JUNCKER & CO. SOTTRAGGONO RISORSE ALLA RICERCA EUROPEA

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La portavoce Rosa D’Amato e il Movimento 5 Stelle si oppongono all’impoverimento di importanti programmi per l’innovazione scientifica, leadership industriale e sfide per la società capaci di produrre scienza e tecnologia di alto livello in grado di stimolare la crescita economica

“Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, ad indirizzare le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese e ad assicurare un controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti”. Esordisce così Rosa D’Amato componente della Commissione per lo sviluppo regionale, che ci ha spiegato meccanismi, implicazioni e risvolti delle politiche comunitarie in atto.

L’EFSI, lo diciamo a vantaggio dei lettori, è il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. La sua governance non è propria di una entità indipendente ma promana da un accordo tra Commissione Europea e BEI (Banca Europea Investimenti) nell’ambito della quale ci sono le garanzie della Comunità.

Si tratta di un fondo con una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro (5 della Bei e 16 garantiti dall’Unione Europea) che puntano a finanziare, grazie a una sorta di effetto moltiplicatore (sperato e presunto), progetti per 315 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni, di cui 240 destinati a progetti infrastrutturali e innovativi, e 75 a piccole e medie imprese.

Il piano è già stato sbandierato dalla Commissione Europea e da alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, come il presunto ‘motore’ per far ripartire l’Europa e gli investimenti. In realtà “il regolamento della Commissione Europea presenta numerose problematiche, tra cui la possibilità di usare i Fondi Strutturali (cosiddetti di “coesione”) e di Investimento, ossia quelli delle politiche Regionali, – dice la parlamentare 5 Stelle – per finanziare progetti scelti nel quadro dell’EFSI” (Per l’Italia il TAV, Treno ad alta velocità, o il cosiddetto ‘revamping’ (interventi di ristrutturazione generale ) dell’Ilva”.

In pratica si apre la possibilità di usare i fondi di coesione nell’EFSI, indirizzando le risorse del piano Juncker solo verso le piccole e medie imprese (sino a 250 dipendenti, contro i 3000 del testo proposto), accompagnato da uno scarso controllo democratico del Parlamento sulla nomina dei cosiddetti esperti ‘indipendenti’ del Comitato deputato alla scelta dei progetti. “Unici tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento, – dice Rosa D’Amato –  abbiamo presentato una serie di emendamenti volti ad escludere a priori questi rischi concreti”. “Così come ci siamo fermamente opposti al finanziamento del fondo di garanzia con le risorse di Horizon 2020 (2,7 miliardi) e Connecting Europe Facility (3,3 miliardi) destinati alla ricerca scientifica, all’innovazione, allo sviluppo. In questo senso, la Commissione per lo Sviluppo Regionale ha accolto le nostre istanze, e ha raccomandato di non destinare al piano EFSI proprio quei fondi”.

Ma non la pensa così il vicepresidente della Commissione Katainen, che ha reiterato la volontà della Commissione Europea di utilizzare i fondi destinati ad Horizon, ipotizzando l’effetto moltiplicatore degli investimenti. “Si prefigura, così, – conclude la portavoce  del Movimento 5 Stelle – l’impoverimento di uno dei programmi più importanti dell’Unione, che associa la ricerca all’innovazione concentrandosi su settori chiave come quelli dell’eccellenza scientifica, della leadership industriale e delle sfide per la società, allo scopo di consentire all’Europa di produrre scienza e tecnologia di livello mondiale in grado di stimolare la crescita economica”.

“Togliere preziosissime risorse finanziare, specialmente in tempi di crisi, a questo programma, ‘scommettendo’ su investimenti di privati e pericolose ingegnerie finanziarie, sarebbe una gravissima scelta politica, contro la quale continueremo ad opporci in tutte le commissioni competenti”.

Autore: Nunzio Lops

Giornalista pubblicista

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