisi economica.

E’ in questa fosca cornice che si inquadra la ‘Fiaccolata della legalità’, organizzata dalla Presidenza del Consiglio e dall’Amministrazione Comunale, prevista per le ore 18 di venerdì 30 gennaio, con partenza dal Pronao della Villa Comunale.

Una occasione per ascoltare i vertici di Palazzo di Città ai quali non si chiedono più frasi di circostanza o esercizio di retorica ma l’impegno a dare una svolta alla gestione del Comune di Foggia.

Staremo a vedere.

FOGGIA. SI ALL’ISOLA PEDONALE. MA I CITTADINI COSA NE PENSANO?

Gli esercenti sono divisi, la fase sperimentale lascia il posto a polemiche dentro e fuori al Palazzo, incombe un ricorso al Ministero dei Trasporti. Ma perché non ascoltare i cittadini?

L’isola pedonale dal 6 dicembre scorso ha raddoppiato la sua estensione. L’amministrazione comunale ha deciso di chiudere al traffico la zona della città di Foggia compresa tra piazza Giordano e via Lanza, che va a congiungersi con quella ventennale di corso Vittorio Emanuele e ad aggiungersi all’area pedonalizzata di piazza Oberdan, di fronte al teatro Giordano, e a quelle a traffico limitato di via Arpi e zona Cattedrale.

Il sondaggio

Il sondaggio dell’Unione Nazionale Consumatori Foggia e Confimpreseitalia Foggia, rivolto ai commercianti circa la bontà e utilità dell’iniziativa, ha prodotto risultati scontati. Gli esercenti sono divisi: quelli delle zone vicine alla zona pedonale sono in maggioranza contrari perché tagliati fuori dal passeggio, quelli di corso Vittorio Emanuele hanno valutato l’estensione come indifferente mentre in Piazza Giordano si registra una leggera maggioranza di favorevoli.

Dalla fase sperimentale all’isola pedonale allargata

Superata la fase sperimentale, coincidente con il periodo natalizio, l’amministrazione comunale, attraverso un comunicato ufficiale del 12 gennaio scorso, ci ha fatto sapere di aver chiamato “alla partecipazione le associazioni di categoria del settore del commercio” e che il percorso scelto “si fonda sul confronto e sul contributo di idee e di proposte” pervenute durante il “calendario degli incontri, che qualcuno evidentemente ignorava”. Obiettivo, quello di limitare i disagi. “In quest’ottica la discussione con le organizzazioni di categoria, con i vertici del Comando di Polizia Municipale e dell’azienda Ataf non è mai venuto meno”.

Contraria l’opposizione. Le motivazioni

Contariata una parte dell’opposizione in Consiglio Comunale che, nel solito balletto della politica, contesta il provvedimento nel metodo e nel merito.

Sotto accusa la cancellazione delle corsie preferenziali per autobus e taxi e il ridimensionamento del servizio di trasporto pubblico, che oltre all’incremento dell’inquinamento del centro della città determinerà un molteplice danno finanziario: la riduzione del contributo regionale, a causa della diminuzione dei chilometri percorsi; la riduzione delle aree di sosta a pagamento; l’impiego di un gran numero di vigili nell’area in cui sono cambiati i sensi di marcia e i divieti di sosta, che sottrae risorse umane e mezzi allo svolgimento di altri servizi; la sosta selvaggia, che provoca ingorghi e inquinamento. Inoltre, si riempiono di auto e mezzi pubblici piazza Italia, corso Cairoli e corso Garibaldi e con il doppio senso di circolazione annegano nel traffico e nello smog via della Repubblica, via Conte Appiano e via Torelli.

D’accordo Confcommercio ma con riserva

Sulla stessa linea d’onda Confcommercio. Per la Confederazione, l’allargamento dell’isola pedonale a Foggia è un elemento positivo ma deve garantire le esigenze di tutti. Per questa ragione è necessario convocare un tavolo tecnico-operativo con tutti i soggetti funzionalmente interessati per superare le criticità che interessano la città, specie in relazione alla mobilità. Auspicato un piano parcheggi adeguato, un ripensamento del sistema di trasporto pubblico, agevolazioni per le attività commerciali che si attiveranno per rivitalizzare la zona e renderla più fruibile, un programma di iniziative partecipato con la città per attirare le persone nella zona interessata dall’ordinanza.

Il ricorso al Ministero dei Trasporti

Alcuni consiglieri comunali di opposizione hanno chiesto di ritornare sulle ordinanze comunali perché non discusse in Consiglio Comunale, non in linea con il ‘Codice della Strada’ ma anche perché le aree pedonali e le zone a traffico limitato non tengono conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. L’accusa principale, oggetto di un ricorso al Ministero dei Trasporti, è legata al fatto che manca l’adozione del Piano della Mobilità.

Oltre ai problemi tecnici e amministrativi, resta da chiedersi quando e se i cittadini verranno consultati.

FOGGIA. NUOVI UFFICI GIUDIZIARI, ALTRO PASSO INDIETRO

Annullata la determina relativa alla presa d’atto del verbale di gara per la ricerca di un immobile per nuove strutture giudiziarie. Il contratto tra Comune di Foggia e Coim Srl, per un canone annuo di oltre 770.000 euro, già ritirato ma la vicenda è ancora al centro di un procedimento penale

Si apprende dal portale internet del Comune di Foggia che la Giunta comunale ha approvato la delibera con la quale annulla la determina dirigenziale avente ad oggetto la presa d’atto del verbale di gara relativo al procedimento di ricerca di mercato di immobili da destinare a sede degli uffici e degli archivi delle nuove strutture giudiziarie.

La deliberazione dell’esecutivo di Palazzo di Città segue la risoluzione del contratto, già decisa con una precedente delibera, tra il Comune di Foggia e la società Coim Srl con riferimento alla nuova sede degli archivi e degli uffici giudiziari di piazza Padre Pio.

Nella nota ufficiale del Comune, tra l’altro, si ricorda che, sulla vicenda, è in atto un procedimento penale. Sotto i riflettori in particolare l’assenza di alcuni pareri fondamentali per la legittimità del contratto di fitto tra il Comune di Foggia e la Coim Srl per l’immobile di piazza Padre Pio, emersa nell’attività di ricognizione e di analisi effettuata dall’assessorato all’Avvocatura, Appalti e Contratti.

“Un dovere di trasparenza” si apprende nella nota, secondo il sindaco Franco Landella, che aggiunge essersi trattato di “un iter nel quale abbiamo rilevato numerosi punti di illegittimità, che ci hanno portato dapprima a risolvere il contratto in attesa di acquisire i pareri mancanti ed oggi ad annullare la determina dirigenziale, di fatto chiudendo anche amministrativamente il percorso e predisponendo una nuova manifestazione di interesse per immobili da adibire a sede di uffici e archivi giudiziari”. Un percorso amministrativo seguito alla “legittima richiesta, avanzata dalla Commissione Manutenzione del Tribunale di Foggia, di chiusura in tempi brevi della vicenda”.

Nullo, quindi, il contratto di fitto dell’immobile.

Mancano all’appello nulla-osta, pareri tecnici, la congruità del canone, la compatibilità urbanistica dell’immobile oggetto del contratto con la sua finalità.

Secondo l’assessore comunale all’Avvocatura, Appalti e Contratti Cangelli, si apprende dal comunicato istituzionale, “a prescindere dai pareri che possano essere resi dagli organismi pubblici sollecitati dall’Amministrazione Comunale, nonché dall’esito del procedimento penale in corso, sono comunque emerse una serie di illegittimità connesse all’aggiudicazione, in capo alla Coim Srl, della manifestazione d’interesse che investono sia la valutazione dell’offerta tecnica presentata dalla ditta sia la valutazione dell’offerta economica”,  un canone annuo stimato in oltre 770.000 euro.

 

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