A MANFREDONIA LE RAGIONI DEL POPOLO NO TRIV. CON QUALCHE SORPRESA

Il presidente Michele Emiliano

L’incontro di questa mattina con il presidente della Regione Puglia, il mondo politico provinciale e l’associazionismo che si occupa di ambiente per scongiurare le trivellazioni in Adriatico e vicino alle Isole Tremiti. Confermata l’assenza di un Piano Energetico Nazionale che apre molte falle prestando il fianco alla realizzazione di impianti pericolosi come quello di Energas. La sferzata finale dei Cinque Stelle

Si è svolto stamattina, presso l’Aula consiliare del Comune di Manfredonia, il previsto incontro, promosso dalla rete ‘No Triv’, per ribadire l’assoluta contrarietà di una intera comunità provinciale alla ricerca del petrolio nel mare delle Tremiti.

L'intervento di Raffaele Vigilante
L’intervento di Raffaele Vigilante (No Triv)

Al centro delle attenzioni l’autorizzazione del 22 dicembre scorso, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, alla Petroceltic Italia srl che potrà procedere, con  la tecnica invasiva dell’air-gun,  alle prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca di depositi di idrocarburi.

L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini che serve per capire cosa c’è sotto i fondali. Fortissime e continue esplosioni, ogni 5-10 minuti, di aria compressa mandano onde riflesse che consentono di estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, queste onde sonore sono dannose per i pesci, perché possono causare lesioni e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche si orientano con l’udito, che gli serve per tante funzioni vitali, compresa quella di trovare cibo.

Ma non è tutto. Lo hanno ricordato in molti: le ricerche porteranno le trivellazioni e l’estrazione di petrolio. L’Adriatico è, quindi, in grave pericolo.

“Il nostro mare che è la vera bellezza del nostro territorio”, ha detto il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi ricordando la battaglia portata avanti dall’indimenticabile Lucio Dalla. “E’ un affronto gravissimo quello di fare le trivellazioni a 12 km dalle Isole Tremiti. Per questo motivo c’è un fronte compatto delle regioni. Metteremo in campo tutte le ipotesi di azione possibili, anche il referendum” ha detto il Primo cittadino Manfredoniano in chiusura di intervento.

A seguire, l’organizzatore dell’incontro, Raffaele Vigilante (No Triv), che tra l’altro ha detto:

“Le geoispezioni sono l’anticamera delle trivellazioni. Novantaquattro fisici statunitensi hanno provato i danni di queste ispezioni. C’è correlazione tra gli spiaggiamenti di capodogli di Vasto e Manfredonia. Un territorio come il nostro vive di pesca e turismo. Ma con queste tecniche il pesce fugge”.

 “Anche il turismo ne sarebbe danneggiato: sono 27.000 gli operatori impegnati in provincia di Foggia. Su una piattaforma petrolifera lavorano pochissime persone”.

 “Questa assemblea proporrà, insieme al Parco Nazionale del Gargano, un documento che dia forza alle azioni per bloccare questo scempio”.

 “La Basilicata, che è la regione più perforata d’Italia, ha il reddito pro capite più basso d’Italia”, ha aggiunto Vigilante per sottolineare le scarse ricadute economiche sul territorio.

Ma ci sono anche problemi di equilibrio del sottosuolo. “Secondo fisici della California University c’è correlazione tra estrazioni petrolifere e terremoti. Ieri in Molise uno sciame sismico. A Foggia c’è il fenomeno della subsidenza. Se da una caverna gassosa, dal sottosuolo estraiamo ciò che spinge verso l’alto è logico che avremo dei crolli”.

Non poteva mancare, ovviamente, il ricordo di quanto avvenuto nel Golfo del Messico. La fuoriuscita incontrollata di petrolio da una piattaforma della British Petroleum provocò 300 miliardi di dollari di danni e la contaminazione di una vasta zona di mare e di coste con conseguenze incalcolabili per l’ecosistema.

 “Oggi siamo qui per le Isole Tremiti ma è interessato tutto l’Adriatico. Dobbiamo far ritirare il decreto, arrivare al Parlamento Europeo”.

Subito dopo l’intervento del Sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini

 “A Pianosa c’è un’ordinanza che vieta qualsiasi intervento perché ci sono le bombe, residuati bellici per i quali Governo non riesce a trovare i fondi per la bonifica. Figuriamoci come farebbero a trovare i soldi per far fronte a eventuali problemi che dovessero causare le trivellazioni”.

 “Tutti abbiamo investito nel turismo. Ora ci vediamo azzerare i nostri sforzi. Al centro dell’area marina protetta ci vogliono mettere questa piattaforma petrolifera. Per fare i tuffi?”

“E’ una battaglia di tutto il territorio”, ha detto il Sindaco Polignano a Mare, Domenico Vitto, che ha aggiunto: “la nostra economia è quella del turismo. E’ il settore che abbiamo imposto, la nuova economia che abbiamo sviluppato. No al petrolio nella nostra Regione”.

“Il Governo si rimangi il decreto” (quello di autorizzazione alla Petroceltic, ndr) ha detto il parlamentare Angelo Cera.

Subito dopo il consigliere comunale di Foggia, Vincenzo Rizzi (Centro studi Naturalistici), per il quale “non possiamo continuare a difenderci con i ricorsi al Tar. Bisogna incalzare in maniera forte questo Governo”. “E’ un mare che ha già grandi problemi (pressione antropica, calo del pescato), non possiamo dare il colpo di grazia”.

Atteso l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Il Primo Cittadino della Puglia ha posto l’accento sulla necessità di affrontare seriamente una discussione sulla politica energetica nazionale, che passi anche attraverso una maggiore chiarezza sul da farsi in tema di emissione di Co2 e di estrazione di combustibili fossili.

Il presidente Michele Emiliano
L’arrivo del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

“Nelle mappe dei ministeri sanno benissimo cosa c’è nell’Adriatico, nel quale ci sono già moltissime concessioni. Quindi, dietro questo impulso alle nuove ricerche c’è una nuova strategia?”. “Le regioni hanno dato tante autorizzazioni in passato. Ma adesso non si capisce perché bisogna dare impulso a queste estrazioni”.

Emiliano si interroga evidenziando che nello ‘Sblocca Italia’ (il decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”), nel quale “c’è un generico alleggerimento nel rapporto costituzionale tra Regioni e Governo”.

Secondo Emiliano la richiesta dei parlamentari pugliesi del PD di revocare il decreto autorizzativo delle trivellazioni è stato un atto di coraggio ma anche un inizio di dialogo, al termine del quale “il Governo ci deve dire qual è la sua politica energetica”.

 “Noi abbiamo già dato le nostre indicazioni sulla decarbonizzazione, sul gasdotto Tap, sulle trivellazioni, però depuriamo ancora male le acque e dobbiamo essere più credibili sul ciclo dei rifiuti” ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia che con questa autocritica ha voluto evidenziare che c’è ancora qualche problema di coerenza tra le rivendicazioni e le azioni messe in campo sul territorio.

“Nel 2012 da sindaco di Bari sentii il dovere di essere qui per una grande manifestazione No-triv. Oggi torno da presidente della Regione chiedendo al Governo quale sia la sua politica energetica e, soprattutto, chiedendo di ascoltare il nostro punto di vista. La mancanza di una strategia comune rende infatti impossibile ogni tipo di valutazione. L’Italia a livello internazionale si impegna per la riduzione del Co2, per ridurre l’estrazione di combustibili fossili, per abbassare i livelli di inquinamento che determinano il riscaldamento globale e per scongiurare rischi ambientali che potrebbero verificarsi non tra duemila ma tra cinquant’anni. Chiediamo al Governo quale risultato intende ottenere con questa spinta alle autorizzazioni a ricercare petrolio, visto che nell’Adriatico ce ne sono già molte”.

 “Ma il mio è un dramma: come fare a non mettermi in contrasto con il presidente del Consiglio dei Ministri?” ha detto Emiliano ribadendo di essere a fianco al Governo ma deciso a difendere le ragioni del territorio regionale.

Dopo gli elogi ai  No Triv  “che rappresentano l’ambientalismo intelligente”, Emiliano ha lanciato la proposta “di sfidare in modo costruttivo la Regione Puglia e il Governo a trovare una intesa sulla complessiva politica energetica in Puglia”.

“Le trivellazioni petrolifere – ha aggiunto il Governatore pugliese – sono una minaccia e non una opportunità. La ricerca di idrocarburi, inoltre, non ha senso dal punto di vista capitalistico, visto l’andamento del mercato del petrolio”.

Una stoccata, infine, alle autorizzazioni per le ricerche rilasciate a piccole società dotate di scarsa capitalizzazione. “Viene il dubbio – ha dichiarato Emiliano – che possano essere società che con queste autorizzazione ottengono credito nel circuito bancario”.

 “La Puglia è al fianco del Governo – ha ribadito Emiliano – ma abbiamo il dovere di tutelare lo spirito della Costituzione e i diritti dei cittadini”.

Telegrafico ma significativo l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone, che in chiusura ha voluto ricordare la questione Energas, il mega impianto di GPL che dovrebbe essere realizzato a ridosso della cittadina manfredoniana. Una struttura di enorme dimensione e pericolosità che, proprio nella città sipontina, desta preoccupazioni rilanciando quanto i deputati M5S sostengono dal 2013, ossia l’assenza di un vero piano di politica energetica nazionale. Una grave carenza, all’interno della quale può avvenire qualsiasi scempio del nostro ambiente e del territorio con grave danno per la salute dei cittadini.

 “Bisogna ricordare anche la questione dell’impianto Energas”, ha fatto notare Rosa Barone. “Ne avevo già parlato a rai tre pochi minuti prima. L’avevo rimosso dalle cose da dire”, la risposta di Emiliano.

Striscione No Triv e Energas
Striscione No Energas, No Triv Manfredonia

Raffaele Vigilante (No Triv), in chiusura ha letto il comunicato congiunto Rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Parco Nazionale del Gargano, dei Comuni della Capitanata in difesa dell’Adriatico e delle Isole Tremiti.

Onofrio Introna, ex presidente consiglio Regionale ha voluto ribadire la necessità che il Governo nazionale debba aprire un dialogo con le regioni sulle politiche energetiche del Paese.

Maria Luisa D’Ippolito, vice Presidente nazionale FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha proposto (proposta accolta, ndr) una integrazione del documento finale teso a “chiedere una moratoria per tutte le nuove autorizzazioni in attesa di un confronto sulla piattaforma programmatica e concordata sulle zone dove poter attivare le piattaforme petrolifere”.

Autore: Nunzio Lops

Giornalista pubblicista

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